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mapparimini Il t.club continua a parlare del paesaggio urbano e del territorio del Comune di Rimini (città di Rimini, e relative località e frazioni).

L'affissione è ancora in giro per la città!Se li vedete in giro... segnalateli, condivideteli e pensate che a volte una ...
23/09/2020

L'affissione è ancora in giro per la città!
Se li vedete in giro... segnalateli, condivideteli e pensate che a volte una fotografia può cambiare le cose...
Grazie a tutti

𝙸 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎𝚌𝚒𝚙𝚊𝚗𝚝𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎𝚌𝚒𝚙𝚊𝚝𝚘!𝙸 𝚐𝚒𝚞𝚍𝚒𝚌𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚐𝚒𝚞𝚍𝚒𝚌𝚊𝚝𝚘!𝙻'𝚊𝚜𝚜𝚘𝚌𝚒𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚑𝚊 𝚘𝚛𝚐𝚊𝚗𝚒𝚣𝚣𝚊𝚝𝚘!𝙑𝙊𝙄? 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞𝙯𝙯𝙚𝙧𝙚𝙩𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 "𝙫𝙞...
09/09/2020

𝙸 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎𝚌𝚒𝚙𝚊𝚗𝚝𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎𝚌𝚒𝚙𝚊𝚝𝚘!
𝙸 𝚐𝚒𝚞𝚍𝚒𝚌𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚐𝚒𝚞𝚍𝚒𝚌𝚊𝚝𝚘!
𝙻'𝚊𝚜𝚜𝚘𝚌𝚒𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚑𝚊 𝚘𝚛𝚐𝚊𝚗𝚒𝚣𝚣𝚊𝚝𝚘!

𝙑𝙊𝙄?
𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞𝙯𝙯𝙚𝙧𝙚𝙩𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 "𝙫𝙞𝙧𝙩𝙪𝙖𝙡𝙚"

𝑪𝑶𝑴𝑬?
𝑫𝒂𝒍𝒍'11 𝒂𝒍 30 𝒅𝒊 𝒔𝒆𝒕𝒕𝒆𝒎𝒃𝒓𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒂𝒇𝒇𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒍𝒆 9 𝒇𝒐𝒕𝒐𝒈𝒓𝒂𝒇𝒊𝒆 𝒗𝒊𝒏𝒄𝒊𝒕𝒓𝒊𝒄𝒊 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒊𝒏 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒕𝒐 100𝑿140 𝒄𝒎.
𝑵𝒐𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒎𝒐 𝒏𝒖𝒍𝒍𝒂!
𝑺𝒂𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒗𝒐𝒊 𝒂 "𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂𝒓𝒍𝒆", 𝒏𝒆𝒍 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝑹𝒊𝒎𝒊𝒏𝒊, 𝒔𝒄𝒂𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒐𝒕𝒐𝒈𝒓𝒂𝒇𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒆𝒍𝒍𝒖𝒍𝒂𝒓𝒆, 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒔𝒖 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒊𝒍𝒐 𝒊𝒏𝒔𝒕𝒂𝒈𝒓𝒂𝒎 𝒕𝒂𝒈𝒈𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍'𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒇𝒐𝒕𝒐𝒈𝒓𝒂𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒕.𝒄𝒍𝒖𝒃 (@𝒕𝒄𝒍𝒖𝒃𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒊) 𝒆 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍'𝒉𝒂𝒔𝒕𝒂𝒈 #𝒎𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒊2020.

𝑇𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑑𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒/𝑣𝑖𝑟𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑖2020.

𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 (𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑠𝑜𝑐𝑖, 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖, 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑖𝑙𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑡𝑎𝑔𝑟𝑎𝑚)

𝚃𝚞𝚝𝚝𝚘 𝚌𝚑𝚒𝚊𝚛𝚘?
𝙳𝚞𝚋𝚋𝚒, 𝚍𝚘𝚖𝚊𝚗𝚍𝚎? 𝚂𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚚𝚞𝚒!

E con il sabato appena trascorso sono stati svelati gli ultimi 10 finalisti di mapparimini 2020 selezionati da Silvia Ca...
04/08/2020

E con il sabato appena trascorso sono stati svelati gli ultimi 10 finalisti di mapparimini 2020 selezionati da Silvia Camporesi.
Complimenti a tutti!!!

I finalisti in "mostra/affissione" di ottobre chi saranno?

SORPRESA!

anzi SUPER SORPRESA perché NON FAREMO POST SU FB, NON ANNUNCEREMO I FINALISTI dei tre giudici ma dovrete scopriri da soli!!!

COME?

Girando per la città, fotografando i manifesti che trovate in giro e postandoli su Instagram taggando l'associazione!

Complicato?
NO più divertente!
Le plance quest'anno saranno ENORMI 100X140 impossibile non vederle!

Seguiranno info nei prossimi mesi... avvisate tutti!

La selezione di Silvia Camporesi per la terza ed ultima mappa.Bravi tutti.Ah... A breve posteremo gli scatti singoli. ❤️...
01/08/2020

La selezione di Silvia Camporesi per la terza ed ultima mappa.

Bravi tutti.

Ah... A breve posteremo gli scatti singoli. ❤️💪🏻❤️

20/07/2020
Con infinito ritardo ecco le 9 fotografie selezionate dal giudice unico Sara Munari!La seconda mappa riguardava il cuore...
06/07/2020

Con infinito ritardo ecco le 9 fotografie selezionate dal giudice unico Sara Munari!
La seconda mappa riguardava il cuore del Comune di Rimini!

Perdete due minuti della vostra giornata per leggere anche le parole di Sara!
Grazie

Un mese esatto al termine della II mappa...Ricominciate a pensare VERTICALE!(Fotografia puramente dimostrativa non in ga...
07/05/2020

Un mese esatto al termine della II mappa...
Ricominciate a pensare VERTICALE!
(Fotografia puramente dimostrativa non in gara).

MOTIVAZIONI DELLA SELEZIONEPRIMA MAPPA - IN CAMPAGNAFulvio BortolozzoNel ringraziare gli organizzatori ed i partecipanti...
08/03/2020

MOTIVAZIONI DELLA SELEZIONE
PRIMA MAPPA - IN CAMPAGNA
Fulvio Bortolozzo

Nel ringraziare gli organizzatori ed i partecipanti al concorso, riassumo di seguito le riflessioni che hanno guidato la selezione delle 9 fotografie prescelte tra le 68 pervenute.

Occorre innanzitutto premettere che il tema era un luogo ben preciso, l’entroterra riminese, e che tradizionalmente la fotografia di luoghi, siano essi urbani, extraurbani o naturali viene risolta con uno sviluppo orizzontale dell’immagine, da cui l’uso del termine inglese “landscape” per questo orientamento del formato. Meno comune il formato quadrato e decisamente inconsueto quello verticale. Il formato verticale 2:3, quello classico del 24x36mm, il medesimo del sensore Full Frame (FF), è poi particolarmente allungato, il che lo rende davvero poco adatto a contenere un soggetto che normalmente si sviluppa in orizzontale. Questo il motivo per il quale diverse delle fotografie presentate hanno avuto delle difficoltà compositive insormontabili. Cercare di contenere interi edifici, fabbriche o settori di strade e campi nelle verticali porta a sbilanciamenti così forti dell’inquadratura da renderla spesso inefficace.

D’altronde le fotografie andranno esposte in affissioni pubbliche che hanno proprio questo inadatto orientamento al tema. Il fotografo deve per questo porsi la questione prima ancora di scegliere il soggetto e valutare subito come superare questa prima invalicabile difficoltà.

Si tratta di quello che capita quotidianamente a chi lavora su commissione, come i professionisti, ed essere capaci di trovare soluzioni valide, in tempi tra l’altro anche brevissimi, alle esigenze del cliente distingue i valori dei singoli sul mercato. Questo concorso si configura quindi piuttosto come una commissione, con esigenze ben precise all’origine. Certamente si tratta di una prova difficile per chi è invece abituato a scegliere liberamente tempi, modi e soggetti per il proprio piacere personale.
Le fotografie selezionate sono quindi innanzitutto accomunate dall’aver saputo trovare un equilibrio valido tra il tema e il formato obbligato di presentazione.

Il secondo aspetto preso in considerazione è quello del rapporto tra il luogo delle riprese e la scelta dei soggetti. Nella tradizione della fotografia documentaria la soluzione si trova nella presentazione di elementi che siano caratterizzanti di un luogo, ma che nello stesso tempo non si riducano alla sua banalizzazione. Prendere fotografie di aspetti già ben conosciuti nell’immaginario collettivo aggiunge solo “rumore visivo” a cose più che risapute. Un bel tramonto è da sempre e per sempre un bel tramonto. Se non si aggiunge qualcosa di meno visto e conosciuto (perché fotografare può anche essere un atto di conoscenza) o magari più specifico del luogo dove questo tramonto accade, abbiamo aggiunto l’ennesima immagine di qualcosa che si sa benissimo, perdendo invece del tempo per goderselo di persona con tutti i sensi fino in fondo e archiviarlo così nella memoria privata dei nostri ricordi esistenziali migliori. Ovviamente ciascuno è liberissimo di fotografare tutti i tramonti che vuole, anch’io ne conto a centinaia, ma farli vedere ad altri, e per di più in esposizioni pubbliche, è un supplizio che andrebbe risparmiato al prossimo per motivi etici e di solidarietà umana.

Il terzo aspetto è la soluzione formale del soggetto, l’iconografia. Scegliere un soggetto è già una prima indicazione, un orientamento di pensiero importante, ma non basta. Il soggetto è l’esca, l’inizio di un vero e proprio combattimento tra l’umano con la macchina che fabbrica le immagini e il mondo percettivo dei nostri sensi. Ogni soggetto chiede quindi attenzione estrema a come può diventare una volta ridotto in immagine ottica: traccia bidimensionale, quasi sempre ridotta, di qualcosa che aveva una tridimensionalità, un dinamismo e una sinestesia percettiva infinitamente più ricche. Abbiamo in mano una specie di imbuto con un setaccio fine sopra. Quello che passa è pochissimo e concentratissimo. Deve essere il meglio possibile o non avremo niente. La prima cosa da valutare è sempre la luce: orientamento, forza, qualità, colore e infine possibilità della nostra camera di prenderla entro i suoi limiti di funzionamento. Poi c’è la scelta del punto di vista. A volte obbligato, altre meno, in ogni caso dove ci mettiamo è ciò che pensiamo. Non a caso quando si esprime un’opinione su qualcosa si parla di “punto di vista”. Infine ci sono l’inquadratura e i parametri fototecnici fondamentali (tempo, diaframma, messa a fuoco). Tutto questo deve diventare la soluzione, qualcosa di trasparente a chi vedrà la fotografia, ma che sembra talmente necessario da apparire “naturale”.

In chiusura, vorrei sottolineare che questa è la mia squadra a cui chiedo di giocare secondo il mio schema, che è solo uno dei tanti possibili. Sono difatti io l’undicesimo in campo e come tale spero che la prestazione collettiva sia onorevole e raccolga il consenso che penso meriti. In ogni caso, l’importante è sempre dare il meglio di se stessi. E qui è stato fatto.

Indirizzo

Rimini
47923

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Con questa nuova edizione vogliamo concentrarci sulla connotazione urbana morfologica e culturale, dividendo il territorio comunale in tre macro aree: la fascia dell’entroterra con la sua cultura e le sue tradizioni, la fascia della ”città“ con la sua storia e la sua urbanizzazione e la fascia costiera con il suo mare ed il suo turismo.

Citiamo Herb Caen, visionario giornalista americano, quando affermava che “una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni” per riportarvi al passato, al presente ed al futuro della città di Rimini, un territorio poliedrico che ha saputo crescere e svilupparsi adattandosi alle sue diverse forme, funzioni e tradizioni culturali, e perché no, anche ai suoi sogni e alle sue visioni, che l’hanno da sempre contraddistinta, fino all’attuale ed importante rigenerazione urbana.