Al circo al giorno d’oggi si va per divertirsi insieme, magari sotto Natale o in un giorno di festa, le classiche occasioni in cui dopo aver mangiato tanto si decide di proseguire la giornata in famiglia fuori casa. Al circo si portano i più piccoli, che seduti nel buio del tendone fanno il pieno di sensazioni e stimoli, e sognano ad alta voce di essere in volo come trapezisti, abbracciati alla ti
gre come domatori, e ballare e parlare ai cavalli, travestiti di costumi magnifici e truccati come star del cinema. I bambini dentro il tendone stringono le mani dei nonni e dei genitori, gli adulti che ormai si credono un pò immuni al sogno, già troppo vaccinati, e che poi si ritrovano a fantasticare ad occhi aperti come adolescenti, a sognare la vita dell’artista in viaggio, ad immaginarsi di prendere gli applausi mentre camminano su un filo.... è così che quelle 2 o 3 ore al circo diventano lunghe come una giornata, restano negli occhi anche quando, una volta tornati a casa, si spengono le luci e si va a dormire. C’è ancora il passo maestoso dell’elefante, lo sguardo penetrante della tigre, ci sono ancora le pazzie imprevedibili e un pò sconvenienti dei clown, i volti e i gesti degli artisti che hai visto sorridere e sudare ad un passo da te, c’è ancora il mondo del circo che hai sentito così vicino da darti l’impressione che basti allungare una gamba per saltarci dentro. Quello che però non si vede, nemmeno da vicino, quello che si può solo percepire, sono la fatica e i sacrifici, il prezzo imposto dalle scelte che la vita del circo obbliga a fare; quello che non si vede e non si tocca, ma si può solo sentire, è l’emozione che domina e guida le vite dei circensi e che dà loro il coraggio e la volontà. La passione è la sola cosa che può spiegare i mille perchè del circo, come spettacolo, come stile di vita, come tradizione: fra le tante difficoltà, fra i pericoli, fra l’intolleranza, oltre tutto ciò che si pone come ostacolo, è la passione il motore delle carovane del circo. A chi si chiede come possa uno spettacolo così “fuori tempo” resistere ancora nel ventunesimo secolo, non c’è altra risposta da dare, il circo si fa perchè chi lo vive è dominato da quella passione che permette di realizzare imprese incredibili: come i viaggi interminabili e pericolosi, come i salti mortali, come l’addestramento di un animale esotico e come l’impresa più incredibile di tutte, portare in scena lo spettacolo, esibirsi di fronte al pubblico, fare sfociare la passione sulla pista, trasformare infine per qualche ora il sogno in realtà.