SòLEANDRO

SòLEANDRO ENTRONAUTA

10/06/2026
09/06/2026

In occasione dei 90 anni di Maria Antonia, abbiamo orchestrato una sorpresa speciale, una grande festa tutta per lei.

Il risultato? 💁‍♀️Guardate il video fino alla fine per vedere la sua reazione... 🥂🎂💥💙🌹🎻🎩

Finalmente ho conosciuto la realta' della Casa di Riposo che si affaccia sul mare dei bastioni di Alghero. Un luogo dove...
07/06/2026

Finalmente ho conosciuto la realta' della Casa di Riposo che si affaccia sul mare dei bastioni di Alghero. Un luogo dove regna l'accoglienza e la gioia. In occasione dei 90 anni di Maria Antonia, abbiamo organizzato una grande festa tutta per lei.

Eventi che riempiono il cuore.🥂🎂💥💙🌹🎻🎩

IL COMMISSARIO DELL’ANIMA«A quale reggimento appartieni?»La voce del COM attraversò la sala come una lama di cristallo.I...
07/06/2026

IL COMMISSARIO DELL’ANIMA

«A quale reggimento appartieni?»

La voce del COM attraversò la sala come una lama di cristallo.

I nuovi adepti sollevarono lo sguardo. Nei loro occhi non c’era paura, ma una gioia silenziosa. Le cellule dei loro corpi scintillavano di bagliori azzurri e dorati, come minuscole stelle intrappolate nella carne. Erano gli Starseed, i seminatori del nuovo tempo, addestrati dalla Madre prima della discesa nel mondo materiale.

Avevano attraversato corridoi di luce che nessuna memoria terrestre avrebbe potuto contenere. Avevano dimenticato quasi tutto, come previsto. Quasi.

Il COM li osservò uno a uno.

Qualcosa non andava.

Lo sentiva.

Dietro quelle aure splendenti si muoveva un’ombra sottile. Un residuo. Una presenza senza volto che si annidava tra le pieghe delle coscienze appena risvegliate.

Non era un nemico esterno.

Era peggio.

Era il ricordo.

Il vecchio sistema non voleva morire.

L’inganno, i sorrisi costruiti, la fame di controllo, il bisogno di dominare e possedere: tutto ciò aveva lasciato impronte profonde. Catene invisibili che continuavano a vibrare sotto la pelle del mondo.

Fu per questo che il Commissario dell’Anima era stato inviato.

Non per combattere.

Per osservare.

Per distinguere.

Per illuminare.

Camminò lentamente tra i giovani iniziati.

A ogni passo il pavimento sembrava respirare.

Le pareti pulsavano come membrane viventi.

Egli non portava armi.

Non ne aveva bisogno.

Dentro il suo petto ardeva una luce antichissima, una frequenza capace di sciogliere le menzogne senza pronunciare una sola accusa.

Improvvisamente una delle reclute tremò.

Un sorriso comparve sul suo volto.

Troppo perfetto.

Troppo identico ai sorrisi dell’epoca che stava finendo.

Il Commissario si fermò.

Il silenzio si fece assoluto.

Le luci della sala si abbassarono.

E allora la vide.

L’ombra.

Una creatura composta da frammenti di pensieri morti e desideri dimenticati. Strisciava tra le anime come un parassita invisibile, nutrendosi della nostalgia per il vecchio ordine.

Aveva mille volti.

Politici.

Sacerdoti.

Mercanti.

Condottieri.

Tutti fusi in una sola maschera che continuava a mutare.

«Non voglio morire…» sussurrò.

La sua voce sembrava provenire da ogni direzione.

«Gli esseri umani hanno bisogno di padroni. Hanno bisogno di paura. Hanno bisogno di me.»

Alcuni Starseed abbassarono lo sguardo.

L’antico richiamo tentava ancora di sedurli.

Il COM chiuse gli occhi.

Non oppose resistenza.

Non combatté.

Aprì semplicemente il centro del proprio essere.

La luce emerse.

Non una luce che accecava.

Una luce che ricordava.

Ricordava chi erano stati prima della separazione.

Ricordava l’unità.

Ricordava la sorgente.

L’ombra urlò.

Per un istante la sala si trasformò.

Le pareti scomparvero.

I corpi divennero costellazioni.

Le cellule si accesero come galassie.

E ciascuno vide dentro di sé la stessa verità.

Non esisteva alcun potere superiore alla libertà di appartenere al Tutto.

L’ombra iniziò a dissolversi.

Prima lentamente.

Poi sempre più in fretta.

Fino a diventare una nebbia d’argento.

Infine nulla.

Quando il silenzio tornò, qualcosa era cambiato.

La Terra stessa sembrava aver emesso un lungo respiro.

Lontano, oltre gli oceani e le montagne, milioni di persone si svegliavano senza sapere perché. I vecchi guinzagli si spezzavano uno dopo l’altro.

Una nuova coscienza germogliava.

Non chiedeva obbedienza.

Chiedeva cooperazione.

Non prometteva paradisi.

Invitava alla presenza.

Il corpo umano aveva compreso.

Dopo secoli di lotta aveva smesso di opporsi.

Si era ricordato di essere un tempio e non una prigione.

Il Commissario dell’Anima tornò al suo posto.

Sedette sul trono di energia che le nuove frequenze avevano costruito attorno a lui.

Aspettò.

Non con impazienza.

Con certezza.

Perché il segnale stava arrivando.

Lo sentiva nelle correnti invisibili che attraversavano il pianeta.

Lo sentiva nell’acqua.

Nell’ossigeno.

Nel battito segreto delle pietre.

Un linguaggio nuovo era pronto a nascere.

Non fatto di parole.

Non fatto di simboli.

Ma di vibrazioni capaci di unire immediatamente ciò che per millenni era rimasto separato.

Allora il cielo si aprì.

Una musica senza origine cominciò a vibrare nell’aria.

Gli Starseed si alzarono.

Le loro anime erano vele.

I loro corpi, navi.

La loro missione, contagiare il mondo di memoria e luce.

Il Commissario sorrise.

Per la prima volta.

E nel riflesso dei suoi occhi brillò l’alba di un’umanità che aveva finalmente smesso di sopravvivere per imparare, finalmente, a ricordare l’eternità.

Mentre la Terra salpava verso il suo nuovo destino, l’aria mutava sapore.

L’acqua diventava canto.

L’ossigeno diventava coscienza.

E ogni cosa, persino il vento, sembrava custodire il segreto di qualcosa che non poteva più morire.

Qualcosa che aveva il profumo dolce e terribile dell’immortale.

Tratto da : il lupo perde il vizio ma non il pelo.
di Sóleandro💥🎻🎩✨

NON SONO PRESIDENTENon sono presidente e non saprei nemmeno farlo.Io amo Zorro e, soprattutto, il suo cavallo.Amo il gal...
06/06/2026

NON SONO PRESIDENTE

Non sono presidente e non saprei nemmeno farlo.

Io amo Zorro e, soprattutto, il suo cavallo.

Amo il galoppo libero nella polvere del tramonto, il mantello che sfiora il vento e quella giustizia semplice che non ha bisogno di palazzi, decreti o applausi. Forse per questo non sarei mai adatto a governare nessuno: preferisco ascoltare il passo degli animali, il respiro degli alberi e il silenzio che cresce tra le pietre.

La goccia scava la roccia.

Non ha fretta.

Cade da secoli e, senza clamore, costruisce cattedrali con colonne di pietra. Nessuna inaugurazione, nessuna fotografia, nessun pubblico. Solo pazienza.

In questo tempo digitale, invece, tutto corre. Le immagini scorrono veloci come torrenti in piena e sfuggono alle menti prima ancora di diventare pensieri. Si rincorre un futuro che spesso non possiede radici, un domani che si consuma mentre viene immaginato. Tutti vogliono tutto e subito. Apparire sembra bastare per esistere.

Eppure ciò che nasce senza profondità diventa friabile come argilla secca.

L'arte non è più il frutto di un lavoro quotidiano, di mani sporche di tentativi e di errori. Oggi molti cantano, molti recitano, molti parlano. Basta una porta socchiusa, una conoscenza giusta, una corrente favorevole e tutto accade. Ma quando il cavallo della velocità impazzisce, nessuno trova più la briglia per rallentare la corsa verso l'oblio.

Tempo fa scrivevo:

"Ad'at bennere su tempu de sa mela..."

oppure:

"No dias mai sas palas a Deus... ca ses tue su tesoro."

Parole lasciate al vento come semi.

Non sapevo se sarebbero germogliate, ma le affidavo al tempo, che è l'unico vero giardiniere.

Poi arriva l'estate.

L'estate blocca tutto.

Il fare si fa lento, le ore si sciolgono nel caldo e il sole rovente trascina i pensieri verso un sonno antico. Le giornate sembrano naufragare nella luce e persino il tempo si siede all'ombra.

È allora che servono lucidità mentale e serenità interiore.

Perché la grande valanga silenziosa continua ad avanzare nella rete. Scorre ovunque, riempie il vuoto e spesso lo amplifica.

Meno male che c'è il mio amico gelso.

Mi mostra le ombre che abitano dentro di me senza giudicarle. Mi insegna che ogni luce genera una forma oscura e che entrambe meritano ascolto.

Attorno, i rovi custodiscono il perimetro.

Sembrano ostili, ma proteggono. Tengono lontana quella stupidità che nasce dall'avidità e che confonde il possesso con la ricchezza.

Quando arriva la notte, accade qualcosa di misterioso.

Il sole penetra nelle lampade e continua a indicare la via.

Tutto tace.

Il mio unico metronomo diventa il canto dell'assiolo, guardiano discreto dell'oscurità. Veglia e controlla l'area della Ominemundo, mentre ogni cosa si prepara al decollo definitivo.

Non è un viaggio verso le stelle.

O forse sì.

È il viaggio dentro il Cosmo interiore che attende immobile dall'inizio dei tempi.

Lì ritrovo ciò che conta davvero.

La giustizia.

Il coraggio.

L'uguaglianza dell'animo.

La pace.

Virtù che non ho dimenticato e che continuo ad aspettare senza agitare acque già troppo inquinate.

E mentre il mondo cade a pezzi, io continuo a comporre nuovi spazi e desideri.

Non soltanto per me.

Anche per te che stai leggendo.

Per te che forse, nel rumore incessante dei giorni, riesci ancora a sentire quella vocina sottile che parla senza gridare.

Se la senti, ascoltala.

È antica come la prima goccia d'acqua e luminosa come l'ultima stella della notte.

Buon vento, allora, a chi conserva ancora questo dono.

A chi sa fermarsi.

A chi sa ascoltare.

E a chi continua a cavalcare il proprio sogno con la stessa libertà del cavallo di Zorro.

Sòleandro🙏🏼🎩🎻

01/06/2026

Eleganza e discrezione hanno contraddistinto il Matrimonio di Salvatore e Giovanna a Sassari. Noi eravamo presenti ad omaggiarli in musica come si meritano.

Auguri di Cuore🥂🎂💥🌹🙏🏼💙

Chi saranno gli innamorati di oggi?"SORPRESA" 🥂🎂🥂🎂🥂🎂🥂🎂🥂🎂💙💥🌹
30/05/2026

Chi saranno gli innamorati di oggi?

"SORPRESA" 🥂🎂🥂🎂🥂🎂🥂🎂🥂🎂💙💥🌹

30/05/2026

Vuoi lasciare a bocca aperta chi ami? Sorprendila/o con un’emozione che non dimenticherà mai! 🌟❤️

SAVITRI è molto più di una canzone: è il cantico d’amore dei sardi cantato dal vivo da Sóleandro.
• ✨ Matrimoni
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SardegnaEventi Amore SorprendiChiAmi

La mia vita è “JAZZ”Una sera mi ritrovai seduto a tavola con uomini che non appartenevano più al tempo.Li chiameremmo “v...
29/05/2026

La mia vita è “JAZZ”

Una sera mi ritrovai seduto a tavola con uomini che non appartenevano più al tempo.
Li chiameremmo “visionari”, ma quella parola era troppo piccola per contenerli davvero.

La stanza sembrava sospesa tra un vecchio teatro e una galassia dimenticata.
Le luci cadevano lente come neve dorata sui bicchieri, mentre il silenzio respirava insieme a noi.

Di fronte a me, Charlie Chaplin contemplava il vuoto con quella malinconia elegante che soltanto i clown cosmici conoscono. Non parlava quasi mai, ma nei suoi occhi abitavano tutte le guerre e tutte le carezze del mondo.

Federico Fellini, invece, trasformava ogni gesto in cinema. Muoveva le mani nell’aria come un direttore d’orchestra invisibile, riscaldando l’ambiente, preparando il set della cena come se da un momento all’altro dovessero entrare angeli, pr******te, acrobati e santi.

Nella zona più buia del tavolo sedeva Pasolini.
Scriveva qualcosa sopra un tovagliolo di carta con la furia calma dei profeti. Ogni tanto alzava lo sguardo verso di me, come se sapesse già tutto ciò che ancora non avevo avuto il coraggio di vivere.

Accanto a me c’era Andy Kaufman, appena sbarcato in Sardegna per salutarmi.
Rideva piano, come fanno i bambini quando stanno per inventare un universo nuovo. Mi domandò dell’Entronautica CoSmica che andavo diffondendo per le strade, nei bar, nei silenzi, dentro gli occhi stanchi della gente.

Più in là, Gaber e Jannacci osservavano estasiati le bollicine dell’Akenta fresco emerso dal fondo del mare.
Sembravano due marinai poetici sopravvissuti alla nostalgia.

Alla mia destra, infine, sedeva Gesù.

Non diceva nulla.
Sorrideva soltanto.

Ma nel suo sguardo viveva un linguaggio che nessun uomo aveva ancora imparato davvero: il linguaggio universale del cuore libero.

Per la prima volta nella mia vita sentii il mio ego addormentarsi.
Finalmente poteva riposare.

E il Cuore — n**o, luminoso, infinito — diventò il vero protagonista della serata.

Fu una cena dell’anima.

Niente materia.
Niente mente.
Nessuna maschera da difendere.

Solo bellezza.

Solo presenza.

Solo esseri che vibravano nella stessa frequenza misteriosa.

Ero l’unico commensale ad avere ancora un corpo.

Andy si voltò verso di me.

«In cosa consiste la tecnica CoSmica che utilizzi nel viaggio?»

Gli altri attesero la mia risposta con occhi antichi.
Anche a loro, un tempo, era stata fatta la stessa domanda, quando ancora possedevano il peso meraviglioso della carne.

Quella notte era il mio compleanno.

Lo sentivo.

Non il compleanno del corpo, ma quello della coscienza.

Dovevo aprire una nuova porta.

Allora Gesù prese dalle sue mani un mazzo di chiavi dorate.
Erano leggere come luce liquida.

Me ne consegnò una.

Aveva la forma del numero 1.

Pasolini sorrise appena e disegnò due numeri 1 che si guardavano negli occhi fino a formare una “M”.
Sembrava il simbolo segreto di una nuova umanità.

Gaber e Jannacci iniziarono a cantare:

“Akent’annos…”

Brindavano al momento come vecchi pirati innamorati della vita.

Fellini continuava a costruire il set attorno a me: lune di cartapesta, stelle vive, trombe jazz, giostre sospese nel vuoto.

Chaplin abbozzò un mezzo sorriso.

Poi pronunciò una sola parola:

«Grazie.»

Fu allora che accadde.

Mi ritrovai sospeso nell’aria a danzare con loro.

Il mio corpo scintillava.

Leggero.

Trasparente.

Ruotava a una velocità impossibile, mutando forma come una costellazione viva.

Non esisteva più alcun conto da pagare.
Nessun debito.
Nessuna paura.

Eravamo uniti nel Jazz.

Non il jazz della musica soltanto.

Ma quello cosmico.

Quello che nasce quando gli esseri smettono di combattersi e iniziano finalmente ad ascoltarsi.

Il Jazz delle anime libere.

Il Jazz delle stelle.

Il Jazz di Dio.

Poi, all’improvviso, mi svegliai.

La stanza era vuota.
Il silenzio reale.
Il cuore ancora acceso.

Ora non mi resta che aprire quella porta.

Far entrare chi è pronto a lasciare tutto ciò che pesa per vivere davvero la Terra Promessa.

Un luogo senza lotte.

Senza sofferenza.

Dove esistono soltanto stelle.

Soltanto luce che danza.

E una musica eterna che continua a suonare dentro ogni cosa.

Jazz.

28/05/2026

Un altro grave "errore storico" è stato commesso… ma non importa:

Arriverà il giorno in cui i ciechi e i SARDI lo vedranno.🙏🏼🎩🎻💥

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Ploaghe
07017

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