Streghe, eretiche & co.

Streghe, eretiche & co. Magia, stregoneria e affini, per tutti gli abitanti del mondo fatato esuli in questa terra, per streg

Maggio è il mese di Maia, antica dea romana della Terra che aveva governo sulle forze della natura, sulla fertilità e, a...
05/05/2023

Maggio è il mese di Maia, antica dea romana della Terra che aveva governo sulle forze della natura, sulla fertilità e, allo stesso tempo, sul fuoco del magma terrestre.

A volte era considerata sposa, a volte madre di Vulcano, e questo suo antico legame era testimoniato dal fatto che, durante la sua festa, il primo di Maggio, il flamen Volcanalis offriva a Maia una scrofa gravida, in una pratica chiamata "sus Maia".
Proprio da queste due parole derivano sia l'etimologia di suino che di maiale.
L'offerta della scrofa - che non è chiaro se fosse sacrificata o consacrata - auspicava la fertilità della Terra, proprio in virtù della fertile di questo animale.

La figura della Maia romana si è fusa con quella greca, difatti è madre di Mercurio e una delle Pleiadi. Anche Mercurio, in origine, era un dio itifallico, simbolo di fertilità e le sue feste a Roma, i Mercularia, si svolgevano nel mese di Maggio.

Il primo maggio, con Maia, venivano festeggiate anche Bona Dea e Cerere: l'associazione tra queste dee, confermata dal tipo di offerta (in comune anche con la dea Tellus), fa pensare che si tratti di ipostasi di una antica dea della Terra, collegate sia al fuoco e alla sua potenza distruttiva che alla fertilità in tutte le sue forme, dai frutti spontanei all'agricoltura.

L'importanza della Dea Madre nella cultura popolare, in questo periodo specialmente, ha fatto sì che il cristiano dedicasse il mese di Maggio alla vergine Maria.

Stay tuned 🔮



PS: If you are/know the artist, let us know! We'll love to give the credits!

Il risveglio di Bona Dea Alle calende di Maggio, le donne romane risvegliavano dal sonno invernale la Bona Dea. I riti i...
02/05/2023

Il risveglio di Bona Dea

Alle calende di Maggio, le donne romane risvegliavano dal sonno invernale la Bona Dea.

I riti iniziavano con una processione al tempio della Dea, nei pressi del Aventino. Lì veniva curato il giardino delle erbe medicinali e risvegliati i serpenti, sacri alla Dea, dal letargo invernale.

Successivamente, le donne si recavano nell'annesso bosco sacro, dove si svolgevano riti misterici, interdetti agli uomini, di cui purtroppo non conosciamo molto.

Sappiamo che il vino aveva un ruolo importante, ma doveva essere bevuto chiamandolo latte, in calici chiamati vasetti di miele.

Il latte rappresenta il femminile, la fertilità e la capacità nutritiva, come anche fa il miele per la controparte maschile. Il vino è il calore del sangue, la vitalità, la passione. Questi simboli fanno supporre che, durante i riti misterici, avvenissero delle cerimonie di iniziazione femminili.

Tutto doveva essere occultato o mascherato per la Dea il cui nome non poteva essere pronunciato.

Molte sono le ipotesi degli studiosi nel tentativo di rivelare l'identità segreta della Dea, ma ciò che è certo è che si trattava di una Grande Madre, con tutte le caratteristiche a essa collegate, dal serpente suo animale sacro, alla cura tramite erbe medicinali, al potere di vaticinio fino alla fertilità.

“Nei libri dei pontefici è indicata come Bona, Fauna, Opi, e Fatua: Bona perché è l’origine di ogni cosa buona per il nostro sostentamento, Fauna perché soddisfa (favet) i bisogni di tutti gli esseri animati, Opi perché la vita è opera sua, Fatua da fari (parlare, vaticinare)”.
Macrobio, Saturnalia



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Beltane e le feste del MajoLa ruota ha compiuto un altro passo nel suo eterno movimento e, come in tutti i sabba, i fuoc...
01/05/2023

Beltane e le feste del Majo

La ruota ha compiuto un altro passo nel suo eterno movimento e, come in tutti i sabba, i fuochi si accendono nella notte come tanti piccoli soli.

Dai tempi più remoti si celebra l'inizio della bella stagione attraverso riti di fertilità.

Per i celti è Beltane ("Na Beal Tina") ossia giorno del fuoco di Bel, dio solare e della sua sposa Belisama.

In questo giorno gli animali venivano condotti attraverso i fuochi per essere purificati e le giovani coppie saltavano tra le fiamme per propiziare la loro unione.

Anche l'acqua veniva celebrata in questi giorni, recandosi in pellegrinaggio alle sorgenti sacre, le cui acque si aspergevano i campi per auspicare la pioggia.

Una Regina e un Re del Maggio venivano eletti e rappresentavano la giovane Dea e il giovane Dio, la cui unione rinnovava la fertilità della Terra e intorno ai Pali di Maggio, tronchi inghirlandati con nastri, si svolgevano canti e danze.

Queste tradizioni si sono perpetuate nei riti di Calendimaggio.
Interessante è la testimonianza dello scrittore puritano inglese Phillip Stubbes (1555 - 1610):

«A maggio, nel dì della pentecoste e in altri giorni, garzoncelli e donzelle, vecchi e vecchie, vagano nottetempo per boschi, fratte, colline e monti, trascorrendo la nottata in sollazzi; e tornano al mattino recando rami e fronde per rallegrare le loro adunanze. Né c'è da meravigliarsene, perché un potente Signore è frammezzo a loro, a dirigere e comandare i loro passatempi, e il suo nome è Satana, principe dell'Inferno. Ma il più grande tesoro che essi recano dai boschi è il loro palo di maggio, che con gran venerazione portano nelle loro case.»

Concludiamo con le parole di Cattabiani sul cantar Maggio:

«Maggi erano anche i ramoscelli che i giovani offrivano alle ragazze come augurio di amore e fecondità; oppure erano portati in processione di porta in porta da gruppi di questuanti che chiedevano cibi o dolciumi in cambio.
Queste processioni avevano la funzione di ottenere attraverso il "magico" Maggio rinnovamento e prosperità.»

Blessed Beltane! ⚘️



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Calende di Marzo - Il più antico capodanno romanoIl primo giorno del nuovo anno nell'antico calendario lunare di Numa Po...
02/03/2023

Calende di Marzo - Il più antico capodanno romano

Il primo giorno del nuovo anno nell'antico calendario lunare di Numa Pompilio, che iniziava a Marzo, corrispondeva con la Luna nuova - quest'anno sarebbe stato oggi -. Come tutte le calende, era dedicato a Giunone, in particolare questo giorno a Juno Lucina, colei che porta alla luce e fa nascere, così come la natura in Primavera.

Per Juno Lucina venivano svolti riti privati e pubblici: all'interno delle domus, mariti e parenti portavano doni alle donne e si svolgevano banchetti in cui, come durante i Saturnalia, si invertivano i ruoli sociali: erano le matrone, infatti, a servire gli schiavi.

Le donne poi si recavano al tempio di Juno Lucina, portando offerte e fiori e senza sacrifici animali, poiché questo giorno era un giorno di vita. Le donne incinte, in particolare, facevano questa processione con i capelli sciolti e senza nodi sulle vesti, per propiziare una gravidanza senza ostacoli.

Sempre in questo giorno veniva ritualmente rinnovato il fuoco di Vesta, usando un tizzone per non spegnerlo mai davvero e i rami d'alloro che ornavano i templi e le case dei principali sacerdoti, ormai secchi, venivano bruciati e sostituiti.

In queste calende i Salii, sacerdoti danzanti di Marte, iniziavano le loro cerimonie (di cui parleremo in un prossimo post) con i sacri scudi, gli ancilia e, all'interno della Reggia, nel Sacrarium Martiis, alla presenza del Rex Sacrorum e del Pontefice Massimo, venivano svolti riti per Marte insieme al collegio delle Vergines Saliae, - vergini saltanti come lo erano i sarcedoti -, vestite da guerrieri.

Queste vergini, come la loro controparte maschile, in questo rituale compivano una vera e propria iniziazione alla guerra e, per questo rito, era indispensabile la presenza di entrambi i sessi.
Questo dato fa molto riflettere, essendo il rito un'ultima traccia di qualcosa di molto più arcaico, testimonianza di un tempo in cui anche le donne scendevano in battaglia.



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24 febbraio, giorno pagano europeo della memoria Il 24 febbraio 391 veniva spento, a Roma, il fuoco sacro che, dalla fon...
24/02/2023

24 febbraio, giorno pagano europeo della memoria

Il 24 febbraio 391 veniva spento, a Roma, il fuoco sacro che, dalla fondazione, ardeva nel tempio di Vesta.

Queste le conseguenze degli editti teodosiani che, rendendo il cristianesimo religione unica e ufficiale dell'impero, davano inizio a una serie di distruzioni di edifici e simboli sacri delle altre religioni.

Lo spegnimento del fuoco di Vesta fu, simbolicamente, fortissimo: si trattava della fiamma che proteggeva la città, l'anima stessa di Roma. Proprio in virtù della forza di questo simbolo e del fatto che il fuoco è sacro per ogni culto pagano, questa data è stata scelta come giorno della memoria pagana.

Dopo lo spegnimento del fuoco di Vesta, furono spenti i fuochi di tutte le città d'Europa, d'Africa e d'Oriente, ma la fiamma non si spense mai davvero.

Oggi, rinnoviamo il Fuoco di Vesta e accendiamo un piccolo falò o una candela per onorarla.

Questa è una giornata di tolleranza, contro ogni estremismo e contro ogni assolutismo e, visto il momento di grande crisi che stiamo vivendo, questo fuoco che si riaccende deve essere un simbolo di pacificazione.
Ricordare per non ripetere.

Ecco come lo storico Gregorovius racconta una scena che coinvolge l'ultima vestale:

«I cristiani di Roma trionfavano. La loro tracotanza arrivò al punto, lamenta Zosimo, che Serena, sposa di Stilicone, entrata nel tempio di Rea, prese dal collo della dea la preziosa collana e se la cinse. Assistendo a questa profanazione, l'ultima vestale versò lacrime disperate e lanciò su Serena e su tutta la sua discendenza una maledizione che non andò perduta.»



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I Lupercalia e San Valentino, 13-15 FebbraioTorniamo nel passato, al tempo del mito.. In una grotta, sotto il colle Pala...
14/02/2023

I Lupercalia e San Valentino, 13-15 Febbraio

Torniamo nel passato, al tempo del mito..

In una grotta, sotto il colle Palatino, due gemelli piangono, il loro pianto attira una Lupa, la Dea Lupa, che si avvicina e li allatta.
Ecco l'origine dei Lupercalia.
Il Latte porta nuova vita ai bambini che, crescendo, faranno la storia.

Sangue e latte, simboli di vita.
Sangue che scorre e scalda, sangue simbolo di Prana e passione.
Latte che nutre e fa crescere la vita, Latte simbolo della Madre, della Luna.

Lupa/Capra, Selva/Campo, Caos/Cosmo: ecco l'equilibrio, il dualismo che c'è dietro a uno dei più antichi riti romani.

L'iniziazione dei Luperci avveniva con sangue e latte e, dopo questo rito, il nuovo adepto doveva ridere, ridere per la nuova nascita, in contrapposizione al pianto con cui veniamo al mondo.

Dopo il battesimo dei nuovi, i Luperci uscivano dalla grotta, coperti di pelli di capra e armati di fruste della stessa pelle. Uscivano e correvano intorno al perimetro della città antica, la Roma quadrata romulea, con le fruste percuotevano il suolo e le donne che si avvicinavano: tutto ciò che colpivano diveniva fertile, la corsa continuava e i Luperci erano, allo stesso tempo, capre e lupi, trasformarti dalla corsa frenetica, quasi sciamani.

La città era purificata e rinnovata, resa fertile.
Ora, la primavera poteva giungere, ora la dea/dio Februa aveva compiuto il suo compito. Februa, "sive dio, sive dea", riscaldando il sangue (febbre) lo purificava e, con le nuove nascite degli agnelli, portava latte.

Sangue e Latte, rosso e bianco.
Cosa rimane di tutto questo oggi?
Molto di più di quanto si pensi...
A san Valentino, per quanto commerciale possa essere, si celebra ancora ciò che scalda il sangue, l'amore e la passione che rendono fertili i corpi e le menti.

Quindi, dopo millenni e nonostante tutto, la dea Lupa torna insieme a Fauno e a Silvano, perché gli Dèi non muoiono mai.



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13-21 Febbraio, Parentalia Con i Parentalia aveva inizio un nucleo festivo di purificazione e fertilità legato al culto ...
13/02/2023

13-21 Febbraio, Parentalia

Con i Parentalia aveva inizio un nucleo festivo di purificazione e fertilità legato al culto degli antenati, primi fra tutti i gemelli fondatori e i Lari.

Questo ciclo di festività coincideva con la preparazione all'antico capodanno romano di Marzo e con l'avvicendarsi delle Stagioni tra Inverno e Primavera.

All'interno di questo ciclo si svolgevano i Lupercalia (13-15 Febbraio), i Quirinalia (17 Febbraio) e i Feralia (21 Febbraio) che concludevano i Parentalia.

I Parentalia si svolgevano con culti privati, fatta eccezione per i Feralia, in cui si faceva un rito pubblico agli dèi Mani e alla dea Tacita.

Durante questa festa, si recavano offerte agli antenati, portando loro ghirlande di fiori, sale, pane bagnato nel vino e viole su di un vaso di argilla.
Stesse offerte venivano fatte, in modo pubblico, ai Feralia, chiamati così proprio dal verbo "fero", "portare".

Durante queste feste veniva rinnovata la pace tra i vivi e i morti e l'occasione era molto sentita.
Narra infatti la leggenda che, durante una guerra, i romani avessero dimenticato di omaggiare i defunti ritualmente, col risultato di trovarsi in uno scenario non dissimile a quello di "The walking death"!



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Mundus patet est - 8 novembreTra i vari significati di Mundus come cosmo (ctonio, terrestre, celeste), come bocca, utero...
08/11/2022

Mundus patet est - 8 novembre

Tra i vari significati di Mundus come cosmo (ctonio, terrestre, celeste), come bocca, utero della terra, vi è anche il significato di mondare, purificare.

E' nostra opinione che tutti questi significati rispecchino il senso profondo dei riti che erano collegati all'apertura del Mundus e agli Dii Mani.

Si effettuavano riti di purificazione e offerte di primizie agli Dii Mani, a Cerere e alle divinità Ctonie.

Ogni apertura del Mundus era una catabasi verso la stagione invernale, e conduceva alle grandi feste dei Saturnalia che si sarebbero svolte nel mese di Dicembre.

Il collegamento tra Saturnalia e apertura del Mundus è testimoniata da un racconto di Macrobio e da testimonianze archeologiche circa la collocazione degli altari delle divinità connesse:

"Non ignoro, per altro, una diversa origine attribuita ai Saturnalii. I pelasgi, come ricorda Varrone, scacciati dalle loro terre, andavano in cerca di altre sedi: i più si riunionirono a Dodona, ed erano incerti sul luogo ove fissare la loro dimora, quando ebbero questo responso dall'oracolo:
Andate in cerca della terra Saturnia dei Siculi e degli Aborigeni, Cotilia, ove galleggia un'isola (...)
Ricevuto questo responso, dopo molte peregrinazioni, sbarcarono nel Lazio e scopersero un'isola sorta nel mezzo del lago di Cotilia. (...) errava tra i flutti che la sballottavano perennemente. [...]
Consacrata la decima parte della preda ad Apollo, secondo l'ordine dell'oracolo, eressero un sacello a Dite e un altare a Saturno, e chiamarano Saturnalii la sua festa."

Le ricerche archeologiche hanno dimostrato la presenza del Mundus all'interno del comizio, quindi quando i romani si riunivano nelle loro assemblee,avevano al loro fianco anche gli avi. E sappiamo anche che la collocazione del Mundus era adiacente agli altari di Saturno e di Ade e Persefone, e il mito riporta esattamente queste divinità. Fondamentale la presenza di Febo, perché sappiamo che sul monte Soratte, esisteva il culto di Apollo Sorano, ctonio, notturno che era collegato con il culto degli Dii Mani. Quindi, Apollo e i Mani sarebbero rappresentanti del Mundus stesso, centro dell'urbe e porta dei mondi.

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MEDITRINALIA "Vetus novum vinum bibo,veteri novo morbo medeor"Cosa ci hanno lasciato di più prezioso i romani? Non so qu...
11/10/2022

MEDITRINALIA

"Vetus novum vinum bibo,
veteri novo morbo medeor"

Cosa ci hanno lasciato di più prezioso i romani? Non so quale sia per voi la risposta, ma lerme è il Calendario, perché a leggerlo con attenzione ci riporta, attraverso le feste più arcaiche, a veri e propri cicli magico/rituali che gettano nuova luce sulla cultura dei popoli italici.

Con i Meditrinalia ci troviamo, in effetti, all'interno di uno di questi cicli che ha a che fare con il vino e il sangue.

Cosa è questo vino vecchio/nuovo?
Con buone probabilità ci troviamo di fronte al compleanno del vino. Ovvero, il vino diventava "vecchio" e, quindi, più buono e adatto ad essere offerto agli Dèi, dopo un anno dall'imbottamento.
Con questo assaggio rituale del nuovo "vino vecchio" lo si rendeva adatto alle libagioni e capace di curare mali, vecchi e nuovi.

Il ciclo di Ottobre collegato al vino comprendeva:

Meditrinalia (11/10)
Fontinalia (13/10)
October equus (15/10)
Armilustrium (19/10)

Tutte hanno a che fare, come vedremo, con una storia di un re ucciso che, in seguito, rinascerà.
Ora siamo nella fase di discesa: il re è morto.

"Poi daremo il tocco finale al costrutto, proponendo che il re annualmente sepolto per la cui uccisione ci si doveva "purificare" (o si dovevano purificare le "armi" che lo avevano ucciso) era il vino imbottato e trattato da re."
(D. Sabbatucci, "La religione di Roma arcaica, dal calendario festivo all'ordine cosmico", Milano 1988)

Questo "Re vino" ora è medicina, ha dato il suo sangue affinché l'eterno ciclo possa ripartire. C'è ovviamente una Dea al suo fianco, che lo piange: è Meditrina. Di lei non sappiamo nulla e molte sono state, nel tempo, le congetture sul suo nome. E' collegato al medicamento? Forse sì, ma di certo il "trina" non viene spiegato. Non avendo fonti né certezze, altro non si può fare, per il momento, che affidarsi a suggestioni.
La dea Trina "che media" nei momenti cruciali dei passaggi. È forse lei?

Vi lascio così: beviamo vino vecchio/nuovo e curiamo i nostri mali! 🍷🔮



ph. ?

Il 20 settembre, nell'antica Roma, si celebrava il Dies natalis di Romolo, il fondatore. Potrei raccontare la nota stori...
23/09/2022

Il 20 settembre, nell'antica Roma, si celebrava il Dies natalis di Romolo, il fondatore.

Potrei raccontare la nota storia del salvataggio dal fiume, della lupa, del picchio e del fico ruminale, ogni cosa in questa storia è un simbolo importante.

Non lo farò perché invece vorrei parlare di un altro aspetto: Romolo nasce all'equinozio d'autunno. E' un caso? Negli antichi calendari, che erano strumenti del sacro, nulla era per caso.

Il fondatore della città, colui che sale al cielo e diviene dio col nome di Romolo Quirino non poteva di certo fare eccezione. Chiaramente non siamo a conoscenza dello storicamente vero compleanno.

Analizzando le feste (non le elencherò, questione di spazio) che coinvolgono Romolo/Quirino si nota come queste siano in relazione con il ciclo agricolo, con la coltivazione, in particolare del farro e del grano.

Un altro particolare fondamentale è lo smembramento: Romolo muore ucciso dai senatori e fatto a pezzi, esattamente 30 pezzi, quante erano le curie e i suoi resti vengono sepolti nei luoghi delle curie stesse.

La data in cui sarebbe avvenuto lo smembramento, il 7 luglio, cade durante le none Caprotine che erano un'antichissima festa agricola di fertilità per il raccolto.

Come Dioniso, così anche Romolo/Quirino, dopo lo smembramento rinasce e ascende in cielo come Dio.

Il tema dello smembramento, della morte e della rinascita è il tema del seme piantato nel buio e, successivamente, del grano falciato che darà nuovo seme.

Ecco che Romolo assume un aspetto prettamente equinoziale!
Anche lui è un figlio della madre, perché tanto Rea Silvia che la Lupa e infine Acca Larentia sono aspetti della grande Dea, che è presente anche alla sua morte come Iuno Caprotina.

Durante la processione verso Eleusi, Iacco annunciava la nascita del bambino divino e era lui stesso quel bambino.

Nascere all'equinozio è nascere seme, pronto ad essere piantato e a dare inizio al ciclo eterno.

Sembra semplice, eppure è il più grande dei Misteri. 🔮

MABON O NON MABON?Abbiamo pubblicato qualche giorno fa un post sull'origine del nome di questo Sabba.Ci torno, perché an...
19/09/2022

MABON O NON MABON?

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa un post sull'origine del nome di questo Sabba.
Ci torno, perché anche oggi ho letto diverse polemiche a tal proposito.

Ho letto: "chiamarlo Mabon è un grave errore storico".

Allora, si tratta di errore storico? Direi di no.
Come già ho scritto, il nome Mabon fu dato a questo Sabba dal professor Kelly negli anni '70 del XX sec., ma il nostro professore NON affermò che questo fosse il nome con cui gli antichi Celti chiamavano l'equinozio.

Cosa fece allora Kelly? Su che basi scelse il nome? Il procedimento del professore si basa sull'analogia, sugli archetipi, sulla comparazione. Questo procedimento ha un nome: metodo comparativo. E' lo stesso che gli antichi greci e romani usavano per comprendere le divinità di altri popoli, per fare l'esempio di Demetra/Cerere ecc.

A suo parere, Mabon up Modron rispondeva all' Archetipo dell'equinozio d'autunno. Si può essere o meno d'accordo, ma non si può rifiutare il suo ragionamento catalogandolo come errore storico!

Dietro il ragionamento di Kelly, ci sono anni di studio sulle religioni, anni di studio sulla Wicca e anche anni di polemiche che, qui, non possono rientrare.

Se avete voglia, leggetevi i nostri post su Mabon, su Dioniso/Iacco e su Romolo, tutti figli della Madre e dell'equinozio.

Una cosa si può aggiungere su Apollo, a cui Mabon/Maponus era associato dai Romani, è che anche lui si allontava per raggiungere le lontane terre Iperboree, nel freddo e buio nord. Nei mesi in cui Apollo era lontano, era Dioniso a governare sul santuario di Delfi e a reggere la fimma che indicava la via.
La luce non può che nascere dal buio e i frutti raccolti all'equinozio contengono il seme della vita, che nel buio verrà piantato per rinascere.

Ad Eleusi, la spiga viene tagliata nel silenzio...

A mia opinione, il senso dell'equinozio d'autunno è nell'annuncio che Iacco faceva durante la sacra processione verso Eleusi:
IL FANCIULLO DIVINO È NATO NEL MONDO DI LÀ.

Sta poi a ognuno di noi sentire se Mabon, il Figlio della Madre, fa parte di questa celebrazione. 🔮



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Equinozio d'Autunno - La seconda raccoltaMentre a Lammas si celebrava il grano e la sua raccolta, adesso ci apprestiamo ...
16/09/2022

Equinozio d'Autunno - La seconda raccolta

Mentre a Lammas si celebrava il grano e la sua raccolta, adesso ci apprestiamo a celebrare la raccolta dei frutti. Le more, i fichi e, in particolare, l'uva.

Siamo in periodo di vendemmia, che ovunque è festa gioiosa, poi verrà la spremitura e il mosto, rinchiuso nel buio delle botti, si trasformerà per magica alchimia in vino.

Non si può allora che parlare di Dioniso, una delle divinità più importanti nel Sabba che sta per giungere.

Di Lui e di tutti i suoi volti è impossibile parlare in un post! È il nato due volte, lo smembrato, è lo spirito degli alberi, è il trasformista e molto altro ancora.

Uno dei suoi nomi è Iacco, figlio di Demetra o di Persefone e Ade, e a lui è affidata la guida del cammino che da Atene portava ad Eleusi. In un peana a Dioniso, lo troviamo invocato come Iacco, colui che ad Eleusi porta alla salvezza.

La processione verso Eleusi avveniva tra canti e balli e Iacco era colui che portava la torcia e annunciava la nascita del fanciullo divino, avvenuta nell'oscurità: lui stesso era quel fanciullo.

Ecco un altro figlio della madre che, come Mabon, conosce le tenebre e, da queste, sempre rinasce.
Il messaggio dell'equinozio d'Autunno è questo, questo è tempo di misteri e, ad Eleusi, questo era il tempo dei grandi misteri.
Li ripercorreremo giorno per giorno dalla data del loro inizio 🔮

Stay tuned!



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