25/05/2026
Abbiamo appreso con molta preoccupazione che il nostro compagno Domenico Centrone, insieme ad altri nove delegati civili umanitari del Convoglio Terrestre della Global Sumud, sono in stato di fermo in Libia orientale (Governo di Salvezza Nazionale), dopo aver attraversato in buona fede la linea "5-5" nei pressi di Sirte. I contatti sono stati persi dalle 15:22 ora locale del 24 maggio. Da allora non è stato più possibile stabilire alcun contatto diretto. Comunicazioni informali indicano che le autorità della Libia orientale avrebbero sostenuto che i partecipanti siano entrati nella zona senza autorizzazione e che siano in corso procedure per la loro espulsione.
La delegazione dei dieci si era avvicinata per negoziare e facilitare la consegna di aiuti umanitari a Gaza.
Chiediamo ai governi di tutto il mondo di esigere il loro rilascio immediato e in particolare chiediamo al governo italiano di attivarsi per la liberazione di Domenico e di Dina, Leonarda Alberizia, altra cittadina italiana parte della delegazione.
I delegati sono civili disarmati impegnati in una missione umanitaria. Il Convoglio Terrestre Global Sumud è partito il 15 maggio 2026 (Nakba Day), trasportando 7 ambulanze, 20 case mobili, 10 camion di aiuti e oltre 200 partecipanti provenienti da più di 25 paesi, tra cui professionisti sanitari, ingegneri, educatori e osservatori legali. Il suo mandato è: consegnare aiuti umanitari, creare un corridoio di solidarietà e fornire supporto specialistico alla ricostruzione delle infrastrutture civili di Gaza guidata dai palestinesi.
E' per questo che chiediamo a tuttx, di non dimenticare perché tanti altri volontari sono partiti, mettendo a rischio i propri corpi, con l'apprensione delle loro famiglie, dei loro amici, e di molti altri compagn* e cittadini.
Lo hanno fatto perchè ciò a cui abbiamo assistito e che ancora accade in Palestina è intollerabile e ci porta a chiederci cosa siamo diventati.
Sono mesi, se non anni, che è viva una richiesta di soliderietà con la Palestina, una solidarietà reale. Vogliamo che i palestinesi possano vivere sulle loro terre e autodeterminarsi, come tutti i popoli del mondo.
Le logiche della guerra, della morte, del col