09/02/2022
Il nostro ultimo lavoro per GAU - Gallerie d'Arte Urbana - a cura di La Città Ideale V edizione, sull'inferno dantesco.
Come molecole abbiamo lavorato e riflettuto sul canto 28° e 29°:
Nel XXVIII canto, un diavolo armato di spada dilania e divide le membra di coloro che in vita seminarono discordia, causando divisioni fra popoli, per ragioni politiche e religiose.
Nel XXIX, invece, sono puniti i falsari di metalli, e cioè gli alchimisti, che trasformavano la materia con lo spirito e la magia.
Abbiamo voluto tradurre questi due canti in immagine servendoci rispettivamente dell’analogia e del contrappasso. I seminatori di discordia, i divisori dei popoli ci sono apparsi oggi essere più che persone fisiche - come furono per Dante Maometto e Curione - mappe, confini, muri, fili spinati.
Da una parte c’è la bolgia, la schiera di anime oppresse, compresse a ridosso di un confine, e dall’altra una figura isolata, confinata nello spazio del suo privilegio di nascita.
Alla terra, alla strada, agli attraversamenti e ai respingimenti fa da contraltare lo spazio libero e aperto del cielo. Uno spazio condiviso, percorribile, solcato dalle infinite traiettorie degli uccelli che migrano alla ricerca di cibo o di calore.
Il volo degli uccelli è un simbolo antico, sacro all’inizio della civiltà e divenuto poi profano con l’avanzare della religione monoteistica. Così gli alchimisti, prima esploratori della trasformazione magica e chimica della materia per conoscerne le proprietà spirituali, son diventati eretici, bruciati al rogo perchè fraintesi: in fondo Griffolino a suo modo sapeva volare.