19/02/2019
DIARIO DI BORDO, GIORNO 4
‘Una storia comune- studio su Platonov’ è una rivisitazione di uno spettacolo russo di Anthon Checov
I personaggi dello sceneggiato appartengono all’aristocrazia moscovita.Si tratta di uomini e donne sfaccendati, che trascorrono le loro giornate cercando di non annegare nella noia. La loro miseria, dunque, non deriva dalla loro condizione economica: essa è una miseria d’animo. La vacuità delle loro esistenze, la loro perenne insoddisfazione, la frustrazione che li tiene prigionieri li inducono ad abbandonarsi ai vizi della carne e dell’alcol.
Eppure segreti inconfessabili si celano dietro le facciate delle loro splendide ville e dietro le loro maniere raffinate.
Ad un tratto però il meccanismo si inceppa: gli altarini si scoprono e i segreti vengono a galla. I personaggi si spogliano delle loro maschere rivelandosi per quello che sono: uomini fragili che cercano stimoli e sensazioni sempre più nuovi e più intensi.
Ed è così che si passa dal desiderio di evasione alla nevrosi e dalla nevrosi al raptus: l’irrazionalità dura un istante di ma le conseguenze eterne.
Eppure nel caos di una cena tra amici (o presunti tali) c’è ancora chi ha il coraggio di credere nell’essere umano e sperare per lui in una sorte più clemente.
Lo spettacolo mi ha indotto a riflettere sulla natura umana, a pensare a quanto ciascuno di noi non sa o trascura dell’altro, al tragico errore che commettiamo ogniqualvolta diamo qualcosa o peggio ancora qualcuno per scontato. Ho trascorso una notte insonne.
Ho pensato che sarebbe bello avere la consapevolezza di sé e del proprio corpo che aveva l’attrice su quel palco, capace persino di spogliarsi difronte alla platea senza alcun imbarazzo.
Ho pensato a lei e ho ripensato alle colonne sonore che hanno scandito gli atti del dramma. Hanno riecheggiato nella mia mente tutta la notte.
Una storia comune è in realtà una storia abbastanza complessa. Per seguire l’intrico della trama c’è stato bisogno di una buona dose di concentrazione: come tutte le opere degli scrittori decadenti russi è un po’ ‘cervellotica’.
Certo però ne è valsa la pena di sforzarsi un po’ di più per analizzarne i dettagli, perché gli spunti di riflessione che ne ho tratto sono davvero molti.