24/07/2024
SU UNCLOSED una (lunga) conversazione con Syxty Antonio su quando il postmoderno era durante.
“Nella narrazione comune gli anni postmoderni sono quelli dell'edonismo reaganiamo, quelli del pensiero debole, dell'arte oggetto mummificato negli spazi espositivi, dell'individualismo sfrenato, della fine del criterio di ogni giudizio, dell'arte come spettacolo mondano. Verificando quella storia, con l'esperienza di chi ne ha veramente vissuto il peso, il suo carattere risulta invece molto più articolato. Gli eventi considerati estranei ad un modello sistemico e conformista, le ricerche meno conosciute, al di là della semplicistica constatazione di una loro forte identità oppositiva, hanno prodotto una continuità sperimentale che oggi reclama la sua visibilità e la sua forza per via della sua ragione d'essere. Il dialogo fra Pasquale Polidori e Antonio Syxty è un importante frammento di questa storia che pochi conoscono e che Antonio Syxty ha vissuto con passione e carattere. Ci permette di riconoscere quel tessuto sperimentale che caratterizza l'eclettismo intermodale della scena dell'avanguardia milanese dalla fine degli anni Settanta ad oggi.”
Domenico Scudero
«Poi, fra le altre cose, tu hai fatto anche il foto-modello, e questo aspetto lo trovo davvero fondamentale, tanto che non so se la parola foto-modello debba andare tra virgolette o senza virgolette (pausa comprensibile) forse meriterebbe solo una sottolineatura che sta a dire: io sono stato una immagine per lavoro, io sono stato una immagine al lavoro, e quindi (pausa di sospensione appesa al magnetismo totalizzante delle preposizioni) …» (PP > AS, La conversazione)
https://www.unclosed.eu/rubriche/documenti/documenti-archivi-dati-testimonianze-imprese/469-la-conversazione.html