Dialoghi di Pistoia

Dialoghi di Pistoia Festival di antropologia del contemporaneo
22-24 maggio 2026 • XVII edizione
«Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano»

Per Francesco, di Marco AimeEravamo diventati amici. A poco a poco si era sciolta quella scorza di sana diffidenza e ci ...
06/08/2026

Per Francesco, di Marco Aime

Eravamo diventati amici. A poco a poco si era sciolta quella scorza di sana diffidenza e ci sentivamo vicini. Era iniziato proprio a Pistoia, durante i Dialoghi del 2013, ricordo che avevo un po’ paura a incontrare un mio mito. Chissà com’è poi davvero? Sono bastati pochi minuti, per iniziare a scherzare, a prenderci giro. Sì, Francesco era proprio Francesco. Ci siamo poi conosciuti meglio durante le lunghe chiacchierate fatte a casa sua, per scrivere Tra i castagni dell’Appennino (che UTET ha pubblicato nella serie Dialoghi di Pistoia). I discorsi si intrecciavano e quell’uomo che avevo davanti non era più un mito, era una gran bella persona. Profonda e schiva. Ho imparato a non fargli complimenti. Pena il silenzio.

L’ho amato dall’adolescenza, sapevo tutte le sue canzoni a memoria, accordi compresi. Rideva quando glielo dicevo. Cercavo persino di emulare la sua “erre”. Mi ha accompagnato per tutta la vita e continuerà a farlo, con quel suo esistenzialismo colto e popolare a un tempo. Profondo e raffinato “senza averne l’aria”.

L’ultima volta che l’ho visto era maggio di quest’anno. Abbiamo pranzato insieme da Mimmo a Ponte della Venturina. Era brontolone come sempre, ma anche pronto alla battuta e con una memoria formidabile. “Però io voglio ricordarti com’eri / pensare che ancora vivi”… hai scritto. Ecco, io, tutti noi che ti abbiamo amato vogliamo ricordarti com’eri. Non un idolo, non un mito, una gran bella persona, ci hai insegnato che si può essere grandissimi rimanendo uomini e sono felice di avere condiviso con te qualche pezzo di vita.

Ti saluto, ma è un arrivederci e con me ti salutano gli amici dei Dialoghi di Pistoia: Giulia, Adriano, Elisa, Andrea.

20/06/2026

«A cosa serve oggi leggere Dostoevskij? A essere vivi.»

Paolo Nori ai 2026 ci ricorda che cerchiamo le storie che fanno male perché ci fanno sentire, nel modo più netto possibile, di stare al mondo.

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17/06/2026

Papa Pio II scrive a un amico per dirgli com’è br**ta la vecchiaia. Il corpo non risponde più, la macchina scricchiola, la morte non è più tanto lontana.

Aveva 45 anni.

Alessandro Barbero ai 2026 ci ricorda che il Medioevo non era poi così diverso da noi, solo che invecchiavano prima.

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11/06/2026

Rachele ha 16 anni e riesce a spiegare meglio di chiunque altro cosa significa vivere con un dolore che non trova parole.

ai 2026 ci ricorda che i ragazzi non stanno male per cattiveria o fragilità: stanno cercando un confine tra sé e il mondo, in qualsiasi modo riescano a trovarlo.

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08/06/2026

Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si confidano con chatbot e AI companions, ma l’ascolto vero nasce dall’incontro tra due corpi in una stanza. E quello, nessuna macchina può replicarlo.


Dal corpo non si scappa
2026

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04/06/2026

I suoi libri costringono il lettore a confrontarsi con i grandi temi della vita: la malattia, la morte, il desiderio. Scrivere è un modo per abitare meglio il proprio corpo?

Emmanuel Carrère ai 2026.


Emmanuel Carrère riceve il Premio Internazionale   2026, promosso da Fondazione Caript.Pochi scrittori come lui hanno sa...
04/06/2026

Emmanuel Carrère riceve il Premio Internazionale 2026, promosso da Fondazione Caript.

Pochi scrittori come lui hanno saputo ridefinire i confini della letteratura contemporanea: nella sua scrittura il racconto personale diventa universale, la grande Storia risuona dentro la cronaca familiare e i destini del mondo si intrecciano con le tappe più intime della vita. Elegante e affilata, la sua penna non arretra mai davanti alle ombre, perché per Carrère la ricerca della verità non è un esercizio intellettuale, ma una necessità vitale.

A seguire, il dialogo con Paolo Di Paolo “Il corpo della scrittura” per esplorare insieme il rapporto tra vita, corpo e letteratura.


Esce oggi il nuovo libro della collana Dialoghi di Pistoia - UTET libri, diretta da Giulia Cogoli e promossa da Fondazio...
03/06/2026

Esce oggi il nuovo libro della collana Dialoghi di Pistoia - UTET libri, diretta da Giulia Cogoli e promossa da Fondazione Caript!

Il corpo, in dialogo e in tensione con la dimensione della mente: quanto vi è di spirituale anche nel corpo, e quanto di fisico anche in ciò che per convenzione chiamiamo anima?.

A partire da questa domanda, e lasciandosi guidare dalla poesia, dalla filosofia, dalle arti – con alcune incursioni nella propria esperienza personale – Gabriella Caramore sviluppa una meditazione sul corpo contemporaneo, oggi stretto tra due forze opposte: da un lato la sua esibizione continua e superficiale nell’epoca dei social network, dall’altro la progressiva rimozione del dato umano da parte dell’intelligenza artificiale, che sembra avvicinarsi alla possibilità di farne a meno del tutto.

Ma il libro non è né un’elegia nostalgica di un passato più autentico né un lamento sulla “fine del corpo”. Attraverso i cinque sensi classici e altre forme di esperienza – il desiderio, il dolore, la memoria, l’errore, il limite, la fine – l’autrice celebra la straordinaria capacità del corpo di percepire, godere, soffrire e intrecciarsi con il mondo e con gli altri corpi.

“Ciò che in me sente sta pensando” vi aspetta in tutte le librerie in edizione Biblioteca, nella serie "Dialoghi di Pistoia" — pubblicata grazie a Fondazione Caript.

31/05/2026

Il corpo che abbiamo condiziona il modo in cui veniamo guardati?

Il pensiero di ai 2026.


27/05/2026

Esiste una memoria del corpo? La risposta di ai 2026.


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