25/02/2020
S. Maria di Costantinopoli, Protettrice dalla peste, dalla guerra e dalla fame
Il titolo mariano di Nostra Signora di Costantinopoli è generalmente legato all'arrivo in Occidente di venerate immagini della Vergine portate in salvo dai monaci in fuga da Bisanzio. Le effigi riproducono le sacre icone più diffuse nell'Oriente Bizantino e legate ai maggiori luoghi di culto della capitale Costantinopoli: Blachernitissa, Hodigitria, Glykophilousa. All'origine di tutte c'è la Theotokos, la Vergine Santissima Madre di Dio, secondo il dogma sancito dal Concilio di Efeso del 431 d. C.
In Puglia e, in generale, nel Sud Italia, numerose sono le chiese dedicate alla Madonna di Costantinopoli, il cui culto nel XVII secolo conobbe un nuovo slancio a seguito di un evento miracoloso che le valse l'attributo di "Protettrice dalla peste, dalla guerra e dalla fame". Recitano le cronache del tempo che tra il 1528 e il 1529, Napoli, capitale del Regno, potè liberarsi dalla guerra portata dai francesi e dal flagello della peste per intercessione della Madonna di Costantinopoli, di cui fu rinvenuta una immagine nei pressi delle mura urbiche. In memoria di questo evento fu eretta una chiesa che tutt'ora esiste e ricorda il punto preciso del miracoloso ritrovamento. Nel XVII secolo, nuovi focolai epidemici devastarono il Regno, si ricordano in particolare le date del 1656 e del 1691. Anche Pulsano fu gravemente colpita dalla peste nel 1656, tanto che la sua popolazione fu decimata di oltre il 30%. Sull'onda emotiva degli eventi e per devozione della Madonna di Costantinopoli che libera dalla peste, dalla guerra e dalla fame, sorsero nuovi luoghi di culto e di preghiera in suo onore.
Il tipo iconografico più ricorrente ritrae la Vergine con il Bambino in grembo, attorniata da angeli e adagiata su una coltre di nubi. Il cielo sovrasta una città cinta da mura turrite, in preda alle fiamme, assediata e sconvolta da un evento immane. La teofania rievoca l'assedio di Costantinopoli, nei confronti della quale la Madonna svolse un ruolo di guida e di protezione, mitigando le sofferenze della conquista.
Anche a Pulsano, esiste una grande tela dipinta ad olio riproducente la Madonna di Costantinopoli secondo il modello descritto e custodita nel Castello De Falconibus. Si ritiene che il dipinto provenga dall'arredo sacro della ca****la omonima, già ca****la di San Giacomo extra moenia, posta a nord del paese, poco fuori l'antica Porta Maggiore. Abbattuta nel 1874 per la realizzazione dell'attuale via Costantinopoli, al posto della ca****la oggi troviamo Palazzo Screti, sulla cui facciata principale si scorge una nicchia vetrata all'interno della quale è custodita la Statua della Madonna di Costantinopoli. La dedica incisa recita: "A Maria Ss.ma di Costantinopoli Odegitria, a colei che mostra la via nel luogo stesso dove per secoli fu venerata".
Maria Gabriella Fornari