11/05/2026
È finita ed è come uscire da un’atmosfera incantata, dolcissima, del resto inizialmente intendavamo dedicare l’intera edizione’26 all’incanto, poi la mangrovia ci ha avvolto e trasformato 🪸Ma, come ci hanno detto tanti spettatori e spettatrici che hanno seguito con continuità queste belle giornate, il passaggio stesso da un’opera all’altra ha avuto una speciale e ammaliante armonia. I fili dei tessuti di o quelli che legano le splendide corna utilizzate da in scena, così come le trame dorate di , che hanno “cucito” quel piccolo gioiello cittadino che è la ca****la Petrangolini, hanno tenuto insieme tutta la drammaturgia decoloniale di Supernova, come un unico splendido arazzo. In questo happening collettivo lo sguardo animale, quieto e minaccioso, ma sempre ribelle a tutte le gabbie (anche quelle dorate del teatro) ci ha accompagnato e fatto più volte commuovere: dai latrati disperati di a quelli dei branchi di lupi in Paraflu di al piccolo cane nel progetto immersivo della Depetris, sino allo scuotersi disumano e demoniaco di Vincent Giampino. La rabbia animale e scomposta di Marina Otero ha poi trascinato tutta la grande platea nella sua voglia di ballare l’impotenza ma al tempo stesso di dire un forte e chiaro NO ai compromessi delle istituzioni culturali con i sionisti assassini...
La domenica mattina a casa Motus l’incanto si è materializzato nell’incontro/dialogo fra due artisti che hanno non poco faticato per arrivare in Italia dal Ruanda e dalla Palestina come Cedric e Biishoos: la bellezza del paesaggio rurale strideva con le storie di genocidi e restrizioni alla libera circolazione nei loro paesi (e nel mondo)… Rabbia diluita poi dalla colazione tardiva, con alimenti locali magicamente “recuperati e intessuti” da Ivan Fantini, a lui un grazie gigante!
Abbiamo chiuso l’ultimo giorno all’ che ci ha ospitato per il party finale di ringraziamento a tutta la super crew di Supernova ( con il djset di / & 🫶🏽 ) che ha reso possibile questo piccolo miracolo ❤️🔥sentiamo già un po’ di nostalgia 🙏🏻🐊