04/07/2026
TORVAJANICA OFF
(E C***O SE LO SAPETE BENE CHE È OFF)
Negli ultimi due mesi sembra non si possa respirare senza sentire parlare dei nuovi, "miracolosi" post social che stanno spopolando sul litorale. Contenuti mediamente virali (e stendiamo un velo pietoso sui metodi usati per raggiungere quella media viralità) tesi a dipingere come il nuovo fiore all'occhiello del turismo di Pomezia.
Roba da far invidia a .
Peccato che questa narrazione viva in un universo parallelo, totalmente scollegato dalla realtà che si sbatte ogni santo giorno contro gli occhi dei residenti. Parliamo di quella splendida routine fatta di degrado urbano cronico e servizi fantasma che ci accompagna per 365 giorni l'anno. Il tutto condito, d'estate, da quella rissosità molesta e da quegli episodi di violenza che documentiamo ormai da anni qui su "La Chiamata" e prima ancora su GTA Pomezia nell'indifferenza generale. Una realtà della quale le nostre istituzioni, storicamente, si sono sempre sbattute beatamente il c***o: zero controlli, zero idee e zero piani per risolvere anche solo una delle mille piaghe del territorio.
MA FERMI TUTTI!
C'È IL COLPO DI SCENA.
La nostra illuminata amministrazione comunale, colpita da improvvisa folgorazione mistica davanti a questi reel, ha deciso che quel genio del digital marketing meritasse un premio. Risultato?
Gli hanno regalato ben tre serate in piena estate a Piazzale Kennedy. Tutto gratis, ovviamente, d'altronde a che serve la burocrazia quando si può scivolare sul velluto del "libero patrocinio"?
E pazienza se il cartellone estivo era già chiuso e sigillato: palco e sedie aggratis non si negano a nessuno.
Non vogliamo insinuare nulla, ci mancherebbe.
Anche perché il "creatore", quando ci ha approcciato per elemosinare una collaborazione che pompasse ancora di più il suo orticello, ha messo le mani avanti giurando sulla purezza francescana dell'iniziativa.
Scopo dichiarato? Valorizzare il territorio. Creare comunità. Rendere i cittadini consci della bellezza che li circonda. Poetico.
Il piccolo dettaglio è che per essere consci di qualcosa di bello, quel qualcosa dovrebbe prima esistere. E se anche esistesse, mantenerlo integro sarebbe compito di chi siede in Comune a riscuotere le tasse, non del cittadino.
Comunque, da prassi, ho girato il visionario all'agenzia di comunicazione che cura le nostre partnership.
Qui la favola ha iniziato a scricchiolare.
Dopo aver sbandierato l'appoggio del Comune (il patrocinio vero e proprio è arrivato pochi giorni dopo) e aver promesso eventi titanici per queste tre serate, buttando lì nomi come e (ovviamente senza fare il minimo cenno a come 'sta roba sarebbe stata finanziata), il ragazzo dell'agenzia, conscio che la regola massima della vita è che nessuno fa niente per niente, gli ha fatto la domanda da un milione di dollari:
"Ho notato, sul profilo ufficiale del progetto, dei video in cui sponsorizzate svariate attività commerciali di Torvajanica. Praticamente state facendo networking, creando una rete di contatti attraverso questi contenuti per poi sponsorizzarci le varie attività. In che modo vengono gestite queste sponsorizzazioni?"
Lì il nostro influencer del litorale è diventato improvvisamente un filosofo d'altri tempi.
È rimasto sul vago, superc***olando sul fatto che "per valorizzare il territorio bisogna valorizzarne l'economia", dimenticandosi però di menzionare i probabili (e privatissimi) accordi economici che trasformano quella valorizzazione in puro fatturato.
Per tagliare la testa al toro, visto che di mezzo c'è l'ente pubblico, l'agenzia gli ha chiesto una documentazione programmatica minima. Giusto per capire se dietro i massimi sistemi ci fosse della sostanza o solo aria fritta, e valutare se concedergli il nostro supporto (che gli avremmo dato persino gratis, se il progetto fosse stato davvero nobile e non un business mascherato).
La telefonata è passata agli atti sabato 6 giugno.
L'accordo era di ricevere le carte per mail entro martedì 9 giugno.
OGGI È SABATO 4 LUGLIO.
QUELLA MAIL NON È MAI ARRIVATA.