22/05/2026
GMB 2026: IDEE E PROPOSTE DEGLI STUDENTI
Pubblichiamo due relazioni molto interessanti ricevute dagli studenti del Liceo "G.Rivera" Liceo Guglionesi.
Giudicate voi il livello dei contenuti e delle proposte.
Grazie,ragazzi!💚
Secondo noi l’educazione ambientale è molto importante, perché aiuta le persone a capire quanto sia fondamentale rispettare la natura e proteggere il pianeta. Oggi si parla spesso di inquinamento, cambiamento climatico e spreco di risorse, ma molte persone non fanno abbastanza attenzione alle loro azioni quotidiane. Per questo penso che la scuola dovrebbe insegnare questi argomenti in modo più pratico e coinvolgente, non solo attraverso i libri ma anche con esperienze dirette.
Un’esperienza che ci ha fatto riflettere molto è stata la visita ai Calanchi di Palata. Vedere quel paesaggio dal vivo è stato davvero interessante, perché ho capito quanto la natura possa essere bella ma anche fragile. Durante la visita abbiamo osservato il territorio e parlato dei problemi legati all’erosione e alla tutela dell’ambiente. Secondo me attività come questa sono utili perché fanno capire meglio l’importanza di proteggere il territorio in cui viviamo.
Per migliorare l’educazione ambientale si potrebbero organizzare più progetti scolastici, giornate ecologiche, raccolte di rifiuti o visite nella natura. In questo modo i ragazzi si sentirebbero più coinvolti e imparerebbero divertendosi. Anche i social media potrebbero essere usati per promuovere le tematiche ambientali, perché oggi molti giovani passano tanto tempo online e i messaggi arrivano più facilmente.
Penso anche che i piccoli gesti quotidiani siano molto importanti: fare la raccolta differenziata, non sprecare acqua, usare meno plastica e rispettare gli spazi pubblici. Se tutti facessero un piccolo sforzo, si potrebbero ottenere grandi risultati.
Infine crediamo che proteggere l’ambiente sia una responsabilità di tutti. Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare il mondo in cui vive, perché la natura è un bene prezioso che dobbiamo conservare anche per le future generazioni.
Cordone Katya, Falcone Chiara, Francioni Elisabeth, Lomastro Alice, Marrano Lorenzo, Sarcinelli Frida.
L'educazione ambientale nelle scuole viene spesso percepita come un insieme di regole rigide e lezioni puramente teoriche, un approccio che rischia di allontanare gli studenti dai problemi reali anziché avvicinarli, mentre per invertire questa tendenza è necessario puntare su attività pratiche e uscite sul campo capaci di mostrare da vicino il valore del patrimonio naturale.
Un esempio concreto dell'utilità di questo metodo è stata la visita didattica ai calanchi di Palata e al fiume Biferno, un'esperienza che ha permesso di comprendere dinamiche ambientali complesse in modo immediato e coinvolgente.
Osservare dal vivo i calanchi di Palata ha reso visibile il fenomeno dell'erosione del suolo e del dissesto idrogeologico, mostrando come gli agenti atmosferici modellino le colline argillose e facendo capire l'importanza della salvaguardia del terreno molto meglio di qualunque pagina di un libro di geografia.
Allo stesso modo, lo studio dell'ecosistema del fiume Biferno ha offerto l'opportunità di analizzare direttamente l'acqua e la biodiversità fluviale, rendendo evidente come l'inquinamento e i cambiamenti climatici minaccino gli equilibri naturali a noi più vicini.
Esperienze di questo tipo dimostrano che per migliorare l'educazione ecologica bisogna promuovere una didattica basata sul legame con il territorio, stimolando anche l'uso della tecnologia come visori per simulazioni digitali o progetti di citizen science.
Per diffondere queste tematiche tra i giovani, inoltre, è fondamentale abbandonare i toni catastrofisti e concentrarsi sui vantaggi reali della sostenibilità, come la valorizzazione turistica di luoghi unici come i calanchi, utilizzando una comunicazione moderna basata su video brevi e social network.
Infine, l'introduzione di piccoli accorgimenti quotidiani all'interno delle scuole, come il potenziamento della raccolta differenziata o la riduzione della plastica monouso, aiuta a trasformare la tutela dell'ambiente da obbligo astratto a abitudine concreta, dimostrando che la protezione del territorio parte proprio dalla conoscenza diretta e dalle azioni di ogni giorno.
D’angelo Damiano, Di Benedetto Angelica, Cordone Vanessa, Terone Camilla, D’Ippolito Elisabetta, Ceci Morris, Ferrante Giorgia.