12/09/2021
MOSE’ DI MICHELANGELO, LA STORIA INFINITA DI UNA SEPOLTURA
Michelangelo iniziò a scolpire la statua del Mosè (altezza 235 cm) nel 1513 per poi portarla a termine quasi trent’anni dopo.
Insieme alla statua di San Paolo sarebbe stata una delle principali decorazioni della maestosa tomba che il Papa Giulio II avrebbe voluto per la propria sepoltura. L’ideazione e la realizzazione di questa tomba furono un tormento per Michelangelo che, dopo aver variato più volte il progetto originale (e intascato cospicue somme di denaro da parte degli eredi del Papa) lo ridimensionò notevolmente eliminando moltissime delle statue ideate.
Il Mosè oggi è conservato nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma, come parte del ridimensionato monumento funebre del suo committente (in effetti il papa è sepolto in San Pietro insieme allo zio Sisto IV).
Michelangelo prima di collocare la statua “girò” la testa del Mosè (soltanto lui poteva essere in grado di girare la testa a una statua di marmo). Ciò è stato dimostrato dai documenti ritrovati da Christoph L. Frommel e da Antonio Forcellino, e confermato durante gli ultimi restauri operati dallo stesso Forcellino.
Il motivo che avrebbe spinto Michelangelo a girare la testa del Mosè sarebbe stato di ordine religioso. Mosè non si volta afferrando la barba per domare la propria passione e salvare le tavole, come aveva suggerito Sigmund Freud, ma per distoglie lo sguardo dagli altari nell'abside e nel transetto dove venivano venerate le catene di San Pietro e concesse le indulgenze a innumerevoli pellegrini.
Ubicazione: Piazza San Pietro in Vincoli – Roma.
Approfondimenti: Michelangelo: Una vita inquieta di Antonio Forcellino
Foto: A. Bertolino