29/07/2021
«D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.»
(Le città invisibili, Italo Calvino)
Nel cuore delle città violente e invivibili che abitiamo prende vita, come un sogno, una città altra, spesso invisibilizzata. La città transfemminista. La sua geografia è fluida, perché fluidi sono sempre i margini, spazi della prospettiva creativa e controegemonica. Abbiamo provato a disegnarne il paesaggio con una linea fuxia che unisce diversi luoghi-fermate: sono spazi di relazione, di desiderio, di liberazione, di sovversione e di autodeterminazione. Luoghi che fanno spazio, perché quotidianamente contaminano e risignificano il deserto a cui si oppongono.
È ora di toglierci la maschera: la presentazione della nuova linea fuxia non è stato un pinkwashing di Atac ma una campagna artistica che rivendichiamo come collettivo di anonimə artistə trasfemministə nella rete stealthisposter.org.
Una fake news, una volta tanto diffusa non per esercitare potere e controllo, ma per fare luce sui meccanismi feroci di questa città. “La menzogna non è nel discorso, è nelle cose”, si legge sempre nelle Città invisibili. E la menzogna che, mentendo, abbiamo voluto smascherare riguarda la prima fermata della nostra linea: la Casa delle donne Lucha y Siesta -laboratorio di pratiche transfemministe, casa di accoglienza per donne che fuoriescono da situazioni di violenza, centro antiviolenza, spazio politico e culturale - verrà battuta all’asta, per la terza volta, il 5 agosto 2021. Un bene comune transfemminista, già di tuttə, viene messo in vendita. Di fronte a questa assurdità incredibile, abbiamo dovuto fingerci folli, come un Enrico IV pirandelliano: siamo diventatə altro, abbiamo giocato ad essere altro, ne abbiamo assunto il terribile linguaggio; non per scappare dalla realtà, ma per smascherarla. Abbiamo voluto mostrare, mentendo, quanto verità e menzogna siano diventate indistinguibili. Speriamo che ora si guardi e si ascolti la città transfemminista. Speriamo che la città, il mondo, si infiammi.
Perché ne abbiamo bisogno e perché siamo arrabbiatə, stanchə di leggere di continui femminicidi, esaustə di subire violenze, infuriatə contro chi legittima tutto questo e ancor di più con chi tenta di cancellare le esperienze che alla violenza di genere rispondono con azioni concrete.
A mentire davvero è chi ci dice che spazi come Lucha y Siesta siamo cancellabili o rinunciabili.
Prendiamo le parole delle attiviste della Casa e le facciamo nostre, perché Lucha è anche nostra, lo è da sempre: Lucha è già di tuttə.