X Regio Roma

X Regio Roma X Regio, dal 1987 - Atelier specializzato nella confezione di paramenti sacri.

Die 8 septembrisIN NATIVITATE BEATÆ MARIÆ VIRGINISNatívitas gloriósæ Virginis Mariæ ex sémine Abrahæ, orta de tribu luda...
08/09/2026

Die 8 septembris
IN NATIVITATE BEATÆ MARIÆ VIRGINIS

Natívitas gloriósæ Virginis Mariæ ex sémine Abrahæ, orta de tribu luda, clara ex stirpe David.
Quando nata est Virgo sacratissima, tunc illuminátus est mundus; stirps beáta, radix sancta et benedíctus fructus eius.

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_ Fámulis tuis, quæsumus, Dómine, cæléstis grátiæ munus impertíre, ut, quibus beátæ Virginis partus éxstitit salútis exórdium, Nativitátis eius festívitas pacis tríbuat increméntum. _

_ Concedi, o Signore, ai tuoi servi il dono della grazia celeste e poiché la maternità della beata Vergine ha segnato l’inizio della salvezza, la festa della sua nascita accresca in noi la pace. _

Or. Coll.

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In foto:

_ Madonna in trono col Bambino, opera di scuola umbro-abruzzese, XVI secolo. Collezione privata.

_ X Regio: Stola pastorale in bourrette di pura seta tramata argento (di antico repertorio decimiano), jacquard di poliestere viscosa e lurex delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon), faille aurato in lana e lurex, opera di agrimani e pietre semipreziose.
Gemmatura con 48 perle naturali barocche da mm 6/7, 60 sfere di cianite da mm 6, 4 ovali di cianite da mm 10 e 48 sfere sfaccettate di cristallo di rocca da mm 6, per un totale di 160 gemme a cui si aggiungono sei stelle barocche a quattordici punte in argento dorato 925/1000 dell'Argenteria Artigiana Brollo di Spinea (Venezia). Quattordici fiocchi coronati, cinque agrimani.

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X Regio, febbraio/marzo 2026 – Stola bianca del tempo di Pasqua per il Santo Padre Leone XIV Prevost. Jacquard delle Soi...
05/09/2026

X Regio, febbraio/marzo 2026 – Stola bianca del tempo di Pasqua per il Santo Padre Leone XIV Prevost. Jacquard delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon) in edizione speciale in pura seta, tela di pura seta Rubelli Esther in variante avorio e opera di cinque agrimani.

L’Illustre Committenza dispose una stola ispirata all’iconografia classica delle stole papali del XIX secolo; tra le diverse opzioni si prese a riferimento la stola bianca di Leone XIII Pecci risalente appunto a fine ‘800, la cui foggia è stata appena ridefinita in canone sartoriale più adeguato alle misure del Regnante Pontefice. In particolare il limite inferiore delle formelle fu disposto in lievissima curvatura per evitare gli sgradevoli angoli acuti dovuti all’espansione delle stesse nella larghezza maggiore, seguendo in ciò la lezione degli antichi sulle rette incidenti e le loro insidie ottiche.

L’opera sartoriale – La progettazione (scelta della forma, accertamento delle misure, produzione delle dime, selezione dei tessuti, contatti con gli esecutori, etc.), ovvero la vera e propria cura e costruzione sartoriale del paramento nello specifico decimiano si è rivelata impegnativa per la preponderanza assoluta dell’imponente opera di ricamo che ha imposto atipiche scelte costruttive. A tutti è noto che uno dei dogmi sartoriali di X Regio sia la morbidezza; senza eccezioni. Un altro è la costruzione “ingegneristica” del paramento per cui il dato costruttivo e quello estetico devono fondersi organicamente affinché appaia sempre perfetto a prescindere dall’indossatore ecclesiastico di turno. Le scelte operative per la struttura della stola papale furono quindi nuove e insolite a cominciare dal mancato uso di quegli strati tessili di rinforzo del ricamo che sono i principali responsabili dell’aborrita rigidità, sostituiti con una paziente e certosina opera di ancoraggio topico di ogni elemento sul retro per cui – Decima sempre afferma e mai nessuno ci crede – il lavoro maggiore non consiste in quel che si vede ma in quel che non si vede. Altro punto dolente é quello delle tensioni. Le stole sono paramenti particolarmente difficili in quanto soggetti a torsioni e modifiche dovute al loro nativo disequilibrio morfologico. Le tensioni di caduta della stola papale sono state contrastate con rinforzi interni incrociati a livello delle spalle e, sul retro, ancorati a un agrimano doppio di tenuta sul collo unito nel mezzo da un piccolo sigillo aurato.

L’opera di broccatura – Broccato: “tessuto ornamentale, decorato sul dritto con disegni, prodotti da catene e da trame supplementari, aggiunte al tessuto di fondo (il quale può essere liscio od operato) senza che questo subisca modificazioni. I disegni appaiono solo sul diritto del tessuto, mentre le catene o le trame supplementari passano, fuori del disegno, al rovescio, slegate o quasi, e in qualche caso vengono tagliate via” (cit. Treccani).

Il corpo della stola è stato lavorato in broccatura more antiquo ovvero con ripasso in filato oro di un preesistente disegno di lampasso, come citato dalla Treccani. La broccatura può essere più o meno f***a, riguardando talvolta solo alcuni particolari del disegno, quali fiori o frutti o giungendo a una copertura totale del disegno stesso; in tal caso il tessuto intero ripassato in oro si definisce lampasso broccato. Inizialmente eseguita a mano la tecnica, con l’avvento dei telai jacquard, permise di concepire il tessuto con fili d’oro già in fase progettuale – originariamente erano aggiunti a un disegno di lampasso già finito – e si cominciò quindi a parlare di broccato tout court.

La broccatura della stola, opera dalla Maestra Roberta Romano di Castelfranco Veneto, fu eseguita con quattro tipi di filato; riccio (o frisè), brillantato, lucido e lama armata e tre tipi di canutiglia oro, brillantata, lucida e opaca, per un totale di sette filati di broccatura.Il lampasso della broccatura è una riedizione in pura seta, appositamente prodotta per l’occasione, dello storico jacquard di tradizione decimiana delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon) con cui a suo tempo vennero confezionate nel 2010 due mitre e due casule per il Santo Padre Benedetto XVI Ratzinger, le mitre broccate a tutto campo e le casule a campo ristretto, come sopra descritto (Cfr. Fb X Regio album 116 Mitra Benedettina – Piana II).

La broccatura ha richiesto 157 ore di lavoro.

L’opera di ricamo – Diverso approccio per i due stemmi del Santo Padre realizzati in vero ricamo.

La grafica degli stemmi proviene, per modifica decimiana, dal disegno del Maestro Marco Foppoli, realizzato nel 2025 per la casula rossa dono del Circolo di San Pietro al Santo Padre in cui lo stemma si esprimeva in forma longitudinale e marcatamente in amigdala mentre il caso presente richiedeva un disegno più tondeggiante i cui gli elementi esterni allo scudo quali mitra araldica, chiavi petrine e cartiglio si inserissero organicamente tra i racemi del disegno, quasi assorbiti per così dire nell’estetica generale dell’opera. In breve ci fossero ma non si vedessero.

La coppia di stemmi papali vennero realizzati dal Maestro Cristian Minuti di Cremona con la tecnica del ricamo in oro interamente eseguito a mano. Materiali utilizzati: oro filato in argento fino 990 dorato, cordonnet in argento fino 990 dorato, canutiglia liscia (diametro 0,80 mm in metallo bianco dorato), canutiglia riccia (diametro 0,80 mm in metallo bianco dorato), etincelle opaca in metallo bianco dorato. Shantung in seta bianco doppiato in lino come tessuto di supporto per il ricamo degli scudi e delle mitre. Imbottiture in cotone. L’intera lavorazione segue fedelmente le tecniche cinquecentesche del ricamo in oro con canutiglia posata su imbottiture (simboli degli scudi, chiavi), lavorata a cordoncino (profili) e ad intreccio (aurifregi delle mitre) con segmenti da 2,5 a 8/9 mm. Oro filato e cordonnet a punto posato. Utilizzati i filati più sottili per campire gli spazi degli scudi e delle mitre per raggiungere ogni angolo del complesso disegno di fondo e del perimetro articolato.

L’esecuzione del ricamo degli stemmi papali si è protratta per 90 ore lavorative.

In sintesi le sole opere di broccatura e ricamo richiesero 247 ore di lavoro.

L’opera di gemmatura – La stola è ornata complessivamente da 141 gemme: 27 pietre di quarzo fumé (15 tondi sfaccettati da mm 10 e 12 ovali fesonati da mm 14), 56 sfere sfaccettate di quarzo ialino da mm 6 e 58 perle naturali barocche da mm. 6/7.

Alle tre croci sono applicate 99 gemme: 15 tondi sfaccettati da mm 10 di quarzo fumé, 36 sfere sfaccettate di quarzo ialino e 48 perle naturali barocche.

La fioccatura di ideazione decimiana, già per la stola per San Pio da Pietrelcina del febbraio 2008 (Cfr. Fb X Regio album 294 Stola di San Pio da Pietrelcina), ampiamente copiata dagli imitatori parassitari dopo la recente riedizione per il Patriarca Ecumenico (Cfr. Fb X Regio album 879, 884, 886 Ortodoxia Melevitana), è costituita da un ritmo di 12 fiocchi in canutiglia oro ognuno sormontato dalla propria gemma ovale di quarzo fumé fesonato, intercalati da dieci frange composte, anch’esse in canutiglia oro, ciascuna dal capo ornato con tre gemme in sequenza ialino/perla/ialino.

Le attività di progettazione, cura operativa, gemmatura e confezione della stola papale impegnarono X Regio da inizio febbraio a tutto marzo 2026. Particolarmente intenso l’impegno logistico per gli spostamenti necessari, per un totale di 1524 km.

La stola pesa 680 grammi.

Die 4 septembrisPro commemorationeS. Moysis, prophetæ et legislatorisÆdificavit Moyses altare sub montem ex duodecim lap...
04/09/2026

Die 4 septembris
Pro commemoratione
S. Moysis, prophetæ et legislatoris

Ædificavit Moyses altare sub montem ex duodecim lapidibus et misit de filiis Israël et obtulerunt holocaustomata et immolaverunt hostias pacificas Deo.

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_ Deus, celsitúdo humilium et fortitúdo rectórum, qui per sanctum Moysen, púerum tuum, ita erudire pópulum tuum sacri cárminis tui decantatióne voluísti, ut illa legis iterátio fieret étiam nostra diréctio: éxcita in omnem iustificatárum gentium plenitúdinem potentiam tuam, et da lætítiam, mitigándo terrórem; ut, ómnium peccátis tua remissióne delétis, quod denuntiatum est in ultionem, tránseat in salútem. _

_ O Dio, grandezza degli umili e forza dei giusti, che per mezzo del tuo servo Mosè volesti insegnare al popolo il tuo santo cantico affinché quella ripetizione della Legge fosse di istruzione anche a noi, fa brillare la tua potenza su tutte le nazioni che hai giustificato e alleviando il tuo rigore donaci santa letizia così che cancellati dalla tua misericordia i peccati di tutti il minacciato castigo si volga in salvezza. _

Or. post Proph. XI
ex antiq. liturg. Vigil. pasch.

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In foto:

_ X Regio:

1. Mosè e la teofania nel roveto ardente.
Portella di tabernacolo, autore ignoto, rame dorato, presumibilmente seconda metà del XVIII secolo.
Rinvenuta in misere condizioni accostata ad altri manufatti di inverecondo sembiante fra le cianfrusaglie offerte alla vendita da un bizzarro piazzista nel mercato popolare di Porta Portese fu salvata da Roberto Durigutto che cercó di farla ripulire e restaurare per quanto gli era possibile e ora ne mantiene la proprietà.

2. Bassorilievi in argento dorato raffiguranti scene dal Vecchio Testamento, rivestimento delle fiancate laterali dell'altare di san Giacomo a Pistoia, Leonardo di Ser Giovanni, 1361-64.

_ X Regio: Mitra concistoriale in forma di VIII moderna "della Pigna". Jacquard giubilare policromo a modulo minore in seta viscosa e lurex, tela di lurex e opera di agrimani. Infule a dieci fiocchi coronati, coperture e fodera in shantung di pura seta, circulus interno in vera pelle. Quattro agrimani.

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Die 3 septembrisS. Gregorii Magni, papæ et Ecclesiæ doctorisMagnus miles mirabilis, multis effulgens meritis, Gregorius ...
03/09/2026

Die 3 septembris
S. Gregorii Magni, papæ et Ecclesiæ doctoris

Magnus miles mirabilis, multis effulgens meritis, Gregorius cm Domino gaudet perenni praemio.
Legis praecepta Domini laetus implevit opere, largus libens lucifluus laudabatur in meritis.
Qui ante consueverat rostra vestire ac gemmas.
Post vili tectus stragulo ministrabat pauperibus.
Rexit namque ecclesiam in pace apostolica Cathedra sedens Romana Gregorius terrigena.

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_ Deus, qui pópulis tuis indulgéntia cónsulis et amóre domináris, da spíritum sapiéntiæ, intercedénte beáto Gregório papa, quibus dedísti régimen disciplínæ, ut de proféctu sanctárum óvium fiant gáudia atérna pastórum. _

_ O Dio, che provvedi ai tuoi popoli con la tua magnanimità e li governi con la forza del tuo amore, per intercessione del papa san Gregorio dona il tuo Spirito di sapienza a coloro cui hai concesso la moderazione della disciplina, perché dal progresso delle sante greggi derivino le gioie eterne dei pastori. _

Or. Coll.

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In foto:

_ San Gregorio e gli altre tre dottori insieme ai quattro evangelisti, formelle bronzee del portale della sagrestia nuova di san Lorenzo, opera di Luca Della Robbia, Maso di Bartolomeo, Michelozzo Michelozzi, Domenico di Domenico da Prato, Giovanni di Bartolommeo, Bartolomeo di Fruosino, 1437-74. Firenze, sagrestia nuova di san Lorenzo.

_ X Regio: Baculo Pastorale in argento 925/1000. Progetto, disegni e cura dell'Opera X Regio - Venezia, realizzazione Argenteria Artistica Sandonà - Treviso, formelle degli Evangelisti Creazioni Orafe Fucina Longobarda - Udine, studio e progetto cad della matrice del nodo Ing. Giovanni Carraretto - Treviso, produzione in acciaio della matrice del nodo Lavorazioni Meccaniche Mimo - Padova, bauletto Bottega Artigiana Sartorati - Vicenza. Iconografia del Tetramorfo Evangelico tratta dall'ambone (sec. XIII) della Basilica Patriarcale di Sant'Eufemia di Grado. Tipologia delle lavorazioni: aste tornite, striate a grana grossa, ossidate e filettate; ghiere in fusione lavorate a tornio; riccio sagomato e martellato, striato a grana grossa con punti in fusione; nodo a sbalzo in pezzo unico; formelle in fusione a cera persa; colophonia in lastra incisa a mano.
Peso complessivo d'argento: 2994 grammi; altezza 2018 millimetri.

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X Regio, febbraio/marzo 2026 – Stola bianca del tempo di Pasqua per il Santo Padre Leone XIV Prevost. Elementi progettua...
01/09/2026

X Regio, febbraio/marzo 2026 – Stola bianca del tempo di Pasqua per il Santo Padre Leone XIV Prevost. Elementi progettuali e dime di facizione.

Repetita iuvant.

Taluni chiedono perché Decima si ostini a pubblicare, negli album denominati “Teknikì”, le dime costruttive dei suoi paramenti, obiettando che la materia sia di scarso interesse. Decima ricorda che la pubblicazione dei paramenti nelle pagine Fb risponde primariamente a esigenze di archiviazione che – pur gradita ai rari estimatori e ancor più ai sempre attentissimi imitatori – riguarda sostanzialmente criteri interni dell’Atelier quali la rapida reperibilità delle fonti a fronte di un quarantennale archivio cartaceo e fotografico ormai smisurato.

Il secondo criterio, ad extra, è quello di sottolineare la complessità e accuratezza delle lavorazioni di X Regio, quella appunto che manifesta il valore e quindi giustifica il prezzo. Ovviamente parliamo sempre del ristretto numero di Sapiens Sapiens che abbiano occhi per vedere, del che pure il Signore Nostro ai Suoi tempi manifestò qualche ragionevole dubbio.

Per ultimo tre immagini originariamente monocrome vengono presentate in versioni colorate, col medesimo spirito delle vignette per bambini da riempire coi pastelli. Decima chiede venia ma l’assenza di colore le produce depressione; come tutti sanno Decima è colorata (e colorita).

Die 30 augustiALAPHRIDI HILDEPHÓNSI SCHUSTERORDINIS SANCTI BENEDICTIHODIE TRANSITUS VENEGÓNI PROPE VARÉSIUM IN ITÁLIAQUI...
30/08/2026

Die 30 augusti

ALAPHRIDI HILDEPHÓNSI SCHUSTER
ORDINIS SANCTI BENEDICTI
HODIE TRANSITUS
VENEGÓNI PROPE VARÉSIUM IN ITÁLIA
QUI EX ABBÁTE SANCTI PAULI DE URBE
AD SEDEM MEDIOLANÉNSEM EVÉCTUS
A SUMMO PONTIFICE PIO XI
MIRA SAPIÉNTIA ET DOCTRINA
MUNUS PASTÓRIS PRO BONO PÓPULI SUI
IMPENSISSIME EXPLÉVIT.

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_ Nel lieto ricordo del beato vescovo Alfredo Ildefonso tu rinnovi, o Dio, nella Chiesa il tuo dono di grazia.
Fin da fanciullo tu lo chiamasti alla scuola monastica dove imparasse a servire il Signore, a nulla preporre alla lode divina, a ricercare te solo con animo vigile e ad amare la tua gloria con cuore indiviso, sopra ogni cosa.
Dopo un cammino fedele sulla via della perfezione monastica ricco della sapienza e della scienza dei santi, lo inviasti come pastore della Chiesa ambrosiana da lui sino alla fine edificata e confortata con la celebrazione assidua e devota dei sacri misteri e l'esempio di una vita limpida e coerente.
Fedele e paziente nelle tribolazioni, con voce animosa e solerte a tutti predicò il tuo Vangelo, e, da esso intimamente rinvigorito, con la parola e gli scritti insegnò la sana dottrina, la custodi con illuminata saggezza e ne divenne mirabile e costante modello.
Acceso di viva pietà, nel profondo distacco da ogni bene terreno, divenne servo instancabile del suo gregge diletto:
visitandolo con incessante carità pastorale, lo guidò con mitezza e prudenza e lo condusse con mano sicura sulla via della pace e della salvezza. _

Praef. ex Miss. Ambr.

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In foto:

_ Riproduzioni del Cardinale Schuster, tra cui il famoso bronzo di Francesco Messina, conservato in Milano presso lo Studio e Museo Francesco Messina (già chiesa di san Sisto al Carrobbio).

_ X Regio: Mitra in forma di III Medievale in shantung di pura seta e faille in seta e lurex di storico repertorio decimiano. Ricamo a macchina. Fodere e copertura in shantung di pura seta e faille in seta e lurex, circulus interno in vera pelle, infule a dieci fiocchi coronati. Un agrimano.

A seguito della pubblicazione di alcune immagini della mitra fu posta a Decima l'inattesa domanda, "ma quante sono?".
Beninteso le api.
Considerando il ricamo quale insieme organico coerente la domanda appare quanto meno insolita. Tuttavia, a riprova della mai sopita psicosi tassonomica di Decima (e dato che non costa nulla) si contarono per rasserenare gli animi querelanti e tanto risulta: Api in numero di 72 e Croci in numero di 42.

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X Regio, luglio/agosto 2026 – Pianeta in jacquard in seta, viscosa e lurex delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay...
29/08/2026

X Regio, luglio/agosto 2026 – Pianeta in jacquard in seta, viscosa e lurex delle Soieries TBM di Saint Symphorien de Lay (Lyon), shantung di pura seta e opera di agrimani. Aurifregi composti per doppiatura dell’agrimano decussato triplo di ideazione decimiana e in sua esclusiva. Gemmatura della stola con 36 perle sfaccettate di occhio di tigre. Cinque agrimani.

A questo punto della pubblicazione i venticinque lettori di Decima si saranno chiesti perché la dicitura “Iustinianea”. Occorre sottolineare come questa sia la prima pianeta creata da X Regio in quarant’anni di attività sartoriale e ovviamente non segue il percorso normale di confezione (ovvero la mera replica di opera contemporanea) ma sortisce bensì da un referente antico, come da modus operandi decimiano. Ciò che caratterizza il paramento presentato è la sua immediata derivazione dall’antica casula (ovvero phelonion) nel suo elemento più caratteristico ovvero il ripiegamento dei teli a 90 gradi. Il procedimento è noto; consunti dal tempo, i bordi della casula si ritagliano e a forza di ritagliare si giunge infine alla pianeta, una casula tagliata che conserva però la disposizione geometrica a 90 gradi. Tale particolare costruttivo originario scivola poi molto in avanti fino a esemplari del ‘700 inoltrato.

La metamorfosi della casula è solo apparente ma non ne cambia la sostanza, tanto che: la casula latina tagliata ai lati divenne pianeta, quella greca tagliata davanti divenne phelonion, quella siriaca fu aperta davanti (ah, la solita pigrizia monofisita !) e divenne phaino, che sembra un piviale e invece è solo una casula antica scucita di fronte.

Quando poi il paramento arcaico (divenuto pianeta) risultò proprio inutilizzabile, quelle di fattura recente cambiarono anche l’angolazione delle spalle che da 90 divenne 115 o 125 gradi e fu allora che il paramento abbandonò del tutto la sua fonte antica, e fu cosa nuova.

Ma agli albori del XV secolo ancora convivevano casule antiche e casule tagliate ovvero pianete. A Venezia questa prassi si protrae per decenni, noto il conservatorismo stilistico della Dominante – si pensi all’onda lunga del gotico internazionale che a Venezia permane per oltre un secolo dopo l’estinzione nel resto d’Europa – permettendo allo stile antico di inoltrarsi ben in profondità del XV e XVI secolo. Una veloce ancorché critica ricognizione dell’iconografia tipica veneziana del periodo da ragione a quanto detto; per cui risulta ben chiaro come la pianeta veneziana dal 1400 al 1600 sia di foggia differente da quella del resto d’Italia, talmente tipica che impropriamente si chiamerebbe Borromea come in Lombardia o Filippina come a Roma. Considerazioni che hanno mosso Decima a denominare la pianeta Veneziana del XV secolo dal nome della personalità ecclesiastica della Veneta Repubblica più rappresentativa del periodo, quel Lorenzo Giustiniani Vescovo di Castello – illustre per virtù e meriti e primo Patriarca di Venezia dal 1451 – che per santità di vita fu innalzato infine alla gloria degli altari.

Per concludere, l’aggettivo “Magna” solennizza l’opera prima (e particolarmente elaborata) ma più ancora evoca il carattere veneziano stizzosamente antiromano e prudentemente filogreco che pervade Decima (in quanto realtà venetissima) per cui a Venezia magistrature, istituzioni e luoghi assumono volentieri il temine in rapporto ad altre simili, e pensiamo alle Schole Grandi, al Cancellier Grando, al Guardian Grando, al Canal Grande etc. cosi come alla Corte Costantinopolitana agli Arci latini facilmente si aggiungono i Μεγάλοι greci ed ecco il Grande Arcidiacono, il Grande Archimandrita, il Grande Economo, il Grande Sacellario, il Grande Cimiliarca, il Grande Archiofilax … e via dicendo.

Die 29 augusti In Passione Sancti Ioannis Baptistæ••••••••__ Prophetíæ præcónia, quæ voce, vita et áctibus cantáverat, h...
29/08/2026

Die 29 augusti
In Passione Sancti Ioannis Baptistæ

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__ Prophetíæ præcónia, quæ voce, vita et áctibus cantáverat, hæc ástruit mortis sacræ signáculo __

__ Giovanni sigillò con il marchio della sua sacra morte gli annunci della profezia che aveva cantato con la voce, con la vita, con le opere __

ex Hymn. ad Vesp.
Bedæ Venerabilis

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In foto:

_ Andrea del Verrocchio (1435-1488). Altare di San Giovanni Battista. La decollazione del Battista. Firenze, Museo dell'Opera del Duomo.

_ X Regio: Dipartimento Medievale, mitra gemmata in forma di IIl Medievale. Tessuto a telaio a mano in cotone e seta su velours d'or, rafia naturale tinta e opera di agrimani. Gemmatura con 68 pietre semipreziose di corniola rossa (62 stere staccettate di cui 56 di diametro mm 8 e 6 di diametro mm 6 e 6 tagli a baccello di cui 4 da mm 16 e 2 da mm 10) a cui si aggiungono 128 sferule medie aurate per un totale di 196 elementi. Coperture e fodera in shantoung di pura seta, circulus interno in vera pelle, infule a dieci fiocchi coronati. Quattro agrimani.

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Die 28 augustiS. Augustini, episcopi et Ecclesiæ doctorisHodie gloriosus pater Augustinus, dissoluta hujus habitationis ...
28/08/2026

Die 28 augusti
S. Augustini, episcopi et Ecclesiæ doctoris

Hodie gloriosus pater Augustinus, dissoluta hujus habitationis domo, domum non manufactam accepit in caelis, quam sibi, cooperante Dei gratia, manu, lingua fabrefecit in terris, ubi jam quod sitivit internum gustat aeternum, decoratus una stola securusque de reliqua.

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_ Innova, quæsumus, Dómine, in Ecclésia tua spíritum, quo beátum Augustínum epíscopum imbuísti, ut, eódem nos repléti, te solum veræ fontem sapiéntiæ sitiámus, et supérni amóris quærámus auctórem. _

_ Suscita sempre nella tua Chiesa, Signore, lo spirito del quale hai riempito il santo vescovo Agostino, perché anche noi, assetati della vera sapienza, non ci stanchiamo di cercare te solo, fonte viva dell'eterno amore. _

Or. Coll.

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In foto:

_ Sant’Agostino, mosaico del Maestro della Ca****la palatina, 1130-50. Palermo, Ca****la palatina.

_ X Regio: Mitra aurifregiata "Virginiana XIII" per le celebrazioni del Tempo Ordinario. Broccato cannette Valentino in seta viscosa e lurex a fantasia di rose antiche e opera di agrimani. Otto girali in argento dorato dell'Argenteria Artigiana Brollo di Spinea (Venezia). Fodere in shantung di pura seta e copertura in tela di lana e seta della Tessitura Artigiana Giordano Basso di Breganze (Vicenza). Infule a quattordici fiocchi coronati, circulus interno in vera pelle, quattro agrimani.

La mitra porta il segno della croce tripla o papale.
La suggestione grafica promana da un recente coinvolgimento decimiamo riguardante la Scuola del Beato Angelico di Milano, le cui mitre per il Santo Padre Paolo VI restano storiche icone di austera eleganza e sacra solennità. In tal senso la presente opera vuole essere un omaggio a quell'eccellente Laboratorio di idee e di progetti che fu (ed è) la Scuola ambrosiana da cui noi tutti (ovvero chi ci è riuscito) ha attinto il senso della misura della moderna estetica liturgica.

Ulteriore fomite produttivo fu il desiderio, rimasto conculcato dai tempi dell'elezione del Santo Padre Benedetto XVI, di proporre quale opus in fieri seguendo l'estetica propria decimiana il disegno della mitra dello stemma papale.

Decima desidera comunque sottolineare che la sua versione è del tutto difforme nelle intenzioni da quelle espresse del creatore delle armi ratzingheriane, del tutto riprovevoli, volendo il sedicente araldista porporato dichiaratamente effigiare sulla mitra le tre corone della tiara papale (invece di porle dove dovevano essere, appunto sulla tiara papale), un’idea assolutamente bislacca.
Intese forse riferirsi l'eminentissimo grafico alla lezione lusitana della mitra-tiara ?! Esotiche bizzarrie lontane dall’equilibrio.
Fu la prima sciocchezza indicativa di quel periodo, che diede la stura a molte altre che seguirono.

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Indirizzo

Vicolo D’Orfeo
Rome
00193

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