Pallavicini 22

Pallavicini 22 Spazio espositivo inaugurato il 5 ottobre 2019.

Dal 10 marzo 2022, con la costituzione di CARP Associazione di Promozione Sociale, lo spazio viene concesso agli artisti su invito e viene messa a loro disposizione l’organizzazione già consolidata.

La mostra dedicata ai 12 finalisti del Concorso d’Arte “Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte. I...
13/09/2026

La mostra dedicata ai 12 finalisti del Concorso d’Arte “Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte. Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re?” resterà allestita fino a sabato 19 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17:00 alle 19:00. Ingresso libero.

L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

Nel corso dell’inaugurazione della mostra, a cui ha partecipato anche Paola Babini direttrice dell’ Accademia di Belle Arti · Ravenna, si è proceduto alla proclamazione con cerimonia di premiazione dei vincitori, avvenuta alla presenza di Claudia Agrioli, proprietaria dello spazio espositivo Pallavicini 22 e Presidente di CARP Associazione di Promozione Sociale; Luca Maggio, critico d’arte, curatore e socio onorario di CARP Associazione di Promozione Sociale; Sandra Manara, architetto, già Direttrice dei monumenti di Teodorico il Grande a Ravenna (2017-2025); Roberto Pagnani, artista, curatore dell’Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, curatore artistico dello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery e Vicepresidente di CARP Associazione di Promozione Sociale.

Finalisti sono risultati:

Lorenzo Marabini con l’opera “Tenta tanto, non temere” a cui è stato assegnato il 1° PREMIO consistente in una Tavola originale 24x33, china e pennarelli, da “Il Grande Diabolik - La colpa di Gustavo Garian”, Astorina editore, 2015 di Giuseppe Palumbo (Matera, 1964);
Adriana Zoudine con l’opera “Aurifrisium: il fregio del Mausoleo di Flavius Theodoricus” a cui è stato assegnato il 2° PREMIO consistente in una Stampa giclée a tiratura limitata (3/10), in cartella con certificato di garanzia, formato 31x22, “Pasolini 1964”, Atipico, 2023 dalla copertina dell’omonimo libro edito da Action30, 2020 di Giuseppe Palumbo (Matera, 1964);
Claire Gaffa con l’opera “Genius Loci” a cui è stato assegnato il 3° PREMIO consistente in una Stampa a soffietto, firmata in originale, 30x80 (misura aperta), “Cappelli in aria”, 2025, autoprodotta dall’autore di Giuseppe Palumbo (Matera, 1964).

A Virna Valli, per l’opera “Teod'orico”, è stato assegnato il riconoscimento speciale della giuria.

Altre opere finaliste del Concorso d’Arte, che hanno ricevuto l’attestato del riconoscimento attribuito, sono risultate: Teodorico di Giovanna Amaducci, Quando cade la Luce di Philippa Armstrong, Luce nella notte dei tempi Anna Maria Bagnato, Il Grande di Raffaele Cesari, Il bambino che aveva paura dei fulmini di Gian Paolo Chiodi, Dove il tempo si dissolve di Moreno Diana, Il re che temeva solo il cielo di Erica Stanzani, Galeikon di Barbara Taglioni.

Ph. Domenico Bressan

Lo scorso sabato 12 settembre presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery a Ravenna, si è inaugurata la Mostra...
13/09/2026

Lo scorso sabato 12 settembre presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery a Ravenna, si è inaugurata la Mostra dedicata ai 12 finalisti del Concorso d’Arte "Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte. Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re?” che resterà allestita fino a sabato 19 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17:00 alle 19:00. Ingresso libero.

L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte.Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il r...
08/09/2026

Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte.
Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re?

“Era un monumento funebre per il re? Certo, ma non solo. I grandi blocchi di pietra del Mausoleo di Teodorico sussurrano racconti e leggende. Parlano di un bambino che aveva paura dei fulmini, fu mandato come ostaggio a Bisanzio, poi tornò, diventò un potente sovrano e conquistò l’Italia. Un re ha amici e nemici, sa essere generoso e spietato, ama e tradisce. In questo edificio, ammirato nei secoli da ingegneri e architetti, pittori e poeti, è custodito il suo segreto. Un mistero a metà tra l’umano e il divino, narrato in sedici storie, antiche, future e senza tempo.”

Testo tratto da “16 possibili usi di un mausoleo”
di Giuseppe Palumbo, Coconino 2019

Sabato 12 settembre 2026 alle ore 18:00 presso lo spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22 a Ravenna, si inaugura la Mostra dedicata ai 12 finalisti del Concorso d’Arte “Teodorico, detto Il Grande nel 1500° anniversario della morte. Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re?” con proclamazione e cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso.
L’esposizione, allestita a cura dell’Organizzazione con la supervisione di Sandra Manara, rimarrà allestita fino a sabato 19 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17:00 alle 19:00. Ingresso libero.

L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

La mostra
CARP Associazione di Promozione Sociale ha indetto un Concorso d’Arte con la finalità di celebrare i 1500 anni dalla morte del re degli Ostrogoti, avvenuta a Ravenna il 30 agosto 526 d.C.
Opere finaliste sono risultate: Teodorico di Giovanna Amaducci, Quando cade la Luce di Philippa Armstrong, Luce nella notte dei tempi di Anna Maria Bagnato, Il Grande di Raffaele Cesari, Il bambino che aveva paura dei fulmini di Chiodi Gian Paolo, Dove il tempo si dissolve di Moreno Diana, Genius Loci di Claire Gaffa, Tenta tanto, non temere di Lorenzo Marabini, Il re che temeva solo il cielo di Erica Stanzani, Galeikon di Barbara Taglioni, Teod'orico di Virna Valli, Aurifrisium: il fregio del Mausoleo di Flavius Theodoricus di Adriana Zoudine.

L’evento
Promossa e organizzata da CARP Associazione di Promozione Sociale, Spazio Espositivo Pallavicini 22 Art Gallery, Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, la mostra si avvale del patrocinio di Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Accademia di Belle Arti · Ravenna, di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale e del sostegno di SAGEM srl, Gruppo SAPIR, La BCC ravennate forlivese e imolese, SAMI.
Media Partner: Ravenna Eventi, Porto Ravenna News.

Ultimi giorni per visitare la mostra “16 possibili usi di un mausoleo” la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambie...
08/09/2026

Ultimi giorni per visitare la mostra “16 possibili usi di un mausoleo” la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico.

L'esposizione rimarrà allestita fino a giovedì 10 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17 alle 19. Ingresso libero.

L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

Giuseppe Palumbo (Matera, 1964) pubblica fumetti dal 1986, per riviste come Frigidaire e Cyborg, sulle cui pagine crea R...
30/08/2026

Giuseppe Palumbo (Matera, 1964) pubblica fumetti dal 1986, per riviste come Frigidaire e Cyborg, sulle cui pagine crea Ramarro, il primo supereroe masochista.
Ha disegnato Martin Mystére, Tex e soprattutto Diabolik (Astorina).
Ha creato romanzi (tra cui “Tomka - Il gitano di Guernica”, con Massimo Carlotto, e “Un sogno turco” con Giancarlo De Cataldo, Rizzoli, e “La sola cura”, Oblomov) e saggi grafici (tra cui “L’elmo e la rivolta” con Luciano Curreri, Comma22, e “Pasolini 1964”, “Costellazione Basaglia” e “Carlo Levi 1973”, Action30). Ha collaborato con editori italiani e stranieri tra cui Sergio Bonelli, Rizzoli, Mondadori, Kodansha e Dargaud.
Alcuni suoi libri e i suoi Diabolik sono tradotti in diverse lingue.
Ha vinto numerosi premi in Italia, dallo Yellow Kid al Micheluzzi, fino al Romics d’oro e al Cygne d’Or a Lugano.
È stato a lungo insegnante di illustrazione presso la scuola di alta formazione ISIA di Urbino.

Il fumetto d'autore “16 possibili usi del Mausoleo", opera vincitrice del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”, è la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico.

Sabato 29 agosto, in apertura della settimana teodoriciana, presso lo spazio espositivo Pallavicini 22, si è inaugurata ...
30/08/2026

Sabato 29 agosto, in apertura della settimana teodoriciana, presso lo spazio espositivo Pallavicini 22, si è inaugurata la mostra del fumetto d'autore “16 possibili usi del Mausoleo", opera vincitrice del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico.

Oltre al fumettista Giuseppe Palumbo e alla curatrice Sandra Manara, erano presenti l’assessora Barbara Monti in rappresentanza del Comune di Ravenna, Claudia Agrioli, Luca Maggio e Roberto Pagnani per CARP Associazione di Promozione Sociale.
La presentazione è stata vivacizzata dal firmacopie del fumetto per mano di Palumbo, che ha dedicato ad ogni intervenuto uno speciale disegno, dopo aver illustrato il suo percorso creativo ripercorrendo i bozzetti e gli studi preparatori in mostra.

L'esposizione rimarrà allestita fino a giovedì 10 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17 alle 19. Ingresso libero.

L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

Sabato 29 agosto 2026 alle ore 18:30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini ...
05/08/2026

Sabato 29 agosto 2026 alle ore 18:30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22 a Ravenna, si inaugurerà la mostra “16 possibili usi di un mausoleo” la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico.
L'esposizione rimarrà allestita fino a giovedì 10 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17 alle 19. Ingresso libero.
L'evento rientra nelle "Celebrazioni Teodoriciane 526-2026. RAVENNA NEL SEGNO DI TEODORICO".

La Mostra
Durante la settimana teodoriciana, sabato 29 agosto 2026 alle ore 18:30, presso lo spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna, è programmata la presentazione del fumetto d'autore “16 possibili usi del Mausoleo", vincitore del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico. L’autore esibirà il suo percorso creativo e saranno esposti i bozzetti e gli studi preparatori. Un'occasione unica per conoscere da vicino l'esperienza di un fumettista di fama internazionale che presenterà i suoi testi e firmacopia del fumetto, acquistabile presso i bookshop dei musei nazionali di Ravenna.

L’artista
Giuseppe Palumbo (Matera, 1964) pubblica fumetti dal 1986, per riviste come Frigidaire e Cyborg, sulle cui pagine crea Ramarro, il primo supereroe masochista.
Ha disegnato Martin Mystére, Tex e soprattutto Diabolik (Astorina).
Ha creato romanzi (tra cui “Tomka - Il gitano di Guernica”, con Massimo Carlotto, e “Un sogno turco” con Giancarlo De Cataldo, Rizzoli, e “La sola cura”, Oblomov) e saggi grafici (tra cui “L’elmo e la rivolta” con Luciano Curreri, Comma22, e “Pasolini 1964”, “Costellazione Basaglia” e “Carlo Levi 1973”, Action30). Ha collaborato con editori italiani e stranieri tra cui Sergio Bonelli, Rizzoli, Mondadori, Kodansha e Dargaud.
Alcuni suoi libri e i suoi Diabolik sono tradotti in diverse lingue.
Ha vinto numerosi premi in Italia, dallo Yellow Kid al Micheluzzi, fino al Romics d’oro e al Cygne d’Or a Lugano.
È stato a lungo insegnante di illustrazione presso la scuola di alta formazione ISIA di Urbino.

L’evento
Promossa e organizzata da CARP Associazione di Promozione Sociale, Spazio Espositivo PALLAVICINI 22 Art Gallery, Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, la mostra si avvale del patrocinio di Comune di Ravenna, Accademia di Belle Arti · Ravenna, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale e del sostegno di SAGEM srl, Gruppo SAPIR, La BCC ravennate forlivese e imolese.
Media Partner: Ravenna Eventi, Porto Ravenna News.

Vi aspettiamo presso Pallavicini 22 dove è allestita la personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura d...
14/07/2026

Vi aspettiamo presso Pallavicini 22 dove è allestita la personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura di Sebastiano Bacchi, con testi a catalogo di Andrea Vitali e Sebastiano Bacchi.

L'esposizione rimarrà allestita fino al 25 luglio e sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle 20:30 alle 22:30. Ingresso libero.

Durante il tempo di esposizione della mostra sono altresì programmati due incontri a ingresso libero:

il 17 luglio alle ore 21:00 una conferenza di Andrea Vitali “I TAROCCHI. La verità negli scritti del tempo.”

il 22 luglio alle ore 21:00 una conversazione su “Il simbolismo del colore nei tarocchi” con Sebastiano Bacchi e Onorio Bravi.

Il finissage è programmato per sabato 25 luglio dalle 20.30 alle 22.30.

Ph. Domenico Bressan

La personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura di Sebastiano Bacchi, con testi a catalogo di Andrea V...
14/07/2026

La personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura di Sebastiano Bacchi, con testi a catalogo di Andrea Vitali e Sebastiano Bacchi, rimarrà allestita fino al 25 luglio e sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle 20:30 alle 22:30.

Il 22 luglio alle ore 21:00 è programmata una conversazione su “Il simbolismo del colore nei tarocchi” con Sebastiano Bacchi e Onorio Bravi. Ingresso libero.

* * * * *
Undici domande a Onorio Bravi sulla serie dei tarocchi dipinti
Di Sebastiano Bacchi

12 – Come è nata la tua passione per i tarocchi?

La curiosità sui tarocchi nasce in me da adolescente, Mia zia Lidia leggeva le carte e questa attività mi ha subito affascinato.
Da sempre ho pensato di realizzare un progetto artistico dedicato ai tarocchi. Poi ad un certo momento della vita grazie a Marisa Zattini (artista, critica d’arte e scrittrice) ho avuto l’opportunità di approfondire il tema dell’esoterismo. Molto devo alla frequentazione di corsi specifici sugli arcani maggiori, tenuti da un grande studioso di simboli e di iconologia del Medioevo e del Rinascimento: Andrea Vitali (storico, regista, musicologo e direttore artistico).

13 – Il tuo arcano preferito, e perché?

Il mio arcano preferito è “VII - Il Carro”. Rappresenta la fedeltà e l’equilibrio, ma soprattutto il movimento per raggiungere gli obiettivi dei nostri progetti.

14 – Un arcano che ti affascina di più, e perché?

L’arcano che mi affascina di più è “XVII - La Stella”, perché esprime la speranza nel destino, l’armonia nel mondo, la nascita e la rinascita.
Ne sono attratto e incantato sia per la completezza armonica della carta sia dal punto di vista delle forme. Sono affascinato dal paesaggio che unisce la terra al cielo, dalla figura femminile mentre è intenta ad unire l’acqua con la terra e dall’immensità del cosmo.

15 - Leggi i tarocchi?

Sì. Per me la lettura dei tarocchi è un momento magico. Un viaggio, un gioco, un’esperienza condivisa con persone che mi rivelano il loro mondo interiore, con i loro dubbi e le loro speranze, e che chiedono un consiglio su come risolvere i loro problemi o realizzare i loro sogni.

16 - Quale è il tuo mazzo di tarocchi preferito, e perché?

I tarocchi di Marsiglia. Presumo che sia stato il primo mazzo capitatomi nelle mani, poi il mio progetto artistico si è sviluppato prendendo spunto proprio dai tarocchi di Marsiglia.

17 - Ti vorrei chiedere di raccontarmi tre dipinti della tua mostra. In particolare, mi puoi descrivere l’arcano numero 0, Il F***e?

È la carta più libera dalle convenzioni e che ti porta ad affrontare le situazioni con leggerezza, ad agire fuori dagli schemi e dalle regole.
Non preoccuparsi delle cose importanti, lasciarsi guidare dall’istinto, assumere atteggiamenti burloni e soprattutto amare l’ironia.
Il simbolismo principale legato alla lettura è l’assenza, la mancanza, e quindi il vuoto. Rappresenta anche l’imprevedibilità, la volubilità (il cambiamento d’umore) l’irrazionalità, il continuo spostamento, il caos. Ma anche l’ingenuità, l’animalità e l’estasi.
L’opera rappresenta l’inizio del cammino. Il viaggio della vita o il percorso di un nuovo progetto.
I colori utilizzati sono le terre, gli acrilici, le polveri di oro e rame. Le tinte sono giocate sul contrasto dell’arancione con il ceruleo che è il suo colore complementare.

18 - Mi puoi descrivere l’arcano numero I, Il Mago?

Esprime un movimento verso una direzione di una meta di poco valore, a volte un po' esibizionista.
Può anche indicare un modo di agire per ottenere dei risultati o abbindolare il prossimo attraverso sotterfugi.
Il simbolismo è il movimento ed il tempo che scorre velocemente. L’inizio di una attività o di un percorso. Il lavoro, ma anche l’inganno e la rovina.
L’opera rappresenta la volontà di agire anche di nascosto e la creatività con l’illusione di poter indicare una via alternativa.
I colori utilizzati sono le terre e gli acrilici e vanno dallo sfondo dorato ai violacei del tavolo e degli elementi floreali; dalle tonalità rossastre delle vesti al verde della spada e dal celeste della bacchetta magica al giallo del vaso.

19 - Infine, mi puoi descrivere l’arcano numero XXI, Il Mondo?

È una delle carte più luminose degli arcani maggiori, infonde successo e grande armonia con sé stessi e con la vita. Un simbolo del lavoro svolto e della maturità raggiunta. Il piacere di godersi i risultati e prepararsi per un nuovo inizio.
Il mondo rappresenta effettivamente il nostro mondo, la nostra vita con la famiglia, gli affetti, le amicizie, la casa, il lavoro e le nostre abitudini.
L’opera descrive la nascita e la prosperità attraverso il simbolo della forma dell’uovo e della donna nuda avvolta da uno scialle.
I colori utilizzati sono le terre, gli acrilici, le polveri di oro e rame. Il contorno blu e violaceo in memoria dell’universo. La forma che racchiude la figura femminile nell’ovale con colori terrosi a testimonianza della terra, come ad individuare un punto nell’universo.

20 – Mi puoi parlare delle quattro serie di opere sui tarocchi?

Negli anni Duemila, parlando con l’Architetto Marisa Zattini e con il Professor Andrea Vitali, abbiamo pensato ad un progetto sui tarocchi, realizzato con più tecniche. Ho iniziato le prime opere verso il 2010, e ho terminato le serie nel 2015. Marisa ha seguito la critica, la curatela e l’editoria. Andrea mi ha aiutato e consigliato per la parte del simbolismo e dell’iconografia.
Le tecniche sviluppate sono state la xilografia, poi le acqueforti su lastra di zinco, in seguito la pittura su tela e infine il graffito su pannello.
Tutte le opere hanno la forma del doppio quadrato. Inoltre è stato pubblicato un mazzo di tarocchi a partire dai dipinti, con una introduzione di Andrea Vitali.

21 – Quali dei tuoi mazzi sono i più adatti alla divinazione?

I dipinti, con i loro colori sono la serie più adatta alla divinazione. Sono i più profondi e i più complessi. Con il colore si descrivono, con tante sfumature, la varietà dei significati dei tarocchi. Potrebbero rappresentare dei sogni o delle visioni, e quindi sono indicati per la divinazione.

22 – L’utilizzo delle cromie e dei relativi contrasti nei tuoi lavori è una delle tue caratteristiche. I tratti sono molto forti, presenti e marcati. Come scegli i colori nelle tue opere, e in particolare nei tarocchi?

Nelle mie opere inizio generalmente stendendo i colori primari, ossia il rosso, il giallo e il blu.
Nei tarocchi mi sono concentrato molto anche sull’estetica, selezionando i colori in modo istintivo, ma inevitabilmente le scelte, seppure in maniera inconscia sono state anche sui simboli che tali colori rappresentano.

Ph. Domenico Bressan

La personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura di Sebastiano Bacchi, con testi a catalogo di Andrea V...
14/07/2026

La personale di Onorio Bravi "22 come gli Arcani Maggiori" a cura di Sebastiano Bacchi, con testi a catalogo di Andrea Vitali e Sebastiano Bacchi, rimarrà allestita fino al 25 luglio e sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle 20:30 alle 22:30.

Il 22 luglio alle ore 21:00 è programmata una conversazione su “Il simbolismo del colore nei tarocchi” con Sebastiano Bacchi e Onorio Bravi. Ingresso libero.

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Undici domande a Onorio Bravi sulla sua arte
Testo a catalogo di Sebastiano Bacchi

01 – Come ti sei avvicinato alla carriera di artista?

All’età di undici anni, nel 1966, dopo l’esame di quinta elementare, trascorsi l’estate a Bologna, ospite di mia zia Lidia. La sorella di mia madre amava il mondo esoterico e leggeva le carte dei tarocchi a conoscenti ed amici. Ricordo che mi regalò un kit per lo sviluppo manuale di fotografia che mi interessò e mi coinvolse tantissimo. Al rientro, dopo il soggiorno bolognese, vicino la mia abitazione a San Zaccaria in località Erbosa (a Ravenna), ebbi l’occasione ed il piacere di assistere alla realizzazione di un graffito di grandi dimensioni sulla facciata della casa di Renato Sintoni. Era un’opera realizzata dalla pittrice forlivese Irene Ugolini Zoli. Sicuramente questi eventi hanno suscitato in me stimoli, interessi e curiosità verso l’Arte del fare.

02 – Quale è stata la tua formazione di artista? Quale è stato il tuo percorso di studi?

Mia madre Maria, ha sempre sostenuto con orgoglio che, sin da bambino, ero appassionato al disegno ed ero attirato ed incantato dai colori. Dal punto di vista scolastico, inizialmente ho affrontato un indirizzo tecnico, poi ho completato gli studi regolari all’Accademia di Belle Arti nei primi anni Novanta. Per una decina d’anni (da fine anni Settanta fino agli anni Ottanta) ho condiviso un percorso lavorativo con l’artista Giovanni Strada con il quale ho approfondito varie tecniche artistiche. In seguito ho frequentato corsi d’incisione a Forlì, tenuti dall’incisore Guerriero Cortini; corsi di pittura e graffito tenuti da Irene Ugolini Zoli, pittrice forlivese e grande amica della mia maestra elementare Ines Perlini (anch’essa pittrice). Infine mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Ricordo con piacere alcuni docenti con i quali ho stretto legami di amicizia: Claudio Spadoni, Matteo Accarino, Giorgio Alberto Cassani, Vittorio D’augusta e Radu Dragumirescu.

03 – Quale è la tua metodologia di lavoro? Come avviene il tuo processo creativo?

Il mio processo creativo è lungo e meditato. Nel tempo molti lavori vengono ripresi e completati. Le opere vengono ripensate, aggiornate, modificate in tempi successivi. Nei miei Cicli di lavoro oltre alla riflessione e alla meditazione, la memoria diventa un’assoluta protagonista. Parto sempre da disegni, schizzi preparatori che sono realizzati senza un progetto preliminare, seguendo il mio istinto immaginario, ricerco e recupero dentro di me immagini che mi sono rimaste impresse da tempi immemori.
La mia produzione artistica avviene per tematiche. Mi piace indagare e sviluppare le varie tecniche che affronto: il disegno, l’incisione, la pittura, la scultura, il mosaico. In questi ultimi anni, mi sono concentrato sulla pittura e sulla xilografia. Il mondo arcaico e primitivo mi appassiona da sempre. Tutto quello che c’è stato prima di noi, credo che inconsciamente si imprima nella nostra memoria per poi accompagnarci nel nostro viaggio artistico e di vita. Mi emoziono e mi stupisco per elementi naturali ed immaginari, come un cielo, un’architettura, un incontro, un paesaggio.

04 – Quali sono le tue principali fonti di ispirazione? Sono cambiate nel tempo?

Le mie fonti di ispirazione sono i luoghi fantastici, frutto del mio immaginario, del mio indagare nel passato e nel futuro. Credo che il sogno sia una componente fondamentale delle mie opere. Sono altresì certo che il mistero della vita ci porti a credere ed elementi superiori ed ancestrali, in un mondo soprasensibile Cosa ci attende non possiamo saperlo, ma di sicuro ipotizzarlo è sognare. Questa tensione mi accompagna e si riflette sempre nelle mie realizzazioni.

05 – Cosa rappresentano le tue figure o apparizioni?

Le sagome, le figure che ambientano i miei paesaggi immaginari sembrano attendere, aspettare elementi e situazioni tali da consentirci una vita migliore, la speranza di intravvedere un domani in grado di rispondere alle esigenze delle persone.

06 – Lavori molto sui simboli e sugli archetipi, in particolare i sogni, i tarocchi e i colori sono soggetti ricorrenti. Nel vasto mondo onirico, quali altre tematiche ti interessano maggiormente?

Lavoro molto sui Simboli perché il simbolo non si limita a rappresentare, ma evoca una realtà diversa dal reale.
Gli archetipi sono dei modelli universali primordiali che sono presenti in tutte le epoche; sono come delle immagini radicate nell’inconscio collettivo ereditate alla nascita.
Il Graffio mi appartiene. In esso ritrovo la risposta al bisogno di penetrare le forme rappresentate, mentre nella pittura amo accarezzare il supporto con i forti cromatismi del colore. Il segno, il graffio che incide la lastra è come la linea del graffito. È il richiamo ad una impronta antica, è una traccia evidente nel racconto dell’immaginario che emerge dalla trama.

07 – Oltre al disegno, all’incisione e alla pittura, quali altre tecniche e forme artistiche utilizzi?

Il disegno mi permette di strutturare l’opera. Il colore mi trasmette tanta gioia. Il mosaico, che ritengo una delle tecniche più complete, mi impone riflessione e meditazione. La xilografia è il Togliere, lo scavare con le sgorbie e si avvicina alla scultura; la fotografia consente di catturare il momento, l’attimo. La scultura, il movimento e l’espressione.
Nel mio percorso artistico ho avuto modo di approfondire diverse tecniche: disegno e pittura dal vero, la fotografia, la scenografia, il mosaico, la scultura. Una delle tecniche che ad oggi non ho approfondito è la ceramica, ma penso che mi piacerebbe sperimentarla al più presto.
Mi piace ricordare un’esperienza tecnico-artistica nell’ambito della scenografia. Dalla fine degli anni Ottanta ho collaborato con il gruppo dei “Carristi di Massa Forese” nell’allestimento di carri allegorici. Curavo i progetti e le scenografie. Una bella fucina, una stimolante avventura ricca sia per i rapporti umani che per le suggestioni immaginative. Un’esperienza che sicuramente mi ha aiutato nella crescita artistica. Ho imparato a non improvvisare mai, ad avere una disciplina progettuale. Le mie opere nascono e si sviluppano sempre seguendo un progetto ben preciso. L’idea si fa disegno, anche se poi quando dipingo o incido, talvolta mi lascio trasportare come che ci fosse qualcuno che mi guida a mia insaputa.
Mi piace lavorare per fasi. Sviluppo le mie riflessioni e quella narrazione visionaria tipica delle mie tematiche, usando svariate tecniche.

08 – Come è cambiata nel tempo la tua arte?

Sicuramente la mia pittura degli anni Settanta e Ottanta era concentrata sulla ricerca realistica (osservazione analitica, soggetti comuni, oggettività), sullo studio della struttura (costruzione dei volumi, prospettiva e proporzioni) e della tecnica (rilievo e chiaroscuro). Una indagine compositiva attraverso l’esame e la valutazione della natura e del vero. Poi l’osservazione e le analisi della tonalità cromatiche e dei relativi accostamenti mi hanno accompagnato per tutti gli anni Novanta. Le ho vissute anche in modo esasperato attraverso sfumature, ombre, declinazioni e gradazioni terrose, nebbiose e soprattutto notturne. In quel tempo, mi ero fatto sedurre e conquistare da quel clima del paesaggio che diviene un sentire interiore. Da quelle atmosfere nebbiose mi sono in seguito liberato grazie al ricordo dell’esperienza vissuta in Algeria, che fu breve ma intensa, e anche grazie al ricordo dei luoghi della mia infanzia, e il paesaggio indimenticabile della mia casa natia (Razòl) ubicata tra Portico di Romagna e San Benedetto di Forlì. Il periodo delle vedute (ambienti e scene) e dei soggetti onirici, fantastici e immaginifici iniziò proprio negli anni Novanta.

09 - Cosa caratterizza la tua produzione artistica? Esiste un elemento comune che collega i tuoi lavori?

Penso che ciò che caratterizza la mia produzione artistica sia la mia cifra stilistica. Dal segno, al disegno, dalla pittura, e all’incisione. Amo lo sviluppo dei temi affrontati sempre per cicli che includono varie tecniche, ma sempre riconducibili al mio segno.
Credo che l’artista debba sempre essere limpido, vero ed autentico, Deve guardare nella profondità di sé stesso, ricercare la propria identità specchiandosi nella diversità dell’altro. Il viaggio che conduce oltre e lontano, inizia sempre dentro di noi.

10 - Progetti futuri?

Attualmente sto lavorando al ciclo “Razòl” che è una riflessione e un ricordo del paesaggio della mia infanzia. Poi, vorrei continuare con la mia ricerca artistica, proporre sempre esposizioni ed installazioni mai assolutamente “Già fatte” o “ripetitive” e, cosa non facile, cercare di aggiungere nuovi piccoli tasselli all’arte da tramandare ai posteri.

11 - Un sogno o un desiderio da realizzare?

Un mio sogno è quello di andare avanti sempre con atteggiamento “positivo” (e costruttivo). Penso che i pittori, i poeti, i musicisti, gli intellettuali in genere, possano contribuire con il proprio lavoro e la propria creatività al miglioramento della società. Ritengo che gli artisti siano il sale indispensabile della terra. Monsignor Pietro Sambi ha definito l’Arte come “l’ottavo sacramento”. Vasilij Kandinskij sosteneva che l’Arte fosse un “risarcimento spirituale” per l’uomo.

Ph. Domenico Bressan

Indirizzo

Viale Pallavicini 22
Ravenna
48122

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