10/01/2026
L'AMORE UNIVERSALE
Sono Mario, Mario fanti.
Per la gente sò Mariuccia,
e non uno come tanti.
Ché da quando sono nato
sono stato etichettato
come quello stralunato,
solitario e effemminato.
Io col tempo, come tutti,
comprendevo certo appieno
quali fossero i miei gusti:
nel mangiare, lo studiare,
nella musica e l'amare.
poi crescevo e un po' più saggio,
quando avevo già vent'anni
presi forza, e sulle note di Albinoni,
nel suo commovente adagio,
disperato mi struggevo
per trovare in me il coraggio
di gridarlo a voce forte:
"amo Orlando,un altro uomo
e l'amerò fino alla morte".
Questo Orlando, ve lo spiego,
era il mio migliore amico
ma era tanto che bramavo
diventasse il mio ragazzo,
la mia ombra, la mia scelta
la mia sorte e mio marito.
Molti non ce l'hanno fatta
e anziché volere amare
per paura, per vergogna,
hanno scelto di soffrire,
non hanno retto questo mondo
che ti vuole omologato:
se sei come loro, bene,
altrimenti sei sbranato,
sei schernito, denigrato
sei deriso e emarginato.
Io un bel giorno a questo amico,
gliel'ho detto che l'amavo,
lui sembrò traumatizzato,
forse avrò sbagliato i modi
ma se ami vai d'istinto,
ché se pure chi hai di fronte
può restarci a volte male
palesando i sentimenti
non sarai mai razionale.
Sono Mario, Mario fanti,
il mio Orlando s'è sposato,
c'ha due figli, una famiglia
e una vita come tanti.
Ci vediamo di nascosto:
Siamo amore, siamo il mondo,
siamo vita, siamo amanti.
M. Ferrante