21/01/2026
Al suo esordio nel romanzo, tra i segnalati del Premio Calvino 2023, Marina Zucchelli esplora il fenomeno del baliatico mercenario con una storia a due voci ambientata nell’Italia a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. E attraverso le vite di due donne, due voci lucide, sincere e spiazzanti, due corpi che la società vuole costretti nei loro ruoli, racconta l’esperienza assoluta e feroce della famiglia nelle sue diverse declinazioni.
Mercoledì 4 febbraio ore 18:30
Presentazione del libro e incontro con l'autrice
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
Mail: [email protected]
Bologna, 1959. Nella stessa casa vivono due donne che sono madri, in modi diversi, dello stesso bambino. Olimpia, borghese istruita e moderna, è docile a un’idea di civiltà che la vuole sposa con figli; eppure, dopo il parto, il suo corpo sembra tradirla, aprendo piccole crepe nella sua identità. Ada, invece, arriva dalla Ciociaria: è una ragazza del popolo che ha lasciato una vita domestica carica di miseria ma anche di piccole felicità per fare da balia al neonato di Olimpia. È stata scelta perché è forte e sana, come si sceglie un animale a una fiera. E lei, nella casa nuova, impara presto a farsi presenza invisibile, mentre il richiamo dei suoi affetti le pulsa dentro con forza. Diverse in tutto, Olimpia e Ada si incontrano sul terreno inatteso di una sorellanza di gesti e corpi: quello esposto e vitale di Ada e quello fragile di Olimpia, che cerca di riconoscersi nella ferita della maternità. A osservare i loro giorni è Carolina, la domestica che ha cresciuto Olimpia e che registra, defilata, l’energia che scorre tra le due donne.
In controcanto, l’enigma di Pietro, un bambino abbandonato al
brefotrofio di Roma nel Ventennio, riporta in superficie la memoria di uno strappo antico, forse impossibile da ricucire.