04/12/2016
TEATRO del LAVORO – MAAF
presentazione pubblica workshop
CONDIVIDERE L’OGGETTO
di
DUDA PAIVA
partecipano:
Lorenzo Gianmario Galli, Sonia Franzolin, Tina Aretano, Ilaria Olivari, Elisa Conti, Siyo Liu, Sara Celeghin, Michele Polo, Gianluca Vigone, Francesca Lanza, Marco Laganà, Maria Zoumidi
CONDIVIDERE L’OGGETTO È ESSERE SE STESSI
La tradizione e la consuetudine nel teatro di figura ci riporta ad una presenza in scena estranea all’umanità ma viva; generalmente è falsamente affidata alla sua concretezza. È presente invece nella percezione delle persone, soprattutto attraverso la sua entità metafisica, rivelata e percepita dal pubblico attraverso l’empatia, l’emozione e l’intuizione.
Tenendo presente ciò, la marionetta ibrida ha in comune con la tradizione la materialità dell’esistenza di un “oggetto vivo”, un “essere” in più sul palcoscenico; in questo caso però il corpo, il proprio, deve fare i conti con quel “lui”, un altro sé che gli strappa la carne non per appropriarsene ma per completarsi.
Forse evoluzione della specie o cyborg intellettuale che supera il concetto di divisione dei ruoli e diventa questione antropologica da teatro di figura, ma queste parti, le figure vive e quelle pseudo vive, nell’integrarsi superano di certo le loro primordiali ovvietà, maturando come frutto un’elegante verità che nell’atto stesso di rivelarsi si nega immediatamente e muore per rinascere.
E paradossalmente nella sua pro-pulsione innovativa di forza trasformante, riprende valore una versione neoclassica della “marionetta” contenente sacralità, che si rifà alle sue particelle elementari ataviche. Un reset che si contrappone all’astrattezza concettuale che ha piegato le visioni dei “macchinisti/marionettisti” all’antropomorfismo nelle forme, negli oggetti e nell’interpretazione.
Un corpo è un corpo è un corpo, “lui/loro” può essere nulla e tutto, camminare e volare, pensare e morire, esistere e mancare ma soprattutto, tutto ciò che dice lo possiamo capire.
damiano privitera