17/10/2024
NARRARE LA VITA : la mia è in grado di incrociare la tua?
L'aula dell'Università di Bologna - Campus di Rimini è piena. Scopro che ci sono anche studenti dello scorso anno che sono tornati. Io mi racconto, loro si raccontano e dopo un anno accademico sentiamo il bisogno di rivederci, di proseguire il nostro discorso.
La professoressa del corso di Sociologia Giovanna Russo spende alcune parole per presentare la giornata poi... poi è come se non ci fossimo mai lasciati.
Il mio lavoro si intreccia al suo: analizzare il CONTESTO nel quale si va ad operare, attivare la SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, aprire la valigia degli STRUMENTI che negli anni crescono e si affinano: a volte serve una punta, altre volte una pinza, altre volte bisogna saper chiudere le falle create dalle emozioni.
Questa volta racconto "TOPISTA - Topino artista", uno dei laboratori che la scuola primaria ama di più.
"Non cercatela su internet, la storia l'ho creata io, non c'è", si levano gli sguardi dal computer e gli occhi tornano a guardare gli occhi: la guerra d'attenzione tra tecnologia e essere umano è così dichiarata.
Salto da una parte all'altra del discorso e dell'aula: "Tranquilli, le fila le tiriamo alla fine, adesso godetevi il vostro avere 7 anni e il vostro tornare adulti quando interrompo la magia della narrazione".
Sono 2 ore e mezza di lezione dove non li lascio, se abbassano lo sguardo devo accendere io il mio entusiasmo, se prendo fiato loro alzano curiosi le mani.
"Potrà mai un gatto non mangiare un topo?" chiedo a un certo punto.
Di lato si alza una voce serie: "Certo, se è un vegangatto i topi non li mangia!"
Non ci posso credere, ci siamo , siamo completamente dentro LA MAGIA.
Alla fine la mano di Pietro si alza. E' al centro dell'aula e chiede: "Stefano, una domanda personale: ma tu che topo sei?"
Intelligenza artificiale, ci sei?
Li stai ascoltando?
A tutto questo non arriverai mai, rassegnati.
E poi l'applauso finale. 150 minuti in piedi a cercare le loro mani, a tendere fili, a togliere maschere per svelare anime. Alla fine si avvicina Francesca, esce dalle prime file e mi dice:
"Ti volevo ringraziare perché adesso so cosa voglio fare nella vita, voglio fare QUESTO".
Nel frattempo le mie storie sono volate alla Frankfurter Buchmesse grazie al mio editore Francesca Costantino che crede nel potere delle storie che aiutano a crescere.
Mi manda subito le foto dello stand, chissà se anche quest'anno qualcuno vorrà sapere la storia di Aliseo e Narside (Segreto di Madre - Un libro incantesimo ) o si chiederà se quel figlio è riuscito a perdonare il padre ( TORNA Lettera di un padre al figlio omosessuale)
NARRARE LA VITA, dipanare una matassa capace di trasformarsi in rete che salva quando avverti il precipizio.
Un tempo volevo diventare famoso.
Un tempo volevo diventare.
Un tempo...
Oggi semplicemente SONO.
E il mio esserci è solo una parte di quel meraviglioso fuoco artificiale che esplode in cielo mentre mille altri fuochi illuminano la vita.
E tutti gli altri fuochi siete voi, insieme a me: gente alla quale la notte non ha mai fatto paura.
Stefano Antonini Giovanna Russo Educatori Professionali Burattingegno Teatro Astro Edizioni