02/05/2019
PROLOGO #3:
Istanti su istanti di silenzio mi fanno udire il rumore delle piccole onde di marea che s’infrangono mentre continuiamo a guardarci. Attendo un segnale, una sua smorfia, ma non arriva e si rigetta con lo sguardo al mare. Potrei andarmene ma non riesco, allo stesso tempo non vorrei sembrare sgarbato nel riportarlo a me con altre parole, così rifletto lampo per non risolvere nulla, allora mi arriva in soccorso la scena di Arancia Meccanica in cui il protagonista Alex non pensa ma agisce.
Mi avvicino e mi siedo lì, al suo fianco, la spalla a 40cm dalla sua: volendo mantenere le distanze che la privacy psicologica tollera.
Non chiedo se gli sto dando fastidio e penso:
‘cazzo è stato un deputato e in tv lo sempre visto così sicuro di sé se vuole rimanere da solo saprà dirmelo in qualche modo’.
Altri secondi non suscitano in lui alcun sobbalzo umorale, solo con un gesto del capo m’invita a guardare l’orizzonte del mare; lo assecondo e sono contento non abbia mostrato avversione al mio essere lì.
Fruscii di mare si susseguono fino a quando senza voltarsi mi sorprende con un: ‘Cosa stavi ascoltando?’
‘Nine Inch Nails’ - rispondo ancora emozionato di avere il Male lì, proprio a fianco a me - ‘li conosci’ - aggiungo e chiedo del tutto disinteressato alla sua risposta.
‘Li ho sentiti dire’ – risponde ancora rapito dalla linea in fondo al verdognolo Adriatico.