10/06/2026
"Era la più brava". Quattro parole che definiscono Carola Frediani, scomparsa a soli 51 anni, a detta di chi la conosceva, frequentava e leggeva.
Ha scritto di cybersicurezza, sorveglianza, cybercrime, privacy, politica della rete e diritti digitali con uno sguardo attento all'impatto sociale della tecnologia e alla protezione di coloro che per mestiere sono particolarmente esposti a rischi digitali concreti come attivisti/e, giornalisti/e, organizzazioni non governative.
Ne ha scritto non solo con grande competenza, ma con la sua travolgente passione civile capace di trasformare anche i temi tecnici più complessi in narrazioni vitali, avvincenti e immediatamente comprensibili.
La newsletter "Guerre di rete" è, dal 2018, l'appuntamento della domenica per hacker e semplici curiosi/e, per cyber attivisti/e e consulenti di sicurezza informatica, tecnici e appassionati/e e per tutte le persone che vogliono approfondire o semplicemente comprendere il mondo della Rete.
E poi i suoi libri:
➡️Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti (e book di Informant, 2012)
➡️Deep web. La rete oltre Google. Personaggi, storie, luoghi dell'Internet profonda (Stampa Alternativa, 2016)
➡️Guerre di Rete (Laterza, 2017)
➡️ (Hoepli) che nel 2020 è stato finalista al premio Galileo per la divulgazione scientifica.
➡️Fuori Controllo e il recentissimo L'inganno dell'automa, due thriller a sfondo digitale (Venipedia)
È stata una speaker di Internet Festival sin dalle prime edizioni e, poco più di un anno fa, aveva accettato la nostra proposta di diventare una dei cinque componenti del Comitato Scientifico del Festival.
La scorsa edizione abbiamo avuto la possibilità di ascoltarla argomentare sulla scelta della parola chiave, sugli argomenti e sul valore culturale che il festival avrebbe dovuto promuovere.
Non sentiremo la sua voce per l'edizione 2026, ma non mancherà il suo contributo perché i suoi articoli e scritti rimangono una bussola ineludibile per chi si occupa di cultura digitale, perché la sua umanità l'ha resa indimenticabile per tutti e tutte coloro che siano stati e state a contatto con Carola.
Carola Frediani non lascia semplicemente un'eredità, ma ha tracciato una strada. Una strada che ora spetta a chi l'ha letta, stimata e vissuta continuare a percorrere con la stessa lucidità e lo stesso coraggio. Il vuoto che lascia nel giornalismo e nella comunità digitale è immenso, ma la sua scommessa su un futuro tecnologico più equo, consapevole e umano resta più viva che mai.
Ciao Carola e mille volte grazie