28/09/2026
DEVO SALVARE IL MONDO
(da una costellazione)
Nicholas è un ragazzo altruista, generoso, gentile e accomodante. Ha sempre il sorriso sulle labbra. Nonostante la sua giovane età, mostra sicurezza, responsabilità e spirito di adattamento in ogni occasione. È intraprendente, sempre disponibile. I suoi occhi sono di un azzurro brillante, talmente puliti e sinceri, da essere disarmanti. Si dona agli altri nel vero senso della parola, essendo iscritto all’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo. Di recente è stato chiamato perché compatibile con un paziente, regalando con il suo gesto solidale, una nuova possibilità di vita. A causa di un peggioramento è poi tornato a farlo, senza esitazione. Nicholas è anche un ottimo padre di famiglia.
Da alcuni anni, dopo l’estate, e precisamente nel mese di settembre, accusa forte prurito agli arti inferiori che si manifesta in orticaria, nervosismo ed indisposizione, tanto da farlo ricercare le soluzioni più strane per alleviare la sua sofferenza. Nel tempo ha passato diverse visite mediche, senza venirne a capo. Nulla gli dona sollievo, né creme per uso topico o assunzione di antistaminici, perché sa bene che non si tratta di allergia. È settembre, che quando arriva lo riduce così ed ogni anno, quando agosto va terminando, inizia ad agitarsi sapendo che cosa gli accadrà.
Ci incontriamo ad agosto. Gli chiedo se ricorda qualcosa accaduto a settembre, cosa abbia vissuto come separazione ingiusta, come ad esempio la fine brusca di una relazione, un cambio di lavoro. Nicholas dice di aver dovuto mollare il calcio, uno sport che amava, proprio a settembre. Altro non gli viene in mente.
Mi racconta però un particolare, del suo “rituale di cura”, che è già la chiara espressione di chi manca nella sua vita.
Nicholas, quando inizia a star male ed il prurito si fa insistente, si chiude in camera, si spoglia e si infila sotto le coperte. In quel bozzolo protetto, sfrega le gambe sul lenzuolo e qualcosa in lui si placa. Anche la pelle pare lenirsi.
Per me è chiaro. Rimette in scena la gestazione, quando era nel grembo materno, in compagnia del suo o dei suoi gemelli non nati, con cui aveva vissuto un certo periodo di tempo.
Mettiamo in campo lui e il sintomo.
Il sintomo è l’adattamento ad un evento che spiazza, ha una causa ben definita e biologicamente sensata. All’interno di un approccio sistemico, il fenomeno che chiamiamo sintomo è una relazione sospesa, un volto che ci manca o qualcuno respinto, una forma d’amore.
Il rappresentante di Nicholas guarda a terra. Metto chi ne prende il posto ma subito si mostra un altro vuoto ed aggiungo una persona. Qualcosa inizia a sciogliersi. Nicholas fatica un po’ a respirare mentre le lacrime riempiono gli occhi.
Gli suggerisco una frase. “Io vi vedo. So che ci siete e non sono solo”.
Aggiungo la madre.
Davanti al figlio, anche lei è alla ricerca di qualcuno che le manca. Lentamente alza lo sguardo e vede i suoi tre figli. Uno nato e due invisibili. Anche loro esistono. Anche loro appartengono.
Nicholas si sente in colpa. Ora comprende il perché del suo estremo altruismo, del voler donarsi sempre agli altri e di voler “salvare il mondo”. Si sente di non meritare la sua vita, quella vita che ha scelto lui al posto dei suoi fratelli. Quella vita che deve guadagnarsi ogni giorno con sacrificio per esserne degno, sostenuto da un amore cieco e da una lealtà invisibile verso gli esclusi. Ed è così che lo spirito suggerisce una frase che lo alleggerisce: “Io non salvo nessuno, mi posso rilassare. Con voi nel cuore, ho forza. Sono libero di vivere la mia vita”.
La madre abbraccia lui e i figli evanescenti. Tutti appartengono, anche i non nati. Ed è chiaro che, quando Nicholas ha dovuto abbandonare il calcio, a settembre, lo stesso periodo in cui i suoi fratelli embrioni hanno smesso di vivere con lui nel ventre della loro mamma, ha rivissuto una drastica separazione che ha riacceso il conflitto. La prima grande separazione, quando stava preparandosi a nascere mentre i suoi fratelli morivano accanto a lui, senza che potesse salvarli.
Oggi è il 28 settembre. Nicholas, per la prima volta dopo molto tempo, non ha più avuto quell’orticaria. Mi ha raccontato che, in questo mese, se sentiva la pelle pulsare e informicolarsi, ripeteva a sé stesso: “Io vi vedo. So che ci siete e sono libero di vivere la mia vita, con voi nel cuore”.
Questo fa una costellazione, restituisce attraverso un mezzo, qualcuno che ci manca. La malattia è un movimento dello spirito per risanare la coscienza familiare, portando l'individuo alla riconciliazione con gli esclusi dal suo clan. Il sintomo ci invita a guardare ciò che escludiamo.
Francesca