01/01/2024
Da circa un decennio faccio parte di gruppi di volontari (, , etc) che allenano collaborativamente l'intelligenza artificiale a riconoscere automaticamente l'uso del suolo, a partire da ogni singolo pixel, sulle immagini satellitari. Mentre diradavo questa partecipazione (per non aiutare troppo la macchina ad estromettermi dal mondo del lavoro :-D, :-D, ), l'I.A. ha assunto sempre più un aspetto meno pacifico e a suo modo inquietante; Guidata dall'uomo, essa è in grado di osservare e apprendere le forme antropiche e naturali nei più svariati campi, dall' alle , dagli agli , e fornire insight [!] sull'ubicazione di quanto ricercato dall'uomo stesso. L'articolo che citavo ieri [https://www.linkiesta.it/2023/12/open-ai-chatgpt-new-york-times-copyright/], pur trattando le forme di I.A. che redigerebbero (creerebbero) articoli originali derivati da testi sottoposti a copyright, mi ha fatto intuire che la creatività dell'uomo così come l'abbiamo definita finora è destinata a scomparire. Ad esempio - se per le che svolgo metto in pratica l'esperienza accumulata nella gestione di centinaia e centinaia di modelli stereoscopici con aerofoto proprietarie e l'apprendimento su molte decine di testi tecnici sottoposti a copyright e “alleno” I.A. a riconoscere particolari basati su determinati pattern, rugosità, variazioni radiometriche etc, a me ormai immediatamente note (es.: scheda di sulla più economica delle mie [https://g.co/kgs/5ChxJA7]) - quanto della previsione che mi suggerisce I.A. continuerò a reputare derivante da calcoli probabilistici e quanto potrà essere definita creatività (che non la definisco tale solo perché mi è mancata l'intuizione [!] che ha portato alla previsione stessa)? Buon anno 2024.