Kaleydos

Kaleydos Kaleydos è un'associazione che si occupa di arte e cultura a trecentosessanta gradi. Amiamo il bello e crediamo che la cultura salverà il mondo. Siano pazzi?

No, solo sognatori.

In Grecia, le "wind harps" sono un progetto che fonde arte, ingegneria e sostenibilità, trasformando il vento in musica ...
06/10/2025

In Grecia, le "wind harps" sono un progetto che fonde arte, ingegneria e sostenibilità, trasformando il vento in musica e energia pulita. Queste installazioni scultoree emettono melodie armoniose grazie al vento, mentre turbine nascoste convertono l'energia eolica in elettricità per illuminare spazi pubblici e ricaricare dispositivi, creando un'armonia tra natura, cultura e innovazione.

Le "wind harps" utilizzano corde che, mosse dalla brezza, producono suoni delicati e naturali.
Sotto le strutture musicali, turbine eoliche nascoste catturano l'energia del vento e la trasformano in elettricità.
L'energia generata viene utilizzata per alimentare lampioni, percorsi pedonali e punti di ricarica pubblici, rendendo le installazioni un esempio di sostenibilità e illuminazione urbana.
Di notte, le arpe eoliche brillano grazie all'energia che producono, diventando punti di riferimento luminosi che si uniscono al suono del vento.

Le "wind harps" greche offrono un esempio di come l'arte possa diventare uno strumento per la produzione di energia pulita e la promozione della cultura locale.

Archeologi egiziani hanno scoperto una città sommersa risalente a oltre 2000 anni fa con templi e statue intattiL’Egitto...
26/08/2025

Archeologi egiziani hanno scoperto una città sommersa risalente a oltre 2000 anni fa con templi e statue intatti

L’Egitto ha presentato giovedì i resti di una città sommersa al largo della costa di Alessandria, un complesso monumentale di oltre 2.000 anni che comprende templi, abitazioni, depositi d’acqua, vasche per pesci e un molo di 125 metri. “Sott’acqua ci sono moltissimi elementi, ma ciò che possiamo recuperare è limitato. Abbiamo recuperato solo pezzi selezionati secondo criteri rigorosi”, ha spiegato il ministro del Turismo e dei Beni culturali, Sherif Fathi, sottolineando che “il resto rimarrà parte integrante del nostro patrimonio subacqueo”.

Al largo delle coste egiziane è stata scoperta un’antica città famosa per il lusso e la dissolutezza

Gli archeologi ritengono che si tratti di un’estensione dell’antica città di Canopo, famosa in epoca tolemaica e romana per la sua ricchezza e i suoi eccessi. La città fu sommergita dalle acque a causa di terremoti e del progressivo innalzamento del livello del mare tra il III e l’VIII secolo d.C., così come il vicino porto di Heracleion, consolidando il sito come uno dei reperti subacquei più importanti del Mediterraneo.

Canopo era un centro di culto del dio Serapis e descritto dal filosofo romano Seneca come un “enclave di lusso e vizio”, anche se riconosceva che “nulla impediva di condurre una vita sobria”. Serapide, divinità creata da Tolomeo I, cercava di unire culturalmente greci ed egiziani e divenne patrono di Alessandria, espandendo il suo culto in tutto il Mediterraneo.

L’estrazione delle reliquie ha richiesto il lavoro di sommozzatori e gru, che hanno avvolto i reperti in imbracature, rimosso i sedimenti e assicurato che le statue emergessero intatte. Tra i reperti figurano una statua decapitata di epoca tolemaica e la base di un’altra appartenente a un nobile romano.

Tra le scoperte spiccano anche templi in pietra calcarea, abitazioni private, laboratori artigianali e depositi scavati nella roccia per l’acqua potabile, insieme a vasche per l’allevamento di pesci, che rivelano un alto livello di pianificazione urbana ed economia.

Sono state trovate anche statue di figure reali e sfingi preromane, tra cui un esemplare con il cartiglio di Ramses II, uno dei faraoni più famosi dell’antico Egitto.

Inoltre, sono stati rinvenuti una nave mercantile, ancore di pietra e una gru portuale nel sito di un molo di 125 metri, utilizzato come porto per piccole imbarcazioni durante l’epoca romana e bizantina.

A FIRENZE TORNANO LE 'BUCHETTE DEL VINO'𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐛𝐮𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚. Ok, sei a Firenze, una delle città pi...
13/02/2025

A FIRENZE TORNANO LE 'BUCHETTE DEL VINO'
𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐛𝐮𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.

Ok, sei a Firenze, una delle città più affascinanti del mondo. Le cattedrali, i musei, la storia. Sì, tutto incredibile. Ma c’è qualcosa che quasi nessuno ti racconta, una chicca nascosta proprio nel cuore di questa città: le buchette del vino. Aspetta, stai per saltare sulla sedia? Non ancora. Prima fammi spiegare: parliamo di piccole finestrelle che si affacciano direttamente sulle strade. Ma non sono solo delle belle decorazioni vintage, sono la risposta più fiorentina possibile alla vendita al dettaglio e al delivery… del Seicento.

Immaginati i nobili di allora, tipo gli Antinori e i Frescobaldi (nomi che oggi gridano “calici da 100 euro” a qualsiasi cena elegante). Bene, questi tizi non avevano certo tempo da perdere con gli osti o, peggio, con i taverneri che sgraffignavano una fetta del guadagno. No, questi signori hanno deciso di vendere il loro vino direttamente dalle mura dei loro palazzi. La soluzione? La buchetta del vino. È geniale, pura economia circolare ante litteram.

Adesso, salta veloce nel 1634. La peste è in giro e non stiamo parlando della solita influenza stagionale. Firenze? Decimata. Contagi ovunque. La soluzione anti-contagio? Quelle stesse buchette. “Ehi, ti serve del vino? Ecco il tuo Chianti, passa i soldi e levati di torno prima che ci scambiamo anche i microbi!” Si trattava di distanza sociale ante litteram, senza bisogno di app infami per ordinare o QR code incomprensibili.

E poi… Il tempo passa, le buchette vanno in disuso. Firenze evolve, ma queste piccole finestrelle resistono, un po’ dimenticate, un po’ distrutte, come vecchi amici dimenticati in soffitta. Fino a quando, adesso, nel 2024, boom, sono di nuovo qui, a urlare la loro esistenza, diventando protagoniste di una rinascita gastronomica e sociale che nessuno si aspettava. Dillo forte, è un ritorno che sa di rivoluzione lenta.

Ma chi ringraziamo per questo revival? L’Associazione Culturale Buchette del Vino, che ha letteralmente salvato questa tradizione dall’oblio, censendo ogni buchetta, con una precisione che fa invidia a un investigatore privato. Senza di loro, saresti ancora a vagare per Firenze con il tuo bicchiere vuoto. E non vuoi questo, vero?

Ora, dove puoi vivere questo pezzetto di storia in prima persona? Fidati, ci sono luoghi a Firenze dove puoi ancora ordinare un bicchiere direttamente da queste piccole finestre, ed è un’esperienza che ti farà sentire parte della città come mai prima. Vuoi sapere dove?

• Osteria Delle Belle Donne (Via delle Belle Donne, 16R) – Sembra un posto innocuo, ma aspetta di vedere cosa succede quando ordini dalla buchetta.

• DiVin Boccone (Via delle Caldaie, 20) – Qui si serve il vino, ma se chiudi gli occhi, potresti giurare di essere tornato al XVII secolo.

• Osteria San Fiorenzo (Borgo dei Greci, 1r) – Un sorso di vino, un pezzo di storia. E ti sentirai incredibilmente colto.

• Il Latini (Via dei Palchetti, 6r) – Uno dei templi della cucina fiorentina. Anche qui, la buchetta è servita.

• Ristorante Pietrabianca (Piazza dei Peruzzi, 5R) – Ottima cucina, eccellente vino, servito come facevano i nonni dei tuoi nonni.

• Cantina de’ Pucci (Via de’ Pucci, 4) – Per chi ama la storia e il vino in egual misura.

• Babae (Via Santo Spirito, 21r) – Vuoi fare la foto perfetta per Instagram? Babae ti copre.

• Fiaschetteria Fantappiè (Via dei Serragli, 47) – Il nome dice tutto, tu porta solo la sete.

FREEDOM (Libertà) un'opera di Zeno Frudakis, diventata virale sui social e apprezzata in tutto il mondo per il suo forte...
11/01/2025

FREEDOM (Libertà) un'opera di Zeno Frudakis, diventata virale sui social e apprezzata in tutto il mondo per il suo forte impatto visivo e, soprattutto, per il suo significato simbolico. Che ve ne pare 😉? Freedom è un’opera pubblica in bronzo che si trova a Philadelphia (USA). Il significato che l'autore ha attribuito all'opera è quello della "rinascita". Una rinascita possibile per tutti noi, in qualsiasi momento della vita. Le sue statue - persone si staccano dal muro ridefinendosi. Si lasciano il passato alle spalle e ricominciano. Quello della rinascita è un concetto importante. Nella vita si può cambiare. Non è sempre facile voltar pagina, ma se lo si vuole, si può. O almeno bisogna provarci. Frudakis ha iniziato con delle opere alte poche centimetri, ora la grandezza attuale della sua statua è di 6 metri per 2.

Questo dipinto di 600 anni, conosciuto come il “Matrimonio Arnolfini” di Jan van Eyck, rimane uno dei più enigmatici del...
11/01/2025

Questo dipinto di 600 anni, conosciuto come il “Matrimonio Arnolfini” di Jan van Eyck, rimane uno dei più enigmatici della storia dell’arte.

Al centro del suo mistero si trova un piccolo specchio convesso, di appena 3 pollici di diametro, che cattura con precisione tutta la stanza.

Osservando attentamente, lo specchio rivela una sottile distorsione, rappresentata con una precisione sorprendente. Si può persino notare di nuovo l’arancia posata sul davanzale della finestra.

La cosa più affascinante è il riflesso di due figure sullo sfondo: una vestita di rosso, che si crede rappresenti l’artista stesso, e l’altra… potrebbe essere lo spettatore?

Intorno allo specchio ci sono 10 miniature, di non più di mezzo centimetro, che rappresentano la Passione di Cristo, dall’Agonia nell’Orto fino alla Resurrezione. Questo livello di dettaglio riafferma la maestria di Van Eyck e il simbolismo nascosto in ogni angolo dell’opera.

CAMILLE CLAUDEL...Nata nel 1864 e morta nel 1943. DIMENTICATA da tutti in un ospedale psichiatrico.Che cosa aveva fatto?...
08/01/2025

CAMILLE CLAUDEL...
Nata nel 1864 e morta nel 1943. DIMENTICATA da tutti in un ospedale psichiatrico.
Che cosa aveva fatto?
Viene a studiare a PARIGI in un'epoca in cui la Scuola di Belle Arti è aperta SOLO agli UOMINI. Per questo prende lezioni negli studi di artisti che accettano DONNE. Incontra e diventa amante dello scultore più famoso del momento: Auguste Rodin. Sarà una relazione appassionata e artistica, lavorano insieme, scolpiscono insieme (il museo Rodin e il museo d'Orsay conservano bellissime opere di quest'epoca).
Poi la abbandona, lui che vive da anni con un'altra donna, lui, l'artista amato e rispettato da tutti... Lei è denigrata, abbandonata ed emarginata anche "artisticamente". Vive da sola, non si fida più di nessuno e le sue OPERE non si vendono. A questo aggiungiamo che suo fratello è il celebre poeta, scrittore, diplomatico e accademico Paul Claudel.
La FAMIGLIA decide di INTERNARLA, questa DONNA troppo "moderna" per l'epoca è la vergogna della casa. Abbiamo lettere che scrive ad amici e familiari chiedendo aiuto, per 30 anni cercherà di spiegare al personale dell'ospedale l'INGIUSTIZIA che sta vivendo.
Sono testimonianze strazianti, che rivelano la lucidità della DONNA internata. Praticamente muore di FAME il 19 ottobre 1943 in un ospedale pubblico francese e nessun membro della sua famiglia assisterà al suo FUNERALE. I suoi resti saranno depositati in una fossa comune.
Oggi la figura di CAMILLE CLAUDEL è stata completamente RIABILITATATA, le sue opere sono esposte INSIEME a quelle di Rodin e un museo a pochi chilometri da Parigi è completamente DEDICATO a lei.

STORIA DI UN BACIO TARDIVO E DI MANI CHE SI SFIORANONarra la leggenda che agli inizi del 1200, nella città sp****la di T...
13/11/2024

STORIA DI UN BACIO TARDIVO E DI MANI CHE SI SFIORANO

Narra la leggenda che agli inizi del 1200, nella città sp****la di Teruel, vivevano due innamorati: un ragazzo di nome Juan e una ragazza di nome Isabel.
Come in tante storie, quando tra gli innamorati vi è un divario di classe di appartenenza sociale, l'amore trova non di rado l'ostacolo della famiglia più ricca.

Questo accade anche per Juan e Isabel, ove la famiglia della ragazza, di fronte all'insistenza dei due giovani innamorati, concede a Juan - secondogenito di una benestante famiglia ma, in quanto figlio minore, non ereditiero - un lasso di tempo di cinque anni per procurarsi l'adeguata ricchezza materiale per ottenere la sua Isabel in sposa.

Per trovare i beni necessari ad "acquistare" la sua amata, Juan si arruola in guerra, riuscendo così a reperire quanto gli serve.
Senonché, tornato a casa, trova l'amara sosrpresa: Isabel è stata concessa dal padre in sposa a un altro uomo, naturalmente un nobile (alcuni dicono perché Juans sarebbe tornato dopo la scadenza dei cinque anni, altro dicono che Isabel non avendo avute notizie del suo amato e credendolo morto abbia accettato direttamente lei la proposta dell'altro contendente).

Fatto è che Juan, appresa la notizia, si presenta al cospetto di Isabel chiedendole, come ultimo segno del suo amore, un bacio; bacio che la ragazza, oramai maritata, gli nega.

A quel punto, affranto dal dolore, si accascia al suolo e muore, peoprio davanti alla sua amata che io destino gli ha negato.

Il giorno successivo, mentre si celebrano i funerali del giovane, nella chiesa appare una giovane vestita a lutto, che si avvicina al feretro e bacia sulle labbra l'esanime Juan.
La ragazza è Isabel, che in questo modo vuole dare a Juan quel bacio negatogli in vita.

Proprio mentre Isabel poggia le labbra su quelle di Juan, muore anch'ella, proprio accanto a colui con il quale si era scambiata la promessa di un amore eterno, poi naufragato per colpa di un destino loro avverso.

Volete conoscere il seguito della storia? Ebbene, dobbiamo spostarci al 1555, tre secoli dopo gli eventi narrati sopra: in una ca****la della chiesa di San Pietro - sempre a Teruel - vengono scoperti due corpi mummificati, con a fianco - lo testimonia un notaio - un antico documento che rendiconta i fatti avvenuti secoli prima.

La storia non finisce qui. Come accade in teatro, il finale a sorpresa si ha nel terzo atto. Nel 1955 lo scultore Juan de Ávalos esegue un'opera raffigurante i due innamorati, che tendono le braccia l'uno verso l'altra; le mani di Juan - è questo il dettaglio che rende unica l'opera - non riescono però a raggiungere le mani di Isabel, restando sospese ad appena qualche centimetro di distanza, quale ricordo di un amore che non trova il lieto fine, restando però nel cuore di chi, oggi, ammira la scultura o semolicemente legge la storia dei due protagonisti.

Juan e Isabel riposano, uno accanto all'altra, nella chiesa di San Pietro, a Teruel, in quello che è universalmente conosciuto come il Mausoleo de los Amantes.

⚜️Una curiosità: una storia analoga a quelli di Juan e Isabel è raccontata da Giovanni Boccaccio nel Decameron, precisamente nella quarta giornata, nella novella n. 8 (i protagonisti si chiamano qui Girolamo e Salvestra)

Iscrizioni ancora aperte.
08/07/2023

Iscrizioni ancora aperte.

Pompei, sempre meravigliosa
30/05/2023

Pompei, sempre meravigliosa

Il nuovo cantiere a Pompei restituisce subito le prime sorprese: tre scheletri e due case ad atrio costruite in età Sannitica

15/03/2021

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IL SOGNO DELLA PASSERELLA SFIDA KABUL. Ragazze e ragazzi afghani possono finalmente coronare il loro sogno: nasce, in un...
30/01/2021

IL SOGNO DELLA PASSERELLA SFIDA KABUL.
Ragazze e ragazzi afghani possono finalmente coronare il loro sogno: nasce, in uno dei Paesi più tormentati, la prima agenzia di moda di Kabul che risponde al nome di Modelstan ed è stata fondata da Hamid Wali. La moda in Afghanistan si scontra con gli attentati, con la morte e non è ben vista in uno dei luoghi in cui la donna è soggetta a molte restrizioni ideologiche e sociali. Ma le modelle di Modelstan non si piegano e sono decise a sfilare in passerella anche contro il volere delle famiglie.
Non più il velo, non più le distanze culturali dal mondo occidentale, ma un vero riscatto personale e morale.
Perché l'Afghanistan non debba essere solo guerra, imposizioni di un Islam che non è il vero Islam, ma un luogo in cui si possa tornare a vivere, a sorridere, a sognare.
I primi passi di Modelstan sono come quelli di un bimbo che comincia a poggiare i piedi per terra sapendo che, pur tra mille difficoltà, alla fine ne uscirà vincente. Libertà e uguaglianza per tutti i giovani, anche per quelli afghani, è la speranza del domani che si è materializzata con il concorso fashion Miss&Mr.Beauty che ha visto sfidarsi a colpi di bellezza ben 60 tra ragazzi e ragazze tra i 14 e i 30 anni. In passerella, abiti tradizionali con e senza velo a mostrare i volti del futuro, al di là della concettualità restrittiva, delle imposizioni, delle disuguaglianze.
Lo scettro di Miss Beauty è andato a Nigara Sadaat costretta a partecipare al concorso di nascosto e cacciata di casa dopo che il suo nome è circolato. A dispetto dell'essere uomo, la stessa sorte è toccata a Mortaza Safi, Mister Beauty, vessato dal padre che voleva fargli cambiare idea e dissuaderlo dal partecipare. Probabilmente un padre padrone per cui meglio imbracciare un'arma o farsi saltare in aria e non sfilare all'occidentale.
I ragazzi afghani della nuova generazione non si fanno fermare e vanno avanti a testa alta inseguendo il sogno della libertà e della felicità.

L'eleganza è anche in un corpo n**o. Basta saperlo indossare...Opera di Peter Demetz, scultore italiano nato a Bolzano. ...
07/12/2020

L'eleganza è anche in un corpo n**o. Basta saperlo indossare...

Opera di Peter Demetz, scultore italiano nato a Bolzano. Vive e lavora a Ortisei.
Le sue sculture sono in legno di tiglio.

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Potenza
85010

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