01/09/2026
SETTEMBRE, IL MESE DELLA RIPARTENZA
Settembre è il nono mese dell’anno, ma porta nel nome un piccolo imbroglio vecchio di duemila anni: septem, sette, perché nel calendario romano più antico era il settimo mese, quando l’anno cominciava a marzo.
Ogni nome custodisce qualcosa del mondo che lo ha inventato, anche quando quel mondo non esiste più. Settembre ne è una prova magnifica. Fu chiamato Germanicus da Domiziano, Amazonius da Commodo, Vendemmiaio dai rivoluzionari francesi. Imperatori e rivoluzioni provarono a mettergli addosso il proprio nome, ma alla fine sono passati loro ed è rimasto Settembre, come se il calendario avesse più memoria degli uomini.
Oggi è il nono mese e anche questo numero sembra fatto apposta per lui. Nove sono, per convenzione, i mesi della gravidanza, il tempo necessario perché qualcosa che prima non c’era venga al mondo. Settembre potrebbe allora essere il mese della nascita o, meglio ancora, della rinascita: arriviamo dopo l’estate convinti di essere quelli di giugno e invece qualcosa, nel frattempo, è inevitabilmente cambiato.
È un mese sospeso, ancora estate ma con l’autunno che comincia a bussare, il sole che insiste e le giornate che si accorciano, la vendemmia e le prime foglie che cadono.
Da settembre sono nate persino parole ormai quasi dimenticate: settembreccia, settembresca, settembria, cocci di un vocabolario antico.
Ma settembre possiede anche una memoria meno gentile.
Ci furono le settembrate del 1792, quando durante la Rivoluzione francese migliaia di prigionieri furono massacrati a Parigi e in altre città. Molto più tardi arrivò Settembre Nero, nome legato alla sanguinosa crisi giordana del 1970 e poi all’organizzazione palestinese che ne prese il nome.
Persino nella nostra assai più innocente memoria scolastica settembre era una resa dei conti: rimandato a settembre.
Tre parole capaci di rovinare un’estate.
Eppure settembre è diventato quasi il nostro vero Capodanno.
Gennaio arriva quando siamo stanchi, abbiamo mangiato troppo e promettiamo cose alle quali spesso non crediamo neppure noi. Settembre invece rimette realmente in moto il mondo: riaprono le scuole, riprendono pienamente uffici e attività, tornano gli impegni lasciati prudentemente a «dopo l’estate».
Anche se dalle nostre parti parlare di fine dell’estate a settembre richiede ormai una certa fantasia meteorologica.
Gli psicologi parlano di Fresh Start Effect, la tendenza a considerare alcune date come confini mentali capaci di separare il “noi di prima” dal “noi che ricomincia”.
Primo gennaio, compleanni, lunedì e, inevitabilmente, settembre.
Abbiamo bisogno di questi confini perché il tempo vero se ne infischia. Non conosce mesi, settimane o Capodanni. Siamo stati noi a dividerlo in caselle per avere l’impressione di poter chiudere una porta e aprirne un’altra.
Nelle campagne siciliane questa ripartenza aveva un significato assai più concreto:
“Austu cucina e Sittembri mminestra.”
Agosto prepara, settembre serve.
E forse dentro questo proverbio c’è già tutto: ciò che viene raccolto oggi è stato preparato ieri.
La natura, del resto, non ricomincia veramente. Continua. Siamo noi ad avere bisogno di vedere un principio dove esiste soltanto continuità.
Settembre sta con un piede nell’estate e uno nell’autunno, raccoglie quello che è maturato e prepara ciò che deve ancora ve**re. È il nono mese, quello che simbolicamente conclude una gestazione e ci concede una possibilità alla quale continuiamo ostinatamente a credere:
rinascere senza dover nascere di nuovo
Buon settembre e bona ripartenza a tutti.
Salutamu.
Fonti:
Accademia della Crusca, Derivati dei nomi dei mesi (Settembre).
Treccani, Settembre – significato ed etimologia.