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Brücke-Museum, Berlino Il Brücke-Museum, fondato nel 1967 su impulso di Karl Schmidt-Rottluff, conserva uno dei nuclei p...
27/04/2026

Brücke-Museum, Berlino

Il Brücke-Museum, fondato nel 1967 su impulso di Karl Schmidt-Rottluff, conserva uno dei nuclei più rilevanti dell’espressionismo tedesco, con opere di Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e altri membri del gruppo.

L’attuale rilettura curatoriale evidenzia come la produzione della Brücke non si limiti alla pittura, ma si estenda alle arti applicate, includendo gioielli, oggetti e superfici lavorate, in una continuità operativa tra corpo, materia e linguaggio visivo.

Gioielli
Il gioiello è concepito come elemento plastico e identitario: non accessorio, ma dispositivo espressivo. La funzione ornamentale viene superata a favore di una presenza simbolica e formale, integrata nella costruzione dell’immagine.

Tessili
La produzione tessile — cuscini, tappeti, ricami — si inserisce nella logica del Gesamtkunstwerk. Il tessuto diventa superficie pittorica traslata nella materia, attraverso una pratica manuale che si configura come risposta critica alla standardizzazione industriale.

Contesto: Dahlem
Dahlem
Il museo è situato nel quartiere di Dahlem, area decentrata e prossima al Grunewald. Storicamente caratterizzato da una forte presenza intellettuale e artistica, Dahlem ha mantenuto una posizione marginale rispetto ai principali assi urbani e politici della città, condizione che ne ha favorito un’identità autonoma e non dominante.

La collocazione del museo in questo contesto rafforza la lettura della Brücke come pratica che opera ai margini, sviluppando un linguaggio indipendente e strutturalmente critico rispetto al sistema culturale dominante.

 ! Il Kunstmuseum Bochum nasce nel 1960 nel cuore della Ruhr, in un contesto industriale che ha segnato profondamente la...
23/04/2026

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Il Kunstmuseum Bochum nasce nel 1960 nel cuore della Ruhr, in un contesto industriale che ha segnato profondamente la sua identità: fin dall’inizio, il museo si è posizionato come luogo di ricerca sul contemporaneo, più laboratorio che contenitore.

L'edificio:

La struttura del museo
Il edificio attuale del Kunstmuseum Bochum è stato realizzato nel 1983 dagli architetti danesi Jørgen Bo e Vilhelm Wohlert.
Nasce come ampliamento della storica Villa Marckhoff (inizio ‘900), che era la prima sede del museo dopo il 1960.

Intervento pittorico murale

Realizzato nel 2006 da Katharina Grosse, nota per lavorare direttamente sull’architettura con campiture espanse di colore.

La sua collezione (oltre 5.000 opere)

Arte internazionale del XX e XXI secolo, con particolare attenzione alle avanguardie dell’Europa centrale e orientale, all’espressionismo tedesco e alle pratiche più sperimentali tra immagine, suono e spazio.
Un museo che storicamente ha costruito ponti—geografici, politici, culturali.

Il ponte

Storicamente, il museo ha svolto anche un ruolo chiave nel creare un ponte tra Est e Ovest, sviluppando una delle collezioni più rilevanti in Germania di arte polacca del ‘900 (porta-polonica)

La mostra in corso e le performance

Water Money Salad (con Ei Arakawa-Nash e la classe di Ari Benjamin Meyers), incarna perfettamente questo approccio.
Un programma di live performance attraversa la mostra nel tempo, attivandola continuamente: non si tratta di eventi collaterali, ma del cuore stesso del progetto.

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Kunstmuseum Bochum is a research-driven institution focused on experimental contemporary practices, with a strong collection rooted in Central and Eastern European avant-gardes.
The current exhibition Water Money Salad activates the space through a live performance program—turning the museum into a living, evolving platform.
Join the performances and experience it from within.

Berlin _  La mostra indaga la costruzione della Jugoslavia del dopoguerra come progetto simultaneamente politico ed este...
20/04/2026

Berlin _

La mostra indaga la costruzione della Jugoslavia del dopoguerra come progetto simultaneamente politico ed estetico.
A partire dalla frattura del 1948 con Joseph Stalin, il paese guidato da Josip Broz Tito si colloca in una posizione autonoma tra Est e Ovest, trasformando questa tensione in linguaggio.

Architettura, arte e design diventano strumenti attivi di rappresentazione: i padiglioni internazionali e le pratiche visive non si limitano a mostrare, ma costruiscono un’immagine precisa di modernità, apertura e indipendenza. In opposizione al realismo socialista, emerge un’estetica astratta, essenziale e cosmopolita.

Questa trasformazione è evidente nelle ricerche della generazione riunita attorno al gruppo EXAT 51. In opere come Komposition 51 di Božidar Rašica, la superficie si organizza in strutture geometriche e ritmiche, segnando una rottura consapevole con la figurazione ideologica.

Nel lavoro di Ivan Picelj, questa tensione si articola in modo più analitico: le superfici, pur irregolari, sono rigorosamente definite e si incastrano secondo una logica controllata, eliminando ogni illusione e riferimento narrativo. In un contesto in cui la figurazione era ancora richiesta a livello istituzionale, l’astrazione si afferma qui come linguaggio autonomo e razionale.

Parallelamente, nella scultura, Vojin Bakić condensa il corpo in volumi continui e levigati: in Liegender Torso (1957) la figura perde ogni funzione narrativa per diventare pura presenza formale. L’astrazione non rappresenta più, ma costruisce.

All’interno di questo contesto si colloca anche la ricerca di Slavko Kopač, che nel dopoguerra abbandona il realismo per sviluppare un linguaggio radicalmente semplificato e simbolico. In opere come Mucca (1949), la forma si appiattisce e si libera dalla rappresentazione naturalistica, muovendosi tra immaginario infantile e arcaico e anticipando la sua vicinanza all’Art Brut.

Questa tensione verso la riduzione e il controllo si radicalizza ulteriormente nel lavoro di Julije Knifer, che sviluppa sistemi basati su ripetizione, ritmo e continuità, trasformando la pittura in un processo disciplinato e potenzialmente infinito.

26/05/2025

Matete Martini è un'artista multidisciplinare il cui lavoro fonde pittura, scultura, fotografia e video. La sua pratica spazia dalla performance al design del vetro, dallo styling alla regia cinematografica, fino alla scenografia, esplorando l'interazione tra materialità, narrazione e spazio.

Impegnata nella formazione e nel mentoring, ha fondato Futureyoungtalent programma di workshop internazionale che promuove approcci critici e sperimentali all'arte, al design e all'architettura, mettendo i creativi emergenti in condizione di navigare in un contesto in continua evoluzione.

Suoi lavori sono stati esposti a livello internazionale in mostre personali e collettive tra cui NonostanteMarras (Milano, 2023), Venice Glass Week (Venezia, 2022 e 2023), Every Woman Biennial (Londra, 2021). Tra le collaborazioni con realtà corporate Baldinini e Cuoio Presot.

Mercoledì 28 maggio alle ore 18.30 ospite di "Artisti in Dialogo" all'ex Tipografia Savio di Pordenone.



📸 foto © Maurese

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“明日、イタリア館内で行われるフリウリ=ヴェネツィア・ジュリア州に捧げるゴールドウィークのためのCABAワークショップ!やりましょう! #待ちきれません!!”

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25/04/2025

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We’ve been there — working closely with students, testing one of our methods in view of Expo Osaka 2025.
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Indirizzo

Via BORGO SANT ANTONIO
Pordenone
33170

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