23/09/2022
Sto spiegando in classe seconda il genere fantasy.
È un genere letterario che piace tanto ai ragazz* e che tocca corde importanti.
È in gioco la figura dell'eroe che, rappresentando i valori del bene, si contrappone alle forze del male.
Ho chiesto ai miei ragazzi quali sarebbero le caratteristiche che secondo loro dovrebbe avere un eroe.
"Prof, Ibrahimovic. È Dio. Ci hanno fatto un film"
Allora ho chiesto se per loro un eroe debba per forza somigliare ad un prototipo di persona vincente, forte e invincibile. Un modello che somiglierebbe molto a quei personaggi pubblici che noi vediamo in televisione sempre in forma smagliante sorridere ad ogni occasione. Quelli che non perdono mai e che si avvicinerebbero, secondo loro stessi, al concetto di presunta perfezione.
"Prof, effettivamente un eroe può essere chiunque, anche mio papà o un amico".
Esatto. Un eroe può essere chiunque. Un eroe può essere anche chi perde e chi non si è mai avvicinato al cielo per limite o volontà. Un eroe è un papà, una mamma, che si sveglia la mattina tutti i giorni per andare a lavorare. Persone che fanno dei sacrifici. Un eroe è chi quotidianamente combatte la propria battaglia, a prescindere dalla forza dei propri muscoli e dai successi pubblici.
Pasolini diceva che si bisogna imparare l'umanissima arte del perdere "perché ogni giorno perdiamo qualcosa, ma sarebbe terribile perdere se stessi, perdere la relazione con la vita, degradarla nel considerarla una partita dove si vince o si perde".