24/08/2026
Dal testo critico di Carmelo Cipriani per la mostra BELVEDERE di Carlo Garzia:
"Per Garzia fotografare è innanzitutto un’azione teorica, come nel titolo di una celebre opera di Gina Pane del 1977, che non a caso figura sulla sua pagina facebook, in un post iconico, ma che sa di dichiarazione d’intenti. D’altronde è noto l’utilizzo impegnato che Garzia fa del social network. Utente attivissimo, giorno per giorno, anzi ora per ora, organizza il suo profilo come un podcast, pubblicando quotidianamente decine di immagini tra opere d’arte e fotografie, spesso afferenti un unico tema, scelto tra i più disparati: gli Stati Uniti, il calcio (in coincidenza con la finale dei mondiali), la scultura moderna, le forme della Natura, la sua amata Parigi. Nel farlo si lascia andare ai ricordi e alle riflessioni - artistiche, cinematografiche, musicali, esistenziali -, offre riferimenti bibliografici, utilissimi a chi pratica la fotografia o la studia, e, non ultimo, chiarisce a se stesso e ai suoi amici, virtuali e non, una sua personalissima genealogia artistica. Ed ecco che sullo schermo scorrono riproduzioni di opere di Brueghel, Mondrian, Seville, Rauschenberg e altri ancora, ma soprattutto immagini fotografiche, di Man Ray, Diane Arbus, Walker Evans, Berenice Abbot, Ugo Mulas, Mark Steinmetz, William Klein, Françoise Page, Herbert List, Nicolas Nixon e tantissimi altri. Tra questi anche Luigi Ghirri, Mario Cresci, Fulvio Ventura, Mimmo Jodice, colleghi e suoi compagni in “Viaggio in Italia”, mostra tenutasi a Bari nel 1984, che ha segnato un prima e un dopo nella fotografia di paesaggio.
Di questa sconfinata genealogia, non facile da ricostruire nelle sue intricate diramazioni, Garzia dà conto nel suo lavoro, presente in mostra nella necessaria forma di sintesi. Classe 1944, formatosi negli studi di Lingua e Letteratura Francese, nel caso di Garzia la pratica dell’immagine nasce da un’ampia educazione umanistica. La frequentazione della letteratura francese, della filosofia, dell’antropologia culturale e della semiologia ha alimentato una ricerca articolata e complessa. A questa formazione si affianca una straordinaria attività di promozione culturale. Dalla fondazione di Spazio Immagine, autentico laboratorio della nuova fotografia italiana, fino all’esperienza de La Corte. Fotografia e Ricerca, Garzia ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione della cultura fotografica nel Mezzogiorno."
BELVEDERE dal 13.08 al 13.09
Galleria.32, via Vittorio Veneto 32, Carovigno
Tutti i giorni tranne il lunedì dalle 18 alle 21 o su appuntamento al 379 217 1967