08/06/2026
Scrigno di umanità, verità e fantasia, il capolavoro "Pinocchio" è la metafora per eccellenza della condizione umana, della sua evoluzione/trasformazione non senza imbattersi in errori, ostacoli da superare, lusinghe a cui resistere e responsabilità da assumersi.
È forse per questo che, traslato sul piano della formazione a cui sono andati incontro le allieve e gli allievi dei laboratori di drammaturgia e messa in scena e regia, condotti rispettivamente da Davide Ferrari e Gaetano Coccia, non avrebbe potuto meglio di così racchiudere e manifestare il grande lavoro intrapreso durante questi mesi.
Quando i partecipanti, giovani e meno giovani, avvicinatisi ai corsi da "legni grezzi" sono, progressivamente, cresciuti, maturati, diventando sempre più consapevoli delle proprie doti e dei propri limiti, e in grado di tradurre gli uni e gli altri, sul palco, in fattori di forza e autenticità.
Cosi come meravigliosamente dimostrato ieri, al debutto dello spettacolo frutto della sinergia tra le due classi laboratoriali, occasione per mettersi in gioco nel modo più serio che il teatro conosca: liberando le emozioni e lasciando che esse, insieme alla tecnica, conducano lo spettatore lontano dal luogo fisico in cui è, nella dimensione magica del possibile senza restrizioni, per poi - al termine del viaggio - ricondurlo in platea.
A tributare con gli applausi più caldi l'irripetibile di cui è stato testimone.
Bravissimə, tutte e tutti! ❤️
(📷 Il fotoracconto è di Cesare Abbate che, ancora una volta, ringraziamo per consentirci di conservare memoria di ciò che è effimero)