Giro d'Arte per la Romagna

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Per chi è appassionato di arte, e della Romagna, una pagina da tenere d'occhio per scoprire, apprendere ed approfondire la produzione gli artisti e la produzione artistica custodita in questa affascinante area che è la Romagna

La cupola dello scalone di Palazzo Gaddi a Forlì, raffigurante Zefiro e FloraStupendo esempio di tardo barocco bolognese...
18/01/2025

La cupola dello scalone di Palazzo Gaddi a Forlì, raffigurante Zefiro e Flora
Stupendo esempio di tardo barocco bolognese.
L'affresco, assieme alla statua dell'Abbondanza del Mazza, era un'allusione ed un augurio di prosperità per la famiglia Gaddi

Il mausoleo di Galla Placidia (prima metà del V sec. d.C.) per gli studenti è il mosaico del Buon Pastore, per i turisti...
17/11/2024

Il mausoleo di Galla Placidia (prima metà del V sec. d.C.) per gli studenti è il mosaico del Buon Pastore, per i turisti le due colombe che si fronteggiano ad una fontana.
Per me è questa decorazione a mosaico della volta a botte del braccio d'ingresso, con questo motivo su di un intenso fondo blu oltremarino che potrebbe ricordare un cielo stellato, ma che a ben vedere è decorato con motivi floreali entro clipei che si ripete a coprire tutta la superficie. Una sorta di primo pattern, ma più che per un'ipotetica carta da parati, per una stoffa. E non a caso, questo sì molto interessante, è un motivo che in epoca tardo antica veniva utilizzato nella decorazione degli abiti.
E' il caso di dirlo, un mosaico che "veste" una parete.
(Foto dell'autore)

La civiltà contadina è anche arte applicata. Alcune immagini scattate all'Ecomuseo di Villanova di Bagnacavallo che most...
10/11/2024

La civiltà contadina è anche arte applicata. Alcune immagini scattate all'Ecomuseo di Villanova di Bagnacavallo che mostrano come le erbe erano usate anche a scopo di abbigliamento,tanto che gli artigiani della zona ricevettero un invito a Partecipare all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.
(Foto dell'autore)

Si si, lo so cosa state pensando: primo che Halloween è già passato, secondo che questa opera non si trova in Romagna.Su...
02/11/2024

Si si, lo so cosa state pensando: primo che Halloween è già passato, secondo che questa opera non si trova in Romagna.
Sul primo punto mi tocca darvi ragione, sul secondo precisare che non lo è stabilmente.
Sì perché questo capolavoro della produzione di Goya sarà ammirabile fino al 12 gennaio al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo nell'ambito della mostra "La Rivoluzione del segno. La grafica delle avanguardie da Manet a Picasso".
L'incisione, che fa parte delle 80 stampe del ciclo "I capricci", è un monito spiegato dallo stesso Goya: "Quando gli uomini non ascoltano il grido della ragione, tutto muta in visione".
(Foto dell'autore)

Penso sia cosa nota che Klimt soggiornò per ben due volte a Ravenna nel 1903. Fu una tappa importante per la sua pittura...
27/10/2024

Penso sia cosa nota che Klimt soggiornò per ben due volte a Ravenna nel 1903. Fu una tappa importante per la sua pittura, perché proprio il contatto con i mosaici ravennati face maturare in lui quello che è il suo periodo più conosciuto, nel quale realizzò capolavori come il celebre Bacio. Sarebbe bello possedere in Romagna un quadro del periodo Oro di Klimt, come a suggellare questa ispirazione nata proprio nelle nostre terre. E no, purtroppo non lo abbiamo.
Ci possiamo però consolare con questo disegno di mano del maestro viennese conservato nella Pinacoteca di Ravenna.
(Foto dell'autore)

Alessandra Gellini, Tintinnabulum, installazione in materiali misti.Se ci si riflette bene, la campana è un oggetto stra...
19/10/2024

Alessandra Gellini, Tintinnabulum, installazione in materiali misti.
Se ci si riflette bene, la campana è un oggetto straordinariamente polisemico: la ricettività (la sua forma ricorda un vaso rovesciato), la musica (spesso associata a quella divina, quindi con una forte risonanza interiore), ma anche le proprie radici (il termine campanilismo non è nato a caso), il proprio modo di pensare (non è sempre meglio sentire due campane? Due campane difficilmente emettono lo stesso suono), l'arte (nella sua doppia accezione estetica e tecnica), l'atto creativo (l'involucro che accoglierà la fusione è in creta, per diverse culture la stessa materia con cui è stato plasmato il primo uomo).
L'opera è esposta fino al 26 ottobre alla collettiva "Per la natura errando fra remoti pensieri"
(Foto dell'autore)

Nell'ultimo periodo della sua vita Donatello sembra rinnegare la visione alla base del suo lavoro precedente, virando ve...
13/10/2024

Nell'ultimo periodo della sua vita Donatello sembra rinnegare la visione alla base del suo lavoro precedente, virando verso una resa del modellato umano molto espressivo, come se avesse elaborato una visione pessimistica della vita, nella quale è solo un'illusione che la razionalità possa guidare l'uomo a traguardi superiori, a separarlo in maniera netta dagli altri esseri viventi. Non c'è quindi altro modo per raggiungere questa elevazione che la mortificazione dell'uomo in quanto carne, per esaltarne la dimensione dello spirito.
L'opera più celebre di questo periodo è la Maddalena ora al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, ma nella Pinacoteca di Faenza è presente questa scultura che viene ritenuta del maestro fiorentino, ed in effetti manifesta appieno i caratteri dell'ultimo Donatello.
Sempre in Romagna esisteva un'altra sua opera, purtroppo andata perduta, il busto del Signore di Forlì Cecco III Ordelaffi.
(Foto dell'autore)

Nella chiesa di Santa Maria in Porto, tra la navata destra e quella centrale, è possibile ammirare questo manufatto molt...
05/10/2024

Nella chiesa di Santa Maria in Porto, tra la navata destra e quella centrale, è possibile ammirare questo manufatto molto particolare. Si tratta di un vaso in porfido. Già questo suscita curiosità: il porfido, pietra proveniente dall'Egitto, per la sua durezza è di difficile lavorazione, al punto che in epoca romana, anche per via del suo colore porpora, era un materiale riservato alla rappresentazione del potere imperiale, tant'è che l'opera più famosa che si conserva in porfido è il gruppo dei Tetrarchi a Venezia.
Con l'avvento del cristianesimo la porpora diviene il colore dell'imperialità non solo terrena, anche celeste, e viene accostato alla persona di Cristo, spesso rappresentato con un elemento degli indumenti di questo colore. E forse è stato questo collegamento a far nascere la tradizione che questa anfora in porfido non sia un recipiente qualsiasi ma uno di quelli nei quali si trovava l'acqua che Gesù trasformò in vino alle nozze di Cana.
Non sappiamo per quale funzione sia stato scolpito, ma dagli studiosi viene ritenuto di fattura orientale, forse portato a Ravenna durante una crociata, realizzato all'incirca nel IV secolo.

(Foto dell'autore)

Pannello tratto dal Polittico della Beata Umiltà, opera di Pietro Lorenzetti, 1341 circa, conservato agli Uffizi.So che ...
27/09/2024

Pannello tratto dal Polittico della Beata Umiltà, opera di Pietro Lorenzetti, 1341 circa, conservato agli Uffizi.
So che non è un'opera conservata nella nostra bella Romagna, ma lo è stata tra novembre dello scorso anno e maggio di questa, in esposizione alla Pinacoteca di Faenza.
E' però legata a questa terra, dalla santa, Faentina d'origine, dagli episodi della sua vita che qui si svolsero. E tra questi, l'attraversamento senza ba****si del fiume Lamone. E riguardando proprio questo pannello non si può fare a meno di pensare ai tristi eventi degli ultimi due anni che hanno avuto al centro della tragedia proprio il Lamone.
Per il resto l'opera mostra in maniera chiara le qualità della scuola senese fiorita sulla scia del dettato giottesco, di come abbia saputo fare proprie le novità della pittura plastica del fiorentino, mantenendo però alto l'interesse per l'eleganza nel disegnare ed ornare le figure, inserendole in ambienti e vestendole con abiti presi dalla vita quotidiana del Trecento.

Foto dell'autore

In settimana si è tenuta la presentazione del restauro del crocifisso ligneo presente nella Cattedrale di Forlì.Per chi ...
20/09/2024

In settimana si è tenuta la presentazione del restauro del crocifisso ligneo presente nella Cattedrale di Forlì.
Per chi non fose pratico di arte medievale potrebbe sembrare poco battuta la rappresentazione di Gesù in croce non sofferente e con una corona sulla testa.
Questa iconografia, comunemente detta Cristo Trionfante, vuole mettere in evidenza la natura divina del figlio di Dio, che crocifisso non sembra patire le sofferenze del supplizio ma anzi già indicare la sua successiva salita al Cielo quando siederà alla destra del Padre (da qui la corona sulla testa). La regalità di Gesù è indicata anche dal panneggio che ricopre le parti intime, di color porpora, il colore della regalità (erano gli imperatori romani ad indossarla, e Ravenna ci mostra bene questa particolarità).
L'iconografia del Cristo Trionfante era molto diffusa in epoca altomedievale e sarà sostituita dal Cristo Sofferente solo in seguito all'affermarsi delle tendenze pauperistiche in seno alla religiosità popolare, prima tra tutte il Francescanesimo.
Quanto al Crocifisso ligneo di Forlì, ignota ci è la data di realizzazione, che a seconda degli storici dell'arte che l'hanno studiata oscilla tra l'XI ed il XII secolo, così come ignoto ci è l'autore, anche se dalla resa volumetrica semplificata delle masse anatomiche tutto ci porta in direzione di un artista romanico.
Altra particolarità dell'opera, l'iscrizione nel cartiglio INRI, riprodotta due volte, in alto in alfabeto latino, in basso greco.

(foto, scusate la bassa risoluzione, dell'autore)

Indirizzo

Ravenna
48121

Sito Web

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