18/08/2023
Come sempre alla fine di un compleanno si contano gli auguri e si ringraziano le persone che hanno speso anche solo qualche istante della loro vita per scrivere, telefonare, mandare messaggi e, in generale, per farsi sentire presenti.
Queste persone per me sono il risultato algebrico di quanto ho fatto nella mia esistenza e, riguardo a coloro che hanno deciso di non palesarsi, di quanto abbia sbagliato. Ovviamente tralasciando chi non lo sapeva o chi ha semplicemente avuto di meglio da fare
Invece di gratificarmi per chi c'è, quest'anno voglio dolermi per chi non c'è, perché la sua assenza è probabilmente colpa mia.
Ricorrendo il mio compleanno in in momento in cui molti sono lontani ho sempre passato questo giorno lontano dagli affetti e dagli amici, a parte le mie compagne che, a ragione, nel momento in cui non sono più state tali, si sono eclissate con maggiore o minore eleganza.
Ma tant'è: le persone si trovano e si perdono, il che è giusto perché siamo su questa terra per imparare, non per raccogliere e basta.
E siamo qui per rialzarci dopo ogni caduta, per dimostrare a questa meravigliosa vita che siamo pieno di risorse, di amore, di generosità, di errori da emendare e di ricordi da conservare perché siamo il distillato proprio di quelle esperienze.
Dunque per la prima volta voglio ringraziare chi mi ha contattato oggi soprattutto perché loro sono il prodotto della mia inesatta vita, delle mie luci e delle ombre che, evidentemente, per loro non sono così terribili da sopportare.
Infine stringo in un abbraccio chi mi ha permesso di avere una terza occasione, facendomi sentire una via di mezzo tra un'amante decente, uno zio premuroso, un musicista passabile e un compagno attento.
Perché, di tutti i successi che ho avuto il piacere di assaporare e che molti non sognano nemmeno di vivere in tre esistenze, questo è di gran lunga quello di cui vado più orgoglioso.
Morgana Bartolomei