24/10/2022
"L'osteria dei pittori" a cura di Roberto Gramiccia
Domenica 6 novembre alle ore 11.30, nelle magnifiche sale di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo si concluderà il viaggio di L’osteria dei pittori. Sarà l’ultima tappa del percorso espositivo di una mostra iniziata a Roma, nella prestigiosa
galleria La Nuova Pesa e transitata attraverso la Libreria Eli di Viale Somalia. La mostra ha
richiamato l’attenzione di un vastissimo pubblico e coinvolto stampa e televisioni. Francamente un
successo eccezionale, e in questa misura inaspettato, che premia l’idea di aver coinvolto un nutrito
drappello di artisti di prima grandezza nell’idea, solo apparentemente stravagante, di ricordare un’Osteria. Un’Osteria romana molto particolare: quella dei fratelli Menghi, che, a partire dagli anni Cinquanta, rappresentò per alcuni decenni un cenacolo senza molti eguali nella storia recente, un crocevia di esperienze artistiche, letterarie, poetiche ed anche relative al mondo del
cinema. Mondo quest’ultimo al quale apparteneva Ugo Pirro, che, in modo particolare si è inteso ricordare, come autore di “Osteria dei pittori”, un libro speciale che ricorda propria quella
trattoria: un piccolo scrigno prezioso nel quale sono custodite le storie di artisti indimenticabili: da Picasso a Turcato, da Mafai a Consagra, da Accardi a Scarpitta, a Dorazio e ancora: Fellini, Moravia, Zavattini, Sargentini, Sandro Penna e tantissimi altri. Figure formidabili e diverse ma tutte unite da un comune denominatore: essere clienti abituali dell’Osteria dei pittori. La mostra intende non solo rievocare un’epoca e una storia, ma recuperare una memoria da rivivere attivamente dentro un’attualità che è figlia di quei tempi. Dietro questa operazione, c’è la convinzione che l’arte è
sempre contemporanea. Per lo meno fino a quando non si abbattono su di essa eventi che ne modificano la natura più profonda, come purtroppo accade ai nostri giorni. In questo senso, gli ambienti di Palazzo Rospigliosi carichi di storia, le sue splendide pareti affrescate sono state scelte per riaffermare con forza l’idea che l’arte non conosce frontiere di tempo e di spazio. Un grazie particolare al Comune di Zagarolo.