"u Castarill" Centro culturale

"u Castarill" Centro culturale Il Centro Culturale "u Castarill" si propone di divulgare la cultura e le tradizioni di Polignano a Mare a polignanesi e non.

Tenere viva nelle varie generazioni la memoria dei luoghi che trasmettono messaggi religiosi appartenenti alla fede e alla storia di una comunità. Far conoscere anche ai turisti come certi scorci architettonici abbiano rappresentato e rappresentino tutt’ora il punto di riferimento della coesione religiosa, della univocità della fede, della ricerca dell’“Oltre” che fa da eco continuo nel cuore dei passanti . Aiutare a conoscere e a ridefinire i vari significati delle strutture architettonic

BUONA DOMENICA«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter...
06/09/2026

BUONA DOMENICA

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18,15-20)

Chi ci ama ci sa rimproverare, chi non ci ama sa solo ferire o adulare. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo, ogni persona un talento per la chiesa e per la storia. Investire in questo modo, investire in legami di fraternità e libertà, di cura e di custodia, è l'unica economia che produrrà vera crescita del bene comune.
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Mosaico dell'incontro e abbraccio tra Pietro e Paolo, Ca****la Palatina (sec. XII, in parte restaurato e rifatto nel XV sec), Palermo.

Nel celebre mosaico palermitano, raffigurante l'incontro tra san Pietro e san Paolo alle porte di Roma, la Chiesa e la sua «economia» del vero guadagno si fanno icona viva del Vangelo di questa domenica, incentrato sulla correzione fraterna e sulla comunione: «... se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello».
L'iscrizione in alto richiama il passo degli Atti degli Apostoli (28,15) in cui Pietro va incontro a Paolo presso il Foro di Appio; il mosaicista traduce questo evento nell'intimo e celebre abbraccio riconciliatore tramandato dalla tradizione spirituale, in cui i due apostoli, superate le antiche divergenze, si stringono piangendo di gioia e ritrovando perfetto coraggio in Dio (accepit fiduciam).
Al loro fianco, la figura stante di un discepolo, uno dei cristiani giunti da Roma, assiste come testimone di una fraternità ritrovata che travalicano i confini geografici e del cuore e custodita all'interno della comunità ecclesiale. Pietro e Paolo ci insegnano che la vera custodia del fratello non nasce dalla condanna o dall'adulazione, ma da un amore capace di ricucire i legami nella verità e nell'umiltà. L'abbraccio tra i due principi degli apostoli rivela così che investire nella riconciliazione e nel perdono reciproco è l'unica vera "sacra economia" capace di edificare la Chiesa e far crescere il bene comune.

BUONA DOMENICAIn quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto...
30/08/2026

BUONA DOMENICA

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».

Se qualcuno vuole ve**re dietro a me... Vivere una storia con lui, ha un avvio così leggero e liberante: se qualcuno vuole. Se vuoi. Tu andrai o non andrai con Lui, scegli, nessuna imposizione; con lui «maestro degli uomini liberi», «fonte di libere vite» (D.M. Turoldo), se vuoi.

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Bernardo Bitti, Le lacrime di san Pietro (1603), Iglesia de la Compañía de Arequipa, Museo de Arte de Lima Perù.

Nell’opera del gesuita Bernardo Bitti viene creata un’iconografia del tutto originale e priva di riscontro diretto nei Vangeli: l'artista colloca Pietro in lacrime esattamente davanti a Cristo legato alla colonna della flagellazione. Sebbene storicamente nessun discepolo abbia assistito a quella tortura, la pittura compie qui una straordinaria sintesi teologica che diventa guida alla meditazione del Vangelo odierno e traduzione visiva dell'imperativo di Gesù: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Nel Vangelo, poco prima, Gesù aveva dovuto redarguire Pietro con forza, «Va’ dietro a me, Satana!», perché l'apostolo, come l’uomo di ogni tempo, pretende di precedere il Maestro, di addomesticare Dio e di insegnargli la via, pensando secondo il mondo e non secondo Dio. In quest’opera vediamo Pietro compiere finalmente il passo decisivo: si mette dietro a Gesù. Sotto il peso del triplice rinnegamento e del proprio fallimento, Pietro rinuncia al proprio orgoglio, piange il suo peccato, rinnega se stesso e sceglie di occupare il suo vero posto nella sequela, alle spalle del Signore. Guardando alla colonna della Passione e alle spalle piagate di Colui che dà la vita per l'umanità, Pietro impara cosa significhi davvero seguire il Maestro: non percorrere una via di gloria umana, ma offrire la docile sequela a un Amore che si dona fino in fondo. Mettersi dietro a Cristo significa allora smettere di pretendere di guidare i Suoi passi e accettare di seguirLo con umiltà, lasciando che siano il Suo dono e le Sue piaghe a tracciare la strada della nostra vita e della nostra gioia.

25/08/2026

BUONA DOMENICA“…Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio v...
23/08/2026

BUONA DOMENICA

“…Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli…». (Mt 16,13-20).

Gesù non cerca parole, cerca rapporti (io per te); non vuole definizioni esatte ma coinvolgimenti: che cosa ti è successo, quando mi hai incontrato? La sua domanda assomiglia a quelle degli innamorati: quanto conto per te? Che posto ho, che importanza ho nella tua vita? Gesù non ha bisogno della risposta dei dodici, e della mia, per sapere se è più bravo degli altri profeti, ma per sapere se sono innamorato, se gli ho aperto il cuore. Cristo non è nelle mie parole, ma in ciò che di Lui arde in me.
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Guido Reni, La Consegna delle Chiavi a San Pietro (1623), Musée du Louvre, Parigi.

In quest’opera, Guido Reni si ispira all'armonia di Raffaello: un classicismo evidente nei volti misurati, nell’eleganza contenuta dei gesti, nella razionalità dello spazio e nella levità dei colori smaltati. Il gruppo si staglia contro una fuga di colonne d'ordine classico dal forte valore simbolico. Le colonne scure alle spalle di Gesù e degli apostoli rappresentano l'Antica Alleanza, evidenziando come Cristo operi "dentro" la storia umana per portarvi la luce; di contro, le colonne candide e radiose dietro Pietro simboleggiano la Nuova Alleanza e la Chiesa nascente, la "Sposa di Cristo". Pietro è in ginocchio proprio alla base di questa architettura luminosa, che si apre verso il cielo e verso un sereno paesaggio, mentre in alto tre putti dorati emergono tra le nubi. La scena trova il suo fulcro nell'incrocio di sguardi durante la consegna delle chiavi, fondato su una solenne dichiarazione di amore e fiducia verso colui che è chiamato a essere Roccia. Come scrive san Gregorio Magno: «Poiché egli [Pietro] ricevette le chiavi del regno dei cieli, il potere di legare e sciogliere è affidato a lui, la cura della Chiesa intera e il suo governo sono dati a lui» (San Gregorio Magno).
Il cordone che unisce le due chiavi risponde a un preciso significato teologico. Tradizionalmente, la chiave d'oro simboleggia l'autorità spirituale nei Cieli e quella d'argento il potere giurisdizionale sulla Terra. Il laccio che le stringe rappresenta visivamente l'atto del "legare e sciogliere", esplicitando il legame profondo tra la sfera celeste e quella terrena attraverso il mandato affidato a Pietro, alla Chiesa.

BUONA DOMENICA“…Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figli...
16/08/2026

BUONA DOMENICA

“…Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola… Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (Mt 15,21-28)

La donna confessa di essere lì a cercare solo briciole, solo avanzi, il pane perduto. Con una forza straordinaria, questa madre crede con tutta se stessa che per il Dio di Gesù non ci siano figli di serie A o di serie B, uomini e cagnolini, ma soltanto fame da saziare e creature da amare. Crede che il Dio di Gesù sia più attento al dolore dei suoi figli che alle loro formule di fede, e che desideri la loro felicità prima ancora della loro formale osservanza. Gesù ne rimane come folgorato e si commuove: «Donna, grande è la tua fede!». Lei, che non va al tempio, non legge le Scritture e viene da una tradizione pagana, viene proclamata maestra di grande fede. Non conosce le regole del catechismo, eppure dimostra di conoscere Dio da dentro, sentendolo pulsare nel profondo delle ferite del suo cuore di madre. Lei sa che «fa piaga nel cuore di Dio la somma del dolore del mondo» (G. Ungaretti).
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Paul, Herman e Jean Limbourg, miniatura del Libro d’ore del XV sec (1411-1440), Musée Condé di Chantilly

Noto come capolavoro assoluto del Gotico internazionale, il meraviglioso codice miniato delle Très Riches Heures du Duc de Berry dei fratelli Limbourg, ci presenta la guarigione della figlia della Cananea. La miniatura raffigura l'incontro tra Gesù, in cammino nei territori di Tiro e Sidone, e una madre pagana che si prostra a terra per implorare la guarigione della figlia, visibile sullo sfondo mentre giace sofferente a letto. Gli apostoli intercedono infastiditi dalle sue grida, mentre Gesù, dopo un primo momento di apparente e severo silenzio volto a mettere alla prova la sua fede, si lascia vincere dalla tenacia e dall'amore di quella donna. Riconoscendo la grandezza della sua fede, Cristo le concede la guarigione, rivelando così il volto di un Dio misericordioso, "lento all'ira e grande nell'amore", il cui cuore si apre ben oltre i confini d'Israele per accogliere chiunque gridi a Lui con fiducia.

BUONA SOLENNITA’ DELL’ ASSUNZIONE“…perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chi...
15/08/2026

BUONA SOLENNITA’ DELL’ ASSUNZIONE

“…perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata…
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” (Lc 1,39-56).

“…In tal modo l'augusta Madre di Dio … ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli” (PIO XII, Munificentissimus Deus).

La festa di oggi afferma la nostra fede e la nostra speranza nella vita eterna. Maria è in realtà molto più vicina a noi di quanto pensiamo: da madre non ci ha abbandonato e non ci abbandona mai a noi stessi. Continua a risplendere per tutti come colei che fu la “Prescelta”. Non è un'icona irraggiungibile, ma la piena certezza di ogni scelta che ciascuno di noi è chiamato a compiere in risposta alla Parola di Dio, per generare vita. Come disse san Simeone il Nuovo Teologo nel decimo secolo, siamo tutti invitati a diventare Christotokoi (generatori di Cristo) e Theotokoi (generatori di Dio). Attraverso la sua materna intercessione, possiamo diventare anche noi, a sua immagine, generatori della presenza di Dio nel mondo.
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Luca Alvese, Tela dell’Assunzione della Vergine Maria tra gli apostoli (1720), Cattedrale Polignano a Mare.

In una cornice ottagonale, Maria Vergine ascende al cielo su una nube, con il corpo avvolto in un drappeggio fluttuante e le braccia aperte in un gesto di accoglienza e trionfo. Il suo sguardo è rivolto verso l'alto, in direzione della gloria divina. È circondata da putti e cherubini, alcuni dei quali sembrano spingerla verso il cielo, mentre altri volano festosamente attorno a lei. Gli Apostoli sono riuniti attorno al il sepolcro vuoto di Maria. I loro corpi sono avvolti in abiti dai colori vivaci, su cui si riflette la luce celeste. Le loro espressioni variano dalla meraviglia allo stupore e al dolore. Alcuni guardano in alto, seguendo l'ascensione, mentre altri si scambiano sguardi perplessi o increduli. Un Apostolo in primo piano sembra inginocchiarsi, mentre rose cadono a terra, un dettaglio che spesso si associa alla tradizione di San Tommaso, il quale, giunto in ritardo, trovò il sepolcro pieno di fiori anziché del corpo di Maria.

BUONA DOMENICAEd egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, ...
09/08/2026

BUONA DOMENICA

Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». (Mt 14,22-33)

Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’apostolo, commenta: il Signore «sì è abbassato e t’ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te» (Enarrationes in Psalmos 95, 7) e dice questo non solo a Pietro, ma lo dice anche a noi
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Yongsung Kim, La mano di Dio (2017), Havenlight Frameworks Gallery, Utah - Stati Uniti.

Il dipinto dell'artista coreano raffigura l'episodio evangelico di Gesù che salva Pietro dall'annegamento, ma con una scelta prospettica rivoluzionaria: non la solita vista in terza persona, bensì una prospettiva in prima persona. Lo spettatore vede la scena direttamente con gli occhi di Pietro, che affonda sott'acqua. Questa scelta rende immediata l'immedesimazione: ognuno di noi può riconoscersi in quel momento di fragilità e sentire il bisogno personale di un Salvatore.
Il testo sottolinea come il dubbio faccia parte della vita spirituale. Camminare sulle acque non significa essere immuni dalle esitazioni, ma avere il coraggio di "scendere dalla barca": avere fede e pregare ogni giorno, partecipare alla vita sacramentale e compiere gesti di ca**tà anche nei momenti di aridità o incomprensione. Quando le onde della vita ci trascinano verso il fondo, non possiamo rimanere sommersi, ma tornare a galla e rifissare lo sguardo su Cristo, l'unica vera sorgente di forza per continuare a camminare.
Nessuno si salva da solo. L'opera di Yongsung Kim è un potente promemoria del nostro bisogno quotidiano della grazia di Gesù, che non è solo un uomo buono o un profeta, ma il Salvatore del mondo. Il dipinto cattura la dinamica fondamentale della salvezza: mentre Cristo tende la Sua mano verso l'acqua per afferrarci, spetta a noi tendere la nostra mano a Lui. In questo incontro di sguardi e di mani si compie il passaggio dal dubbio alla speranza, ricordandoci che la Sua grazia è sempre pronta a rievocare la nostra vita dal fondo del mare e camminare al di sopra di ogni tempesta, di ogni omologazione, di tristezza e paura.

Presentazione n°3 Rivista "u Castarll"
04/08/2026

Presentazione n°3 Rivista "u Castarll"

Questa sera alla 20.30 presentazione del 3° numero della Rivista u Castarill. Vi aspettiamo
04/08/2026

Questa sera alla 20.30 presentazione del 3° numero della Rivista u Castarill. Vi aspettiamo

BUONA DOMENICA“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati… Sul far ...
02/08/2026

BUONA DOMENICA

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati… Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla” (Mt 14,13-21)

E dalla compassione fioriscono miracoli: guarì i loro malati. Il nostro tesoro più grande è un Dio appassionato che patisce per noi. Poi Il miracolo del pane una questione di mani che condividono partendo dal gesto eucaristico. Un moltiplicarsi di mani e di cuore, più che di pane. Dai discepoli a Gesù, da lui ai discepoli, dai discepoli alla folla. Allora apri le tue mani. Qualunque sia il pane che tu puoi donare, non trattenerlo, apri il pugno chiuso. Imita il germoglio che si schiude, il seme che si spacca, la nuvola che sparge il suo contenuto.
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Mosaico della Moltiplicazione dei pani e dei pesci(V-VI secolo), Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna.

La composizione di questo celebre mosaico ravennate si fonda su una perfetta simmetria il cui centro è Cristo, raffigurato giovane e vestito di porpora, simbolo della sua gloria. Nell’allargare le braccia a destra e a sinistra per consegnare i pani e i pesci ai discepoli, Gesù anticipa plasticamente la posizione della croce, rivelando che il vero cibo capace di saziare la fame dell'umanità è la donazione di Se stesso. L’artista rappresenta solo quattro pani perché il quinto pane è Cristo stesso, il Pane vivo disceso dal cielo. I discepoli accolgono il dono con le mani velate, secondo il rispetto del cerimoniale bizantino, ma la loro presenza è fondamentale: Gesù non agisce da solo, ma sceglie di raggiungere e sfamare la folla proprio attraverso le mani dei suoi amici. Questo mosaico ci ricorda che la vera condivisione dei beni nasce quando impariamo da Cristo ad allargare le braccia e a stendere le mani verso gli altri. Prima ancora di un gesto materiale, la condivisione richiede di dilatare il cuore, lasciandoci muovere da quella stessa compassione che Gesù prova per la folla. Guardando a Lui e nutrendoci dell'Eucaristia, impariamo a non trattenere ciò che abbiamo, trasformando i nostri pochi pani nella sovrabbondanza di un amore che si fa dono per tutti.

Indirizzo

Piazzetta FulVia Miani Perotti N. 16
Polignano A Mare
70044

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