23/08/2026
Nella società della paura la scuola era fatta per trovarsi un posto sicuro e protetto
Nella società della paura le ambizioni erano tutte riposte nella caccia alle sicurezze
In quella società la gente scopava perché doveva
Tutti si raccontavano qualcosa che aggiustava quello che non gli piaceva
La filosofia fu abrogata
Difendere il proprio ragionamento, sembrava più interessante che esplorare quello che ancora non si era saputo pensare
La decadenza evidente veniva negata e rinnegata
La violenza quotidiana era comunemente coltivata
La assuefazione al cattivo odore dei pensieri collettivi non era più notata tanto era consuetudine collaudata
Tutto sembrava andare alla deriva
La disumanizzazione delle relazioni
I diritti dei più buoni
L’uso dei bambini
La condanna a morte di chi indicava ciò che realmente accadeva
Nella società della paura chi amava, chi si commuoveva, chi donava, era visto come un minorato da schernire
Quando qualcuno voleva approfondire nessuno sapeva che dire
Il prepotente era considerato un vincente
Il sopruso parte del gioco
La menzogna necessaria
La gogna era sempre pronta verso chi non si allineava
Il debole e il fragile veniva visto come un pusillanime
“Se rifletti sei pesante
Se bevi e ciarli sei divertente”
L’aureolato con la voce dimessa e le parole confezionate era immancabilmente innalzato ad eroe e nuovo vate
Il mistificatore veniva indicato un genio da seguire.
Mentre i geni venivano rinchiusi, derisi, minimizzati e offesi.
Un giorno - d’improvviso - smisi di tormentarmi: scelsi ancora una volta -dai tempi del feto- di vivere comunque in questa selva oscura della società della paura
Appena accadde, sentii un senso profondo nel fatto di essere coinvolto e testimone del f***e abominio di così tanti umani orfani del loro umano cuore
Fu allora che incontrai in una fulgida luce io sguardo di antico mio maestro che con volto dolce e rigoroso mi disse sei parole: “ora accetta l’insegnamento della felicità”
Da allora fino all’uscita di scena, vissi seminando amore con fervore e perpetua premura, li, nella società della paura