05/09/2026
X Regio, febbraio/marzo 2026 – Stola bianca del tempo di Pasqua per il Santo Padre Leone XIV Prevost. Jacquard delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon) in edizione speciale in pura seta, tela di pura seta Rubelli Esther in variante avorio e opera di cinque agrimani.
L’Illustre Committenza dispose una stola ispirata all’iconografia classica delle stole papali del XIX secolo; tra le diverse opzioni si prese a riferimento la stola bianca di Leone XIII Pecci risalente appunto a fine ‘800, la cui foggia è stata appena ridefinita in canone sartoriale più adeguato alle misure del Regnante Pontefice. In particolare il limite inferiore delle formelle fu disposto in lievissima curvatura per evitare gli sgradevoli angoli acuti dovuti all’espansione delle stesse nella larghezza maggiore, seguendo in ciò la lezione degli antichi sulle rette incidenti e le loro insidie ottiche.
L’opera sartoriale – La progettazione (scelta della forma, accertamento delle misure, produzione delle dime, selezione dei tessuti, contatti con gli esecutori, etc.), ovvero la vera e propria cura e costruzione sartoriale del paramento nello specifico decimiano si è rivelata impegnativa per la preponderanza assoluta dell’imponente opera di ricamo che ha imposto atipiche scelte costruttive. A tutti è noto che uno dei dogmi sartoriali di X Regio sia la morbidezza; senza eccezioni. Un altro è la costruzione “ingegneristica” del paramento per cui il dato costruttivo e quello estetico devono fondersi organicamente affinché appaia sempre perfetto a prescindere dall’indossatore ecclesiastico di turno. Le scelte operative per la struttura della stola papale furono quindi nuove e insolite a cominciare dal mancato uso di quegli strati tessili di rinforzo del ricamo che sono i principali responsabili dell’aborrita rigidità, sostituiti con una paziente e certosina opera di ancoraggio topico di ogni elemento sul retro per cui – Decima sempre afferma e mai nessuno ci crede – il lavoro maggiore non consiste in quel che si vede ma in quel che non si vede. Altro punto dolente é quello delle tensioni. Le stole sono paramenti particolarmente difficili in quanto soggetti a torsioni e modifiche dovute al loro nativo disequilibrio morfologico. Le tensioni di caduta della stola papale sono state contrastate con rinforzi interni incrociati a livello delle spalle e, sul retro, ancorati a un agrimano doppio di tenuta sul collo unito nel mezzo da un piccolo sigillo aurato.
L’opera di broccatura – Broccato: “tessuto ornamentale, decorato sul dritto con disegni, prodotti da catene e da trame supplementari, aggiunte al tessuto di fondo (il quale può essere liscio od operato) senza che questo subisca modificazioni. I disegni appaiono solo sul diritto del tessuto, mentre le catene o le trame supplementari passano, fuori del disegno, al rovescio, slegate o quasi, e in qualche caso vengono tagliate via” (cit. Treccani).
Il corpo della stola è stato lavorato in broccatura more antiquo ovvero con ripasso in filato oro di un preesistente disegno di lampasso, come citato dalla Treccani. La broccatura può essere più o meno f***a, riguardando talvolta solo alcuni particolari del disegno, quali fiori o frutti o giungendo a una copertura totale del disegno stesso; in tal caso il tessuto intero ripassato in oro si definisce lampasso broccato. Inizialmente eseguita a mano la tecnica, con l’avvento dei telai jacquard, permise di concepire il tessuto con fili d’oro già in fase progettuale – originariamente erano aggiunti a un disegno di lampasso già finito – e si cominciò quindi a parlare di broccato tout court.
La broccatura della stola, opera dalla Maestra Roberta Romano di Castelfranco Veneto, fu eseguita con quattro tipi di filato; riccio (o frisè), brillantato, lucido e lama armata e tre tipi di canutiglia oro, brillantata, lucida e opaca, per un totale di sette filati di broccatura.Il lampasso della broccatura è una riedizione in pura seta, appositamente prodotta per l’occasione, dello storico jacquard di tradizione decimiana delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon) con cui a suo tempo vennero confezionate nel 2010 due mitre e due casule per il Santo Padre Benedetto XVI Ratzinger, le mitre broccate a tutto campo e le casule a campo ristretto, come sopra descritto (Cfr. Fb X Regio album 116 Mitra Benedettina – Piana II).
La broccatura ha richiesto 157 ore di lavoro.
L’opera di ricamo – Diverso approccio per i due stemmi del Santo Padre realizzati in vero ricamo.
La grafica degli stemmi proviene, per modifica decimiana, dal disegno del Maestro Marco Foppoli, realizzato nel 2025 per la casula rossa dono del Circolo di San Pietro al Santo Padre in cui lo stemma si esprimeva in forma longitudinale e marcatamente in amigdala mentre il caso presente richiedeva un disegno più tondeggiante i cui gli elementi esterni allo scudo quali mitra araldica, chiavi petrine e cartiglio si inserissero organicamente tra i racemi del disegno, quasi assorbiti per così dire nell’estetica generale dell’opera. In breve ci fossero ma non si vedessero.
La coppia di stemmi papali vennero realizzati dal Maestro Cristian Minuti di Cremona con la tecnica del ricamo in oro interamente eseguito a mano. Materiali utilizzati: oro filato in argento fino 990 dorato, cordonnet in argento fino 990 dorato, canutiglia liscia (diametro 0,80 mm in metallo bianco dorato), canutiglia riccia (diametro 0,80 mm in metallo bianco dorato), etincelle opaca in metallo bianco dorato. Shantung in seta bianco doppiato in lino come tessuto di supporto per il ricamo degli scudi e delle mitre. Imbottiture in cotone. L’intera lavorazione segue fedelmente le tecniche cinquecentesche del ricamo in oro con canutiglia posata su imbottiture (simboli degli scudi, chiavi), lavorata a cordoncino (profili) e ad intreccio (aurifregi delle mitre) con segmenti da 2,5 a 8/9 mm. Oro filato e cordonnet a punto posato. Utilizzati i filati più sottili per campire gli spazi degli scudi e delle mitre per raggiungere ogni angolo del complesso disegno di fondo e del perimetro articolato.
L’esecuzione del ricamo degli stemmi papali si è protratta per 90 ore lavorative.
In sintesi le sole opere di broccatura e ricamo richiesero 247 ore di lavoro.
L’opera di gemmatura – La stola è ornata complessivamente da 141 gemme: 27 pietre di quarzo fumé (15 tondi sfaccettati da mm 10 e 12 ovali fesonati da mm 14), 56 sfere sfaccettate di quarzo ialino da mm 6 e 58 perle naturali barocche da mm. 6/7.
Alle tre croci sono applicate 99 gemme: 15 tondi sfaccettati da mm 10 di quarzo fumé, 36 sfere sfaccettate di quarzo ialino e 48 perle naturali barocche.
La fioccatura di ideazione decimiana, già per la stola per San Pio da Pietrelcina del febbraio 2008 (Cfr. Fb X Regio album 294 Stola di San Pio da Pietrelcina), ampiamente copiata dagli imitatori parassitari dopo la recente riedizione per il Patriarca Ecumenico (Cfr. Fb X Regio album 879, 884, 886 Ortodoxia Melevitana), è costituita da un ritmo di 12 fiocchi in canutiglia oro ognuno sormontato dalla propria gemma ovale di quarzo fumé fesonato, intercalati da dieci frange composte, anch’esse in canutiglia oro, ciascuna dal capo ornato con tre gemme in sequenza ialino/perla/ialino.
Le attività di progettazione, cura operativa, gemmatura e confezione della stola papale impegnarono X Regio da inizio febbraio a tutto marzo 2026. Particolarmente intenso l’impegno logistico per gli spostamenti necessari, per un totale di 1524 km.
La stola pesa 680 grammi.