16/01/2020
Don Dario Flori nacque il 6 agosto 1869 in via Fiume a Quarrata e come altri ormai scrissero, scegliere lo pseudonimo di “Sbarra” per sintetizzare il suo carattere e la sua attività: “Mi spezzo ma non mi piego”, perché non era disposto a rinunciare ai propri principi e a veder compromesse le proprie idee. Morì a Firenze nel giorno di Pasqua il 16 aprile 1933.
Alla base della sua intera esistenza e delle sue opere stanno i principi di verità, giustizia, libertà, democrazia, che scaturiscono da una fede autentica nel Vangelo, nei valori cristiani, e anche universalmente laici. Animato da questi valori, dedicò la sua vita all’elevazione culturale del popolo, facilmente influenzabile e spesso superficiale in quanto a profondità di informazione e capacità di giudizio.
Agli inizi del 1900 per la popolazione urbana e rurale del circondario pistoiese i tempi erano molto difficili; la miseria bussava alle porte, i contadini analfabeti erano in cerca di giustizia e fu Don Flori “Sbarra”, assertore dei diritti degli ultimi, geniale organizzatore, precursore del canto popolare, che spinse alle giuste rivendicazioni, la gente di quel tempo.
Da qui tutto un fiorire di iniziative: riviste, volantini, foglietti, vignette, musica, canzoni, drammatizzazioni e tutti i mezzi che con un linguaggio chiaro e coinvolgente, potevano avvicinarlo più direttamente alla gente. Ebbe una straordinaria creatività e un attivismo infaticabile, a costo di grandi sacrifici, convinto che la vita deve essere spesa per il bene degli altri. Questo suo amore per il prossimo, specie verso i più poveri, ignoranti, deboli e bisognosi, lo portò anche a occuparsi in modo incisivo (basti pensare all’organizzazione vastissima delle trecciaiole di cui organizzò, a cavallo fra la fine dell’800 e i primi del ‘900, ben tre scioperi) delle questioni sociali e politiche più rilevanti del momento, partecipando direttamente alle questioni pubbliche più importanti di quei tempi.
Per la stima che ebbe da Montini (Paolo VI), Gemelli, Toniolo, Giordani e da eminenti personalità italiane del tempo, Don Dario Flori “Sbarra” è da considerarsi il concittadino più importante, autorevole e famoso che abbia avuto Quarrata nel secolo scorso, che ha assunto un’importanza a livello nazionale per tutto quello che ha fatto e per l’originalità e l’efficacia del suo pensiero.