Nino Bertolino - Lost in Rome

Nino Bertolino - Lost in Rome I mille volti della città eterna

MOSE’ DI MICHELANGELO, LA STORIA INFINITA DI UNA SEPOLTURAMichelangelo iniziò a scolpire la statua del Mosè (altezza 235...
12/09/2021

MOSE’ DI MICHELANGELO, LA STORIA INFINITA DI UNA SEPOLTURA

Michelangelo iniziò a scolpire la statua del Mosè (altezza 235 cm) nel 1513 per poi portarla a termine quasi trent’anni dopo.

Insieme alla statua di San Paolo sarebbe stata una delle principali decorazioni della maestosa tomba che il Papa Giulio II avrebbe voluto per la propria sepoltura. L’ideazione e la realizzazione di questa tomba furono un tormento per Michelangelo che, dopo aver variato più volte il progetto originale (e intascato cospicue somme di denaro da parte degli eredi del Papa) lo ridimensionò notevolmente eliminando moltissime delle statue ideate.

Il Mosè oggi è conservato nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma, come parte del ridimensionato monumento funebre del suo committente (in effetti il papa è sepolto in San Pietro insieme allo zio Sisto IV).

Michelangelo prima di collocare la statua “girò” la testa del Mosè (soltanto lui poteva essere in grado di girare la testa a una statua di marmo). Ciò è stato dimostrato dai documenti ritrovati da Christoph L. Frommel e da Antonio Forcellino, e confermato durante gli ultimi restauri operati dallo stesso Forcellino.

Il motivo che avrebbe spinto Michelangelo a girare la testa del Mosè sarebbe stato di ordine religioso. Mosè non si volta afferrando la barba per domare la propria passione e salvare le tavole, come aveva suggerito Sigmund Freud, ma per distoglie lo sguardo dagli altari nell'abside e nel transetto dove venivano venerate le catene di San Pietro e concesse le indulgenze a innumerevoli pellegrini.

Ubicazione: Piazza San Pietro in Vincoli – Roma.
Approfondimenti: Michelangelo: Una vita inquieta di Antonio Forcellino
Foto: A. Bertolino

RISCOPRIRE GIOVAN BATTISTA GAULLI IN 8 OPEREGenovese di nascita, Giovan Battista Gaulli (1639-1709) nel 1957 si trasferi...
12/09/2021

RISCOPRIRE GIOVAN BATTISTA GAULLI IN 8 OPERE

Genovese di nascita, Giovan Battista Gaulli (1639-1709) nel 1957 si trasferisce a Roma e diventa ben presto nell’entourage del Bernini.

Fu quest’ultimo che gli fece ottenere le sue più importanti commissioni, come la decorazione dei pennacchi di Sant’Agnese in Agone e la volta della Chiesa del Gesù (con effetti tridimensionali ineguagliabili) e ad utilizzare le sue opere per la realizzazione delle elaborate e vibranti “scenografie” che creava nelle decorazione dei principali altari della città.

Chi va in giro per Roma sicuramente rimarrà abbagliato dalle sue pitture, tuttavia il suo nome rimane conosciuto solo da pochi appassionati.

Le foto che pubblico danno un esempio della sua bravura. Si tratta di opere che si trovano a Roma e ad Ariccia (Museo del Barocco a Palazzo Chigi), ad eccezione di un ritratto del Cristo che ho scoperto presso il Museo della mia città natale: il Museo Pepoli di Trapani.

Approfondimenti: http://www.arte.it/artista/giovan-battista-gaulli-detto-il-baciccio-42
Foto: A. Bertolino

SAN PIETRO: I SEGRETI DEL COLONNATO Nel giorno della sua elezione, il 7 aprile del 1655, Papa Alessandro VII (al secolo ...
30/08/2021

SAN PIETRO: I SEGRETI DEL COLONNATO

Nel giorno della sua elezione, il 7 aprile del 1655, Papa Alessandro VII (al secolo Fabio Chigi), mandò a chiamare Gian Lorenzo Bernini per commissionargli il progetto di una piazza da edificare davanti la nuovissima facciata della Basilica. Facciata, progettata dal Maderno, che si era rivelata troppo larga e che nascondeva alla vista la poderosa cupola di Michelangelo.

Dapprima Bernini progettò una piazza trapezoidale, poi cambiò idea e propose al Papa la costruzione non di una ma di due piazze: la prima, di forma trapezoidale in “prospettiva rallentata”, davanti la Basilica , un espediente (utilizzato anche da Michelangelo per la Piazza del Campidoglio, che, servendosi degli elementi architettonici dia l’illusione di una minor distanza fra la facciata e la seconda piazza (il colonnato vero e proprio) e invogli l’osservatore a rimanere ad una distanza tale da poter vedere anche la cupola, altrimenti nascosta dalla facciata.

Il colonnato della seconda piazza ha una forma ellissoidale e richiama l’abbraccio della Chiesa verso i suoi fedeli. E’ composto da 284 colonne e 88 pilastri che sorreggono un architrave, aventi 140 statue in marmo collocate in corrispondenza di ogni colonna, alte poco più di tre metri che raffigurano, tra gli altri, San Paolo, Santo Stefano, San Benedetto, San Francesco d’Assisi, San Filippo Neri, diversi papi, martiri e anche trentotto donne. Le statue sono realizzate in travertino e sono state lavorate dai collaboratori di Bernini. Le statue sul colonnato sono alte esattamente la metà di quelle poste sulla sommità della facciata della basilica (che raffiguravano Gesù e gli apostoli).

Tra le fontane e l’obelisco, si trovano due dischi sulla pavimentazione, recanti la dicitura centro del colonnato. Posizionandovi sopra di essi, infatti, le file di colonne “scompaiono” tanto che lo sguardo vedrà una sola fila di colonne.

Ubicazione: Piazza S. Pietro – Roma.
Approfondimenti: https://www.visitareroma.info/colonnato-di-san-pietro-storia-e-curiosita/
Foto: A. Bertolino

VILLA FARNESINA: Il sogno del banchiere del Papa.Visitare villa Farnesina è una gioia per gli occhi. Non solo per gli af...
22/08/2021

VILLA FARNESINA: Il sogno del banchiere del Papa.

Visitare villa Farnesina è una gioia per gli occhi. Non solo per gli affreschi che la decorano, ma anche per i giardini (una volta molto più ampi) e per le armoniose forme architettoniche. Un vero gioiello che dovrebbe essere intitolata ad Agostino Chigi, ambizioso mecenate e fine intenditore d’arte, nato a Siena nel 1466, che volle erigerla quale segno tangibile della propria personalità e cultura.

Il progetto della villa fu affidato a Baldassarre Peruzzi che poco dopo il completamento delle pareti del pianterreno, diede inizio all’affresco che contorna, in alto, la cosiddetta Stanza del Fregio.

Nel 1511 succede qualcosa che cambierà il destino della villa e ne influenzerà radicalmente l’aspetto. In quell’anno, infatti, Agostino Chigi, recatosi a Venezia per affari, conobbe una fanciulla di umili origini, Francesca Ordeaschi, che porterà con se a Roma andando a vivere proprio in questa villa. Dopo un lungo periodo di convivenza “more uxorio” i due si sposeranno con una solenne cerimonia di nozze.

Il banchetto nuziale fu un evento memorabile. Per dare degna scenografia all’evento, Agostino chiamò il più grande pittore dell’epoca, Raffaello, il quale non si accontentò di raffigurare scene isolate, ma volle ricorrere a una narrazione continua, legata alla favola di Amore e Psiche. L’artista ideò l’impianto generale dell’affresco e l’ideazione delle singole scene e figure che farà dipingere ai migliori allievi della sua bottega.

Nella Villa sono presenti anche i primi affreschi effettuati a Roma dal giovane Sebastiano del Piombo (che presto sarebbe diventato il pittore prediletto di Michelangelo) anch’egli portato da Venezia da Agostino Chigi.

Ma l’opera iconica del complesso rimane l’affresco della ninfa Galatea, opera di Raffaello.

Ubicazione: Via della Lungara, 230, 00165 Roma RM
Approfondimenti: https://www.villafarnesina.it/
Foto: A. Bertolino

Museo dell'Arte Classica Sapienza Università di RomaSe le opere esposte in questo affascinante museo fossero originali, ...
19/08/2021

Museo dell'Arte Classica Sapienza Università di Roma

Se le opere esposte in questo affascinante museo fossero originali, saremmo di fronte al più importante collezione al mondo di statue greche (e copie romane). In realtà si tratta di una gipsoteca, un luogo di studio dove si possono ammirare i calchi in gesso di sculture e che ci dà la possibilità di effettuare un affascinante viaggio nella civiltà greca, nella ricerca della forma e della bellezza.

La collezione, di circa milleduecento calchi in gesso, occupa una superficie di oltre 3000 mq suddivisi in cinquantacinque sale
Fondato da Emanuel Löwy, che dal 1889/1890 si adoperò per creare una raccolta di calchi sul modello delle gipsoteche universitarie che in Europa – soprattutto in Germania – erano sorte come indispensabili strumenti didattici e di ricerca.

Tra le più recenti acquisizioni vi è il “Giovane di Mozia” (rinvenuto nel 1979 presso l’omonima isoletta in provincia di Trapani), che rappresenta uno dei primi esempi di riproduzione sulla base di un modello digitale ottenuto nel 2004 attraverso la scansione laser dell’originale.

Ubicazione: Facoltà di Lettere e Filosofia, Piazzale Aldo Moro, 5, 00185 Roma RM
Approfondimenti: https://web.uniroma1.it/polomuseale/museo-arte-classica
Foto: A. Bertolino

DAMIEN HIRST alla Galleria BorgheseL’artista del momento, famoso per le sue opere spesso contraddittorie e provocanti (c...
16/07/2021

DAMIEN HIRST alla Galleria Borghese

L’artista del momento, famoso per le sue opere spesso contraddittorie e provocanti (corpi di animali morti e imbalsamati e immersi in formaldeide, vetrine con pillole o strumenti chirurgici o "mandala" costituiti di farfalle multicolori), che ha fatto della decadenza e del senso della morte il tema conduttore delle sue migliori opere, espone alla Galleria Borghese oltre 80 opere dalla serie Treasures from the Wreck of the Unbelievable.

Le sculture, alcune delle quali di forte impatto e di indiscussa bellezza, sono esposte in tutte le sale del museo affiancando i capolavori antichi e comprendono opere sia monumentali che di piccole dimensioni, realizzate in materiali come bronzo, marmo di Carrara e malachite.

Il sapiente e lodevole lavoro di Anna Coliva e Mario Codognato, curatori della mostra, ha dato vita ad un dialogo, fatto di rimandi, accostamenti, provocazioni, fra le opere di Hirst e quelle della Galleria, arricchendone il significato e accompagnando il visitatore in un percorso emozionale che difficilmente dimenticherà.

Così, accanto ai grandi capolavori di Bernini, Caravaggio, Tiziano, Raffaello e Canova, per non dimenticare le sculture di arte antica, che il Cardinale Scipione Borghese raccolse nella Villa, si affiancano o forse si oppongono le opere dell’artista inglese.

Da sottolineare il bronzo raffigurante il Minotauro, che riesce a trasmettere contemporaneamente un senso di sensualità, forza brutale e orrore verso lo stupro che l’uomo-animale compie sotto i nostri occhi.

Ubicazione: Piazzale Scipione Borghese 5 – Roma.
Date: dal’8 giugno al 7 novembre 2021
Approfondimenti: https://galleriaborghese.beniculturali.it/exhibition/damien-hirst/
Foto: A. Bertolino

GALLERIA BORGHESE – IL SOGNO DEL CARDINALE SCIPIONENella classifica dei musei che preferisco, la Galleria Borghese si co...
15/07/2021

GALLERIA BORGHESE – IL SOGNO DEL CARDINALE SCIPIONE

Nella classifica dei musei che preferisco, la Galleria Borghese si colloca indubbiamente nella top ten. Ciò grazie, in primo luogo, alla sua ubicazione, all’interno di uno dei parchi più belli di Roma, ma anche per l’armonia e la bellezza dell’edificio, con i suoi marmi, fontane gli affreschi che ricoprono tutte le sue volte (primo fra tutti quello realizzato da Mariano Rossi tra il 1775 e il 1779) e, infine, per la qualità delle opere esposte.

Fu il Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V , che, dopo aver acquisito una vasta area verde fuori da Porta Pinciana, vi fese costruire un elegante edificio al fine di custodirvi la sua invidiabile collezione di opere d’arte.

Il Museo possiede una collezione di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti rinascimentali e barocchi. Tra i capolavori che preferisco vi sono le opere di Caravaggio, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e alcune fra le più belle sculture di Gian Lorenzo Bernini, nonché la celebre Paolina Borghese scolpita dal Canova.

Scipione era un collezionista raffinato, ricco, potente e scaltro. Quando non poteva ottenere le opere in modo “lecito” ricorreva a vari stratagemmi, come il sequestro (da lui dipendeva la giustizia dello Stato Pontificio) o, addirittura al furto. Ad esempio, la deposizione dipinta da Raffaello, originariamente custodita nella chiesa di San Francesco in Perugia, una notte fu fatta prelevare di nascosto e inviata a Roma. A nulla servirono le proteste dei frati perugini. Grazie all’intercessione del Papa ottennero solamente una copia dipinta da Giuseppe Cesari, conosciuto come il Cavalier d’Arpino.

Ubicazione: Piazzale Scipione Borghese 5 – Roma.
Approfondimenti: https://galleriaborghese.beniculturali.it/
Foto: A. Bertolino

LA PINACOTECA CAPITOLINA: ecco le opere che più amo.Molti considerano la Pinacoteca Capitolina (che fa parte dei Musei C...
07/07/2021

LA PINACOTECA CAPITOLINA: ecco le opere che più amo.

Molti considerano la Pinacoteca Capitolina (che fa parte dei Musei Capitolini) come la più antica collezione pubblica di dipinti, creata, infatti, tra il 1748 e il 1750.

Ogni volta che visito il museo, situato in una delle piazze più belle d’Italia (non a caso disegnata da Michelangelo), inizio il mio percorso dalla Pinacoteca, scrigno di patrimonio artistico eccezionale. Vi sono opere che vanno dal Trecento al settecento, ma inutile dirlo, quelle che più mi affascinano sono quelle barocche (ma anche quelle rinascimentali), realizzate dai tanti pittori che nel seicento videro in Roma la Capitale della cultura, del potere, della rinascita.

Ogni quadro meriterebbe una intero post, Io mi limito a suggerirvi quelli che più mi piacciono, che non smetterò mai di ammirare per scoprirvi sempre dettagli ed espressioni nuove.

In una tavola giovanile, Tiziano raffigura il committente (Giovanni Ram, un mercante spagnolo che viveva a Venezia) mentre assiste al Battesimo di Cristo; Veronese, con le sue figure sensuali e i suoi colori innovativi, ci racconta il ratto di Europa da parte di Zeus sotto forma di toro, raffigurando sulla stessa tela ogni fase dell’evento, come fosse un film.

Un’opera che stupisce, se non altro per le sue dimensioni, è il seppellimento di Santa Petronilla realizzata per la Basilica di San Pietro da Guercino, requisita dalle truppe napoleoniche e portata a Parigi per poi essere restituita all’Italia grazie ad Antonio Canova.

Grande protagonista della Pinacoteca è Pietro da Cortona (colui che dipinse il grande affresco a Palazzo Barberini) per la sua capacità di elaborare grandiose scenografie l’artista divenne un punto di riferimento di un’intera generazione di pittori.
Da vedere anche le tele di Caravaggio (prima fra tutte il suo San Giovanni Battista) e le opere dei più grandi artisti barocchi europei: Anton Van Dyck, Diego Velázquez e Rubens.

Ubicazione: Piazza del Campidoglio, Palazzo dei Conservatori – Roma.
Approfondimenti: http://www.museicapitolini.org/it/percorsi/percorsi_per_sale/pinacoteca_capitolina
Foto: A. Bertolino

CHIESA DELLA TRINITA’ DEI MONTIForse non tutti sanno che a Roma vi sono cinque chiese cattoliche francofone: San Luigi d...
04/07/2021

CHIESA DELLA TRINITA’ DEI MONTI

Forse non tutti sanno che a Roma vi sono cinque chiese cattoliche francofone: San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni, Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni e la Chiesa della Santissima Trinità dei Monti che di francese ha persino le pietre con le quali è stata costruita (provengono addirittura dalla città di Narbonne).

Nell’area dove oggi sorge questa chiesa un tempo vi erano gli Horti Luculliani, una delle più belle ville romane, forse la più bella e grandiosa proprio nel punto dove “l'Acqua Vergine usciva dal condotto sotterraneo per attraversare su arcate il Campo Marzio”.

Nel 1494 il re di Francia Carlo VIII acquistò una porzione dell'antica villa di Lucullo per fornire una sistemazione ai sei religiosi francesi dell'Ordine dei Minimi, al fine di ricambiare la guida spirituale fornita da Francesco da Paola (fondatore dell'ordine) al padre, Luigi XI.

L'interno è composto da un'unica grande navata sulla quale si aprono sei cappelle laterali ornate da pregevoli opere d'arte, come la celebre "Deposizione" di Daniele da Volterra, uno degli allievi di Michelangelo (colui che per primo coprì le nudità del Giudizio Universale.

Nell'ottava ca****la a destra vi è un bellissimo ciclo di affreschi di Perin del Vaga (allievo di Raffaello), completato tra il 1563 e il 1589 da Taddeo e Federico Zuccari.
Ubicazione: Piazza della Trinità dei Monti, – Roma.

Approfondimenti: https://www.romasegreta.it/campo-marzio/trinita-dei-monti.html
Foto: A. Bertolino

02/07/2021
BERNINI E BORROMINI E LA NASCITA DEL BAROCCOLa cosa che mi affascina di più di Roma è la sua anima barocca. Roma è, infa...
02/07/2021

BERNINI E BORROMINI E LA NASCITA DEL BAROCCO

La cosa che mi affascina di più di Roma è la sua anima barocca. Roma è, infatti, il luogo d’origine di una delle correnti artistiche che si manifestò nell’architettura, scultura, pittura, musica, ecc.. e che dal ‘600 e per oltre due secoli, si espanse per tutta Europa, passando da Napoli, Spagna, Paesi Bassi fino a giungere in Inghilterra, dove trovò il suo massimo esempio nella Cattedrale di San Paolo.

Per capire a fondo quali sono gli elementi essenziali di questa corrente di solito porto gli amici a visitare due piccole chiede, diversissime tra loro, ideate e fatte realizzare dai due grandi geni del Barocco: Gianlorenzo Bernini (1598-1680) e Francesco Borromini (1599-1667), due acerrimi nemici che hanno cambiato il volto della Capitale. Le chiese sono quelle di Sant'Andrea al Quirinale e San Carlo alle Quattro Fontane che distando fra loro appena 180 metri.

La prima, costruita fra il 1658 e il 1670 su progetto del Bernini, rivela il carattere e la visione del suo creatore. Il Barocco si manifesta con lo sfarzo (oro, marmi, stucchi) e con una rappresentazione quasi teatrale del martirio e santificazione di Andrea. Bernini non bada a spese e mette a lavoro i suoi migliori collaboratori, primo fra tutti Giovan Battista Gaulli, pittore che amo particolarmente.

Nella Chiesa di San Carlo, Borromini si prende gioco delle forme, sperimenta con la materia e riesce ad edificare una chiesa minuscola ma luminosa (nonostante la mancanza di finestre), ricca di particolari e simboli legati alla Trinità. Il tutto con un budget limitatissimo, sfruttardo al massimo i materiali più poveri. Il movimento ondulatorio dei muri e il ritmico alternarsi a forme sporgenti e rientranti danno luogo a un palpitante organismo plastico.

Le foto che pubblico possono darvi un accenno della bellezza delle due chiese che vi invito a visitare.

Ubicazione: Ambedue le chiese si trovano in Via del Quirinale, ai civici 30 e 23 – Roma.
Approfondimenti: Jake Morrissey - Geni rivali. Bernini, Borromini e la creazione di Roma barocca. Ed. Laterza
Foto: A. Bertolino

Indirizzo

Rome
00153

Sito Web

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