Atelier Lago d'Iseo di Ciro Indellicati

Atelier Lago d'Iseo di Ciro Indellicati Atelier Lago d'Iseo, pagina di arti visive dell'artista Ciro Indellicati. Le opere visibili sulla pagina e sul sito sono in vendita.

Un laboratorio d'arte immerso nelle meraviglie di uno dei luoghi più ricchi di bellezze naturali e di tesori d'arte d'Italia. Per info, scrivere un messaggio privato a Ciro Indellicati oppure visitare il sito: https://ciroindellicati.jimdofree.com/

Arte, con la maiuscola. Arte che sa andare Oltre, oltre i caroselli, oltre le carnevalate, oltre la banalità della spazz...
13/05/2026

Arte, con la maiuscola.
Arte che sa andare Oltre, oltre i caroselli, oltre le carnevalate, oltre la banalità della spazzatura (proprio la monnezza…) elevata a provocazione intellettualistica e la riporta ad una dimensione sensoriale, emotiva, estetica (ed etica) totale…

Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale.

“[…] siamo regrediti: dal sapere all’opinione, dall’opinione al rumore, dal rumore al vuoto. Abbiamo accumulato tante no...
12/05/2026

“[…] siamo regrediti: dal sapere all’opinione, dall’opinione al rumore, dal rumore al vuoto. Abbiamo accumulato tante nozioni da non sapere più nulla.
Conosciamo tutto, ma non sappiamo più chi siamo.”

12/05/2026
Biennale…
11/05/2026

Biennale…

«Venezia è un nodo della “geopoetica”, il punto in cui l’immaginazione artistica e la cartografia del potere si sovrappongono. Non è mai una sintesi risolta quanto, piuttosto, un campo di forze»

Lavori in corso…
09/05/2026

Lavori in corso…

Ancora sulla biennale
09/05/2026

Ancora sulla biennale

Biennale (Editoriale) Nel saggio introduttivo per la mostra In Minor Keys, divenuto con la sua morte un testamento spirituale, la curatrice Koyo Kouoh riporta le parole - rivelatesi poi profetiche - dello scrittore James Baldwin. Queste: «C’è una ragione, dopotutto, se esistono persone che vogli...

08/05/2026

Uno sciopero storico sconvolge la Biennale di Venezia: la cronaca della giornata

07/05/2026

Una Biennale in chiave maggiore

07/05/2026

Si apre la 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia dal titolo In Minor Keys, della compianta Koyo Kouoh. La recensione

Vale la pena fare delle riflessioni. Todo cambia…
07/05/2026

Vale la pena fare delle riflessioni.
Todo cambia…

Buongiorno,
La Biennale di Venezia, che dovrebbe essere espressione dell’arte e della cultura, è diventata ostaggio di polemiche e di richieste di esclusione che con l'arte non hanno nulla a che fare.
Da una parte il Governo italiano, che prima nomina Pietrangelo Buttafuoco e poi lo mette all'indice perché non si piega ai diktat della sua politica estera.
Quindi, interviene pure l'Europa che usa l'arma del ricatto finanziario: "Se aprite il padiglione russo, vi tagliamo i fondi".
E tutto questo avviene senza neppure accorgersi che si sta attuando il solito doppio standard; per cui né l’Italia né l’Europa, le quali chiedono di escludere la Russia di Putin, paese aggressore, non chiedono invece l’esclusione di Israele che sta compiendo il genocidio dei palestinesi.

É normale e giusto che i conflitti in corso coinvolgano e agitino le coscienze. Ma trasformare la Biennale in un tribunale internazionale è un errore storico e culturale imperdonabile.
Se iniziamo a selezionare gli artisti in base ai loro governi, chi resterà a esporre? Escluderemo forse la Cina per il mancato rispetto dei diritti umani?
O escluderemo anche gli USA per ogni loro intervento militare?
Più di mezzo mondo finirebbe per essere escluso.

La Biennale è stata voluta dalla borghesia veneziana illuminata di fine Ottocento, 1895, con lo scopo di ridare a Venezia un ruolo centrale nel mondo dopo l'unificazione d'Italia. Ma é stata fisicamente "edificata" pezzo dopo pezzo dalle grandi potenze mondiali, rendendola l'unico luogo al mondo dove la geografia politica si trasforma in una mostra di architetture diverse e di incontro permanente tra culture diverse.

Risalendo nella storia, a parte l’esclusione del Sudafrica dell'Apartheid nel 1969, fu negli anni 30 che la Biennale finì totalmente sotto l'egida fascista e venne usata per fini politici. Nel 1934 Hi**er visitò la mostra e l'arte considerata "degenerata" (cubismo, espressionismo) venne bandita dai padiglioni per compiacere l'alleato tedesco. In quel caso, la politica non si limitava ad escludere paesi, ma addirittura escludeva linguaggi artistici e accettava la censura nazista sull'arte "degenerata"?

Ogni volta che la politica ha provato a decidere cosa fosse giusto e bello esporre ha finito per soffocare il pensiero critico e la libertà dell’arte e della cultura.

Difendere oggi l'autonomia della Biennale e di Buttafuoco non significa difendere la Russia o Israele ma il diritto dell'arte ad essere in una zona franca, un territorio dove le opere sono al riparo dai missili e dagli interessi politici e geopolitici.

Se accettiamo che Bruxelles o Roma decidano chi ha diritto di cittadinanza nell'arte abbiamo già perso un pezzo importante della nostra libertà.

La politica e soprattutto i governi nel campo dell’arte possono solo fare questo: lasciare che gli artisti parlino e lasciare che i critici e il pubblico giudichino.

Purtroppo, é segno che stiamo davvero vivendo brutti tempi dover assistere alle odierne polemiche sulla Biennale e dover fare queste discussioni.

Indirizzo

Predore
24060

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