28/01/2025
Il mio lavoro è il mio modo di vivere, sognare e resistere, anche quando fa male. Per ogni scelta che ho fatto, personale o lavorativa, mi hanno definita ‘mamma di m***a’. Parole che lasciano il segno, soprattutto quando arrivano da chi ami. Insieme ad altre persone, abbiamo trasformato quel dolore in forza: ci siamo scritte addosso le offese che più ci hanno ferito e, con un gesto liberatorio, ce le siamo strappate via, perché non ci appartengono.
Non mi sento una mamma di m***a. Me lo possono dire mille volte, ma io so chi sono. So cosa faccio e perché lo faccio. Ogni evento che organizzo è un atto di amore, dove persone di storie, ideologie e vite diverse si incontrano, si esprimono e si ispirano a vicenda.
Maya vive in un mondo fantastico. Ha la libertà di incontrare persone che cercano felicità, che lottano per la propria libertà e vivono se stesse senza paura. Ogni persona che incontra, con la propria autenticità e il proprio vissuto, aggiunge un tassello prezioso alla sua vita in costruzione. E io credo fermamente che questo la renda più forte, più consapevole, più libera.
Porto avanti tutto con dolore, sì, ma anche con una forza che nasce dall’amore. Perché quello che faccio per Maya, per me stessa e per le persone che incontro non è solo un lavoro: è il mio sogno, la mia lotta e la mia speranza. E nessuno potrà mai togliermelo
Ringrazio
la mia amica e collega una mamma come me, che lotta per il futuro di una figlia
Mia sorella per essere nata e tutte le “conseguenze” del caso
Le mie Troiezze e in particolare per questa coreografia che ha avuto la prima scintilla ⚡️
perché mi ama così come sono e mi fa essere libera
Grazie a tutte le persone che ci sono state o che avrebbero voluto esserci.. e che ci sono nel mio commando e di Maya