La casa galleria Accaventiquattro è lieta di invitarvi da mercoledì 17 giugno presso il salotto di via del serraglio 27, in occasione della mostra Chimere, una personale di Antonio Barbieri a cura di Davide Sarchioni.
Nel rispetto delle norme vigenti, la mostra è visitabile per massimo 2 persone alla volta ogni 30 minuti nei seguenti giorni:
Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato dalle 16.30 alle 19.30
Per prenotare:
Tramite sito di prenotazione al seguente link:
httos://accaventiquattro.simplybook.it/v2/
Via email: [email protected]
Chiamata e whatsapp: 3314044215 | 3209627345
Via Instagram Facebook: @accaventiquattro.homegallery
All'ingresso verrano forniti i DPI previsti dalla normativa
Chimere è il primo appuntamento del format Accaventiquattro in scala 1:1 - Slow Art.
Antonio Barbieri | Chimere
A cura di Davide Sarchioni
Dal 17.06 al 31.07
Nella biologia generale e soprattutto in botanica le Chimere sono organismi derivati dalla saldatura e dall'innesto di tessuti cellulari e parti differenti con caratteristiche specifiche. Analogamente nella mitologia greca la Chimera era un mostro con testa e corpo di leone, dotato di una seconda testa di capra sulla schiena e una coda di serpente.
La pratica di innestare elementi formali e materiali diversi, liberamente associabile al fenomeno del "chimerismo", ci avvicina all'affascinante e complesso immaginario che regola la ricerca artistica di Antonio Barbieri (Rho, 1985) e alle dinamiche che conducono alla lettura dei suoi lavori recenti selezionati per questa mostra.
Non è un caso che l'indagine di Barbieri scaturisca dallo studio delle forme naturali e dalla loro organizzazione, focalizzandosi sui processi biologici di trasformazione legati alle possibilità di resilienza e di adattamento rispetto ai cambiamenti del proprio habitat. L'ampio bagaglio di informazioni e di suggestioni formali da cui attingere favorisce così la sperimentazione di varie tipologie compositive, partendo da quelle in cui elementi fitomorfici e geometrici, stilizzati e ornamentali sono combinati e articolati tra loro assecondando la germinazione di strutture in divenire. In altri casi sono fotogrammetrie di parti di insetti assemblati insieme a elementi vegetali per originare organismi ibridi che acquisiscono la funzione di maschere misteriose, simili a preziosissimi reperti di una ipotetica archeologia futuribile, ma ispirate in realtà al fenomeno del mimetismo in natura. Oltre a una sapiente manualità, nella ricerca di Barbieri gioca un ruolo cardine l'impiego delle nuove tecnologie, di scanner sofisticati e di stampanti 3D come veicolo di studio e di ricerca per ottenere risultati sorprendenti, cogliere ciò che normalmente non sta all'evidenza dell'occhio umano e trasporlo in nuove soluzioni formali.
L'artista mira a costruire sistemi plastici plausibili ed esteticamente intriganti per scandagliare i rapporti tra forma organica e inorganica, tra naturale e artificiale, analizzandone la reciproca coesistenza e il loro successivo sviluppo, evidenziando i punti di contatto e ipotizzando nuove connessioni.
Le sue Chimere non rimangono vane utopie o soltanto oggetti destinati alla mera contemplazione estetica, ma avvalorano le molteplici visioni di una realtà sfaccettata e in continuo mutamento, in cui natura e tecnologia possono indicare inaspettate possibilità di sopravvivenza.
ll format Accaventiquattro in scala 1:1 - Slow Art nasce nei tempi dell’emergenza Covid-19.
In scala 1:1 è riferito alla scala di proporzione naturale architettonica, intesa come superamento di una barriera, a volte invisibile, che si interpone tra la mostra e l’osservatore; l’arte deve tornare a essere partecipata in maniera naturale, come parte fondamentale del proprio vissuto.
Slow Art per esperire l’arte in dialogo attivo con le opere e con lo spazio, per dare il giusto valore a un’esperienza, in contrapposizione con il concetto di velocità che caratterizza l’epoca odierna nella maggior parte delle nostre fasi quotidiane.
Viva l'arte!