Postremo Vate e i suoi libri

Postremo Vate e i suoi libri Postremo Vate vive a Pinerolo (To). Scrittore fantasioso e poeta multiforme, è autore di 60 libri.

Ringrazio Eterea Artiero per questo splendido post dedicato al mio libro di poemettiPoemetti del Sogno e dell'Incubo: l'...
17/06/2026

Ringrazio Eterea Artiero per questo splendido post dedicato al mio libro di poemetti

Poemetti del Sogno e dell'Incubo: l'anima onirica e visionaria di Postremo Vate

Ho scoperto, con mia grande sorpresa, che esiste una poesia capace di rompere gli schemi classici per farsi pura visione, viaggio interiore e canto di sfrenata libertà. È quella dello scrittore pinerolese Postremo Vate e, in particolare, del suo libro intitolato "Poemetti del Sogno e dell'Incubo", un corposo volume contenente ben quindici poemetti, pubblicato dalle Edizioni Hogwords, con Prefazione del celebre italianista e critico letterario Giorgio Bárberi Squarotti (1929-2017). Questi poemetti sono scritti interamente in versi liberi, una scelta stilistica che, secondo me, permette alle parole di fluire liberamente, seguendo il ritmo naturale del pensiero, delle emozioni e delle immaginazioni provenienti dal subconscio.
Il valore di questa raccolta è sigillato, come ho detto, dalla Prefazione del grande critico letterario Giorgio Bárberi Squarotti, che ha lodato la forza espressiva del Vate, in particolare nei poemetti "La Mongolfiera Lunatica" e "Teofrasto di Bisanzio". I quindici poemetti spaziano con estrema disinvoltura dal misticismo alla mitologia, dell'erotismo al fantasurreale, dal filosofico al fantastorico. Il lettore, strofa dopo strofa, è invitato a viaggiare, sulle ali della fantasia, attraverso un mosaico di ambientazioni storiche e geografiche, come in "Celtica", " Africana", "Eros Asiatico". Le atmosfere epiche e mistiche, in "Golgota" e in "Eretica", diventano fantasmagoriche e persino fantasurreali in "La Mongolfiera Lunatica" e "Il Rospo". Una menzione speciale va al poemetto " Teofrasto di Bisanzio", da cui Postremo Vate ha successivamente tratto l'omonimo romanzo fantastorico, sempre pubblicato da Hogwords, con Prefazione di Teresio Raineri.
Credo di poter affermare che si tratta di un libro imperdibile per chiunque voglia scoprire una poesia contemporanea autentica, colta, diretta, che trasmette intense emozioni, mossa da profonde e contrastanti passioni, capace di far volare alto con la fantasia e di scrutare a fondo tra gli inquietanti chiaroscuri del nostro torbido subconscio.
"Poemetti del Sogno e dell'Incubo" rappresenta, a mio modesto parere, una lettura fondamentale per gli estimatori della poesia visionaria, immaginosa, diretta, perennemente lacerata tra sacro e profano. Un libro, lasciatemelo dire, che ha ben pochi riscontri nel panorama sin troppo intimistico dell'attuale poesia contemporanea.
Pubblicato sia in edizione ebook formato Kindle, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato), è in vendita su Amazon.
Vi auguro affascinanti e inebrianti letture poetiche.
Eterea Artiero

Fuochi di Abominio sulla Terra dell'Ultimo GiornoQuesto libro di poesie di Postremo Vate è stato dedicato nientemeno che...
16/06/2026

Fuochi di Abominio sulla Terra dell'Ultimo Giorno

Questo libro di poesie di Postremo Vate è stato dedicato nientemeno che a Plauso Nivo Battistini, il pittore torinese con cui il Vate di Pinerolo ha creato il sodalizio artistico denominato PlausoVate.
Ma di che libro si tratta?
Questa singolare opera si inserisce pienamente nel genere della "poesia fanta surreale".
Non è una poesia che vuole imitare la realtà o dare risposte semplici. Al contrario, usa immagini forti, accostamenti insoliti e bizzarri, scenari quasi apocalittici per scuotere chi legge.
I versi di presentazione del libro (Brucia l'Umanità dentro Fuochi di Abominio/mentre la Terra dell'Ultimo Giorno/esala la sua anima.) chiariscono subito che l'Autore intende creare un forte impatto emotivo.
La dedica al pittore Plauso Nivo Battistini e la Prefazione di Nina Caterina Piga mostrano che il libro fa parte di un progetto culturale preciso: la resistenza umanistica degli ultimi sognatori contro il mercimonio della società post-industriale.
Proprio per questa sua natura così complessa, esoterica e ed erotica, è un libro poetico che richiede un lettore attento. Non puó, infatti, avere lo stesso pubblico immediato della poesia pop o commerciale, ma si rivolge a una cerchia di appassionati che cercano una letteratura "di rottura".
A questo proposito credo di poter affermare che tale libro non è una semplice raccolta poetica o silloge, perché è costituito da ben 300 pagine.
Questo è un monumento di autentica letteratura. In queste 300 pagine Postremo Vate esplora i territori più oscuri, complessi e viscerali del multiforme animo umano.
Qui non troverete consolazione ma una scarica elettrica per la vostra coscienza, attraverso canti di ribellione trasgressiva che mi piace definire "unici".
Questo perché l'autentica poesia non è un passatempo leggero. È un viaggio che unisce la filosofia classica alla provocazione moderna, come dimostra il testo intitolato "Platone e Kerouac".
" Fuochi di Abominio sulla Terra dell'ultimo Giorno" è, a tutti gli effetti, un'opera totale, in cui la componente letteratia, mistica, sensuale, esoterica, fa da colonna portante alla vasta struttura dei testi.
Si tratta di una visione poetica "apocalittica ed esoterica": i " Fuochi" non sono semplici passioni carnali, bensì fiamme di purificazione e distruzione spirituale dell'umanità moderna.
Io ho riscontrato, in questo avvincente volume, ben quattro livelli distinti: Mistico-Esoterico, Letterario-Filosofico, Critica Umanistica, Erotico-Soprannaturale.
A questo punto, non mi resta che consigliarvi di leggerlo, e più volte, come ho fatto io, perché contiene poesie davvero uniche nel loro genere.
Qualche titolo?
Per esempio "Saccidananda dell'Era Oscura", " Resistenza Umanistica", "Apocalissi interiori", " Poeticantibus", "Grottesco e Arabesco", " Fabula Omega", "Sconcezze umane e divine", solo per citarne alcune.
Ripeto, non si tratta della solita poesia.
È una poesia che inquieta, sconvolge, rapisce, rende esterrefatti, fa sognare, crea dipendenza, come la vera poesia deve fare.
Il volume è pubblicato dalla casa editrice Hogwords ed è in vendita su Amazon, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato), sia in edizione ebook formato Kindle.
Buona lettura!
Eterea Artiero

Ringrazio di cuore Nina Caterina Piga per aver scritto questo post dedicato ai miei libri di saggistica letteraria. Post...
05/05/2026

Ringrazio di cuore Nina Caterina Piga per aver scritto questo post dedicato ai miei libri di saggistica letteraria.

Postremo Vate e gli autori precipitati nell'oblio dei secoli

Il primo libro di saggi letterari di Postremo Vate, da me letto, è stato "Figli di Muse minori", una raccolta di biografie letterarie di autori della Letteratura italiana ormai completamente dimenticati, come Giambattista Casti, Giovanni De Gamerra, Alessandro Pepoli.
Quello che mi ha affascinato di tale libro, oltre agli aneddoti e alle curiosità letterarie, è stato il generoso tentativo di "rispolverare" questi autori, riportarli alla luce, ridare loro voce. L'attività di saggista di Postremo Vate è tutta dedicata al recupero di scrittori e opere che sono stati inghiottiti dal Tempo e che giacciono sepolti nell'oblio. Poi ho letto "All'ombra del Parnaso", un'altra bella raccolta di saggi e qui ho trovato delle "chicche" interessanti, per esempio i saggi dedicati alle "Rime" del Boccaccio e dell'Ariosto, oppure, alla poesia misogallica (antifrancese) di Vittorio Alfieri, alla poesia antirussa di Giovan Battista Niccolini o ai cosiddetti "Romanzi di Guerriglia" di Emilio Salgàri.
Postremo Vate ricerca autori che nella loro epoca furono famosi (come Carlo Gozzi e Giovan Battista Giraldi Cinzio) e che ora più nessuno ricorda. Si occupa anche di opere che non sono state più ristampate e che meriterebbero di essere lette o riflette, come il poema epico "L'Italia Liberata dai Goti", del Trissino, oppure, la "Bassvilliana" del Monti o "La Murtoleide" del Marino. È bun grande amore per la Letteratura quello che spinge Postremo Vate a questo lungo lavoro di ricerca letteraria, di continue letture e di acquisto di libri. Tutto ciò traspare in maniera più che evidente dai suoi saggi letterari, scritti sempre con l'occhio rivolto agli scrittori che non hanno avuto fortuna, a quelle opere che ebbero successo per un secolo o due e che poi non furono più ristampate. Lo stesso vale per i saggi contenuti nei volumi intitolati "Lauri del Parnaso e acque di Castalia", "Il Giardino delle Muse", "Canti di Muse e Sogni di Poeti", dove si trovano saggi dedicati a Niccolò Forteguerri, Pier Jacopo Martello, Ludovico Ariosto, Arrigo Boito, Bernardo Tasso, Francesco Maria Molza, Ulisse Barbieri, Giovanni Papini e tanti altri. È una vera carrellata di autori e opere che amplia i nostri orizzonti di lettori della Letteratura italiana, così ricca di poeti, commediografi, epici, bucolici, novellieri, tragediografi, autori di satire e di poemi cavallereschi.
A Postremo Vate va riconosciuto questo grande merito, ovvero, di aver riportato in auge i nomi di scrittori e i titoli di opere che ben pochi conoscono e ricordano.
Ecco perché vi consiglio di leggere questi saggi, davvero intriganti e intrisi di molti spunti di riflessione sui protagonisti spesso sconosciuti della nostra Letteratura.
Tutti questi libri sono stati pubblicati dalle Edizioni Hogwords e sono in vendita su Amazon, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato), sia in edizione ebook formato Kindle.
A questo punto non mi resta che augurarvi "Buona lettura!".
Nina Caterina Piga

I personaggi fantastici di Postremo Vate: quelli già creati e quelli in creazione! Postremo Vate, ben noto poeta e narra...
26/04/2026

I personaggi fantastici di Postremo Vate: quelli già creati e quelli in creazione!

Postremo Vate, ben noto poeta e narratore del Fantastico, ha scritto e fatto pubblicare decine di racconti dell'immaginario, oltre a un romanzo fanta-storico. Per lui, creare personaggi strabilianti, come cavalieri fatati, tenebrosi negromanti, orchi guerrieri, cosmonauti alieni, demoni terrificanti, mutanti radioattivi ed esseri primordiali, è la cosa più semplice del mondo, perché dotato di una fantasia senza confini.

I suoi personaggi mi piacciono molto, anzi, moltissimo. Io, però, sono più una lettrice di romanzi che di racconti, perciò mi piacerebbe veder trasformati molti personaggi delle sue storie brevi in veri e propri protagonisti di romanzi.

Per esempio, il guerriero goto Teodomiro di Boras e il cavaliere manicheo Mahaspand il Numida, che compaiono nel racconto intitolato "Horror nocturnus" (nel libro "Arcane Terre d'Acaja), meriterebbero di essere protagonisti di un romanzo. So che Postremo Vate, a entrambi, ha dedicato ulteriori attenzioni ma per ora non sono protagonisti di alcun altro libro pubblicato. Un personaggio che piace tanto e che ha subito colpito la mia fantasia è Raspignas di Pascarectus, un cavaliere e un armigero al servizio dei Principi d'Acaja, signori di Pinerolo, che compare nel racconto dal titolo "Titanus tenebrarum", anche questo contenuto in "Arcane Terre d'Acaja". Raspignas è chiamato lo "spadaccino saltatore", perché ha il potere di compiere spericolati salti in alto, anche di decine di metri. Inoltre ha anche il potere della longevità e della perpetua giovinezza, infatti corrono voci che abbia più di duecento anni. So che Postremo Vate ha scritto una intera raccolta di racconti incentrata sulle gesta di Raspignas, ma per ora è inedita e incompleta, ragion per cui mi auguro che la finisca presto e la pubblichi.

Un altro personaggio avvincente, che meriterebbe un romanzo tutto per sé, è Roger Faure, il "Cacciatore di Mostri", che compare nel lungo racconto intitolato "La notte dei demoni dei Murazzi", contenuto nel volume "Racconti di Mondi Arcani". Roger Faure, insieme al suo amico Alan Maire, si aggirano in una Torino tenebrosa ed esoterica e vanno a caccia di mostri e di demoni. Metterli come protagonisti di un intero romanzo sarebbe una cosa molto affascinante.

Inoltre, so che Postremo Vate ha incominciato un romanzo, non ancora portato a termine, intitolato "Romanzo Gnostico", che mescola esoterismo, fantascienza, gnosticismo, orrore. Sembra molto intrigante e pare sia ambientato a San Francisco, durante una terribile invasione aliena che si svolge proprio durante la Fine del Mondo. Una vicenda estremamente affascinante.

Anche nei libri di racconti come "Future Apocalissi " e "Orrori a colori" ci sono personaggi che meriterebbero di essere protagonisti di romanzi, addirittura di trilogie. Purtroppo, Postremo Vate è impegnato nella stesura di tanti altri libri e, forse, romanzi come questi non riuscirà a scriverli tutti.

In ogni caso, un romanzo di ampio respiro c'è, ed è Teofrasto di Bisanzio, avente per protagonista un monaco-guerriero bizantino che combatte contro le creature delle Tenebre nell'Italia di Giustiniano, nel VI secolo dopo Cristo. Questo, secondo me, è un romanzo stupendo, di genere fanta-storico, che vi invito a leggere.

Attendendo i futuri romanzi di Postremo Vate, possiamo leggere e rileggere i suoi racconti, che sono altrettanto fantasiosi e avvincenti, tutti pieni di personaggi stupefacenti.

I libri sopra curati sono tutti pubblicati dalle Edizioni Hogwords e sono in vendita su, sia in edizione ebook formato Kindle, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato).
Buona lettura!

Nina Caterina Piga

Battaglie di carta e lotte d'inchiostroQuesta nostra f***e epoca trascura la Letteratura e lascia cadere nell'oblìo i gr...
11/10/2024

Battaglie di carta e lotte d'inchiostro

Questa nostra f***e epoca trascura la Letteratura e lascia cadere nell'oblìo i grandi letterati del passato.
Viviamo in un tempo da delirio, che non intende più riconoscere alcun ruolo sociale a chi si dedica alla Poesia.
Invece, i poeti e i letterati dovrebbero essere amati, venerati e celebrati come meritano.
I "grandi" delle nostre patrie lettere fecero vere e proprie "battaglie di carta e lotte d'inchiostro", ovvero, scrissero capolavori usando solo carta, penna, calamaio. Non avevano il computer, non possedevano la tecnologia digitale, eppure scrissero opere come "Gli animali parlanti", "Cuore", "L'Etruria Vendicata", "Orlando Furioso", "Tancredi", "Amedeide".
Ai loro tempi... scrivere era cosa dura e faticosa!
Vittorio Alfieri (1749-1803), nel primo periodo della sua attività letteraria, si faceva persino legare alla poltrona, affinché non gli venisse il ghiribizzo di abbandonare lo scrittoio. Gabriello Chiabrera (1552-1638) si portava carta, penna e inchiostro anche quando andava al bo****lo, perché voleva immortalare subito le sensazioni provate durante gli "incontri piccanti". Giambattista Casti (1724-1803), invece, soleva sempre provvedersi di molte penne perché, mentre lavorava ai suoi poemi e alle sue opere teatrali, spesso spezzava la penna a causa della pressione esercitata scrivendo, tutto preso come era dalla foga compositiva.
Già, non era affatto facile scrivere, a quei tempi. Inoltre, si guadagnava assai poco, perché gli scrittori non erano tutelati dal diritto d'autore.
Edmondo De Amicis (1846-1908) si lamentava che spesso, dalle vendite dei suoi libri, ricavava a malapena un quattrino a copia. Eguali lamentele venivano esternate da Vittorio Alfieri e da Carlo Gozzi (1720-1806).
Il primo affermava che era meglio fare scarpe che scrivere tragedie, perché in Italia "tutti comprano scarpe ma ben pochi comprano libri di teatro tragico". Il secondo, invece, si vedeva costretto a fare sottoscrizioni, con pagamento anticipato, per poter "piazzare" almeno tra amici e conoscenti qualche decina di volumi delle sue opere.
Purtroppo, queste giuste querele vanno avanti da secoli: a parole, l'opinione pubblica riconosce che la Letteratura è una cosa importante e che deve essere tutelata, poi però, a livello pratico, ben pochi comprano e leggono libri di letteratura e la maggior parte dei letterati si ritrova a far la fame o a occuparsi in altri lavori per sbarcare il lunario.
Ai letterati d'Italia, al loro mondo, alle loro tormentate esistenze, alla dura arte dello scrivere e al sogno quasi impossibile di vivere esclusivamente con la vendita delle opere letterarie, ho dedicato alcuni volumi di saggi, dove si tratta non solo dei loro libri ma anche delle loro disagiate e caotiche vite che, sovente, li videro morire poveri in canna, come accadde a Torquato Tasso (1544-1595), Ulisse Barbieri (1842-1899), Cesare Tronconi (1842-1890), Emilio Praga (1839-1875), Francesco Maria Molza (1489-1544), solo per citarne alcuni.
I miei saggi letterari, dedicati a coloro che fecero "battaglie di carta e lotte d'inchiostro", sono contenuti nei seguenti volumi: "Canti di Muse e sogni di Poeti", "All'ombra del Parnaso", "Figli di Muse minori", "Lauri del Parnaso e acque di Castalia", tutti pubblicati dalla casa editrice Hogwords.
Sono in vendita su Amazon, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato), sia in edizione ebook formato Kindle.
Postremo Vate

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Vecchi e nuovi conflitti del Medio OrienteLe nuove guerre che stanno devastando il Medio Oriente hanno radici molto vecc...
07/10/2024

Vecchi e nuovi conflitti del Medio Oriente

Le nuove guerre che stanno devastando il Medio Oriente hanno radici molto vecchie.
Io l'ho scoperto leggendo questo interessante libro di saggi storico-politici e di poesie belliche, intitolato "La Mezzaluna, la Stella e la Croce", dello scrittore pinerolese Postremo Vate, pubblicato dalle Edizioni Hogwords.
Il volume prende in esame gli avvenimenti bellici mediorientali dalla fine degli Anni Novanta sino al primo decennio degli anni Duemila.
A questi segue un aggiornamento che va dalla guerra di Gaza ai nuovi conflitti odierni tra Israele, Iran, Libano, Siria, Yemen.
La distruzione dell'Iraq di Saddam ad opera degli anglo-americani, le guerre in Siria e nello Yemen, i cambi di regime avvenuti con la Primavera Araba e l'irrisolto conflitto israelo-palestinese stanno alla base di queste nuove ondate di violenza bellica che insaguinano la regione levantina.
Eppure, come scrive Postremo Vate, il Medio Oriente "è terra sacra alle tre grandi religioni monoteiste", e un odio così smisurato non dovrebbe esserci. Purtroppo c'è e diversi Paesi dello scacchiere mediorientale si affrontano in guerre terribili, che sono giunte a coinvolgere anche il lontano Golfo Persico.
Ai saggi che compongono questo libro (ce ne sono di molto interessanti sull'Iraq del Baath e la Siria di Assad, sulle lotte di liberazione nel Golfo Persico o Arabico che dir si voglia) si aggiunge una serie di appassionate poesie dedicate all'Iraq, alla Palestina, agli Huthi dello Yemen, ai resistenti islamici libanesi e a tanti altri protagonisti dell'odierno conflitto mediorientale.
È un libro avvincente, perciò vi consiglio di leggerlo, anche perché riesce ad amalgamare saggistica e poesia: secondo me, un'operazione letteraria assai lodevole.
È pubblicato dalla casa editrice Hogwords e lo potete acquistare su Amazon, sia in edizione ebook formato Kindle, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato).
Vi invito anche a iscrivervi al canale You Tube di Postremo Vate: troverete oltre mille e trecento video dedicati alla Letteratura, alla Poesia, ai vari generi letterari e agli oltre sessanta libro scritti da questo prolifico autore.
Buona lettura!
Nina Caterina Piga



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Le storie infinite di Postremo VateLe opere narrative di Postremo Vate (racconti e romanzi) sono vere e proprie "storie ...
05/10/2024

Le storie infinite di Postremo Vate

Le opere narrative di Postremo Vate (racconti e romanzi) sono vere e proprie "storie infinite" perché anche dopo averle lette... non finiscono mai.
Infatti, a lettura ultimata, si continua a pensare a questo o a quel personaggio, a questo o a quel racconto, all'incalzare di eventi, luoghi, protagonisti che caratterizzano i suoi romanzi.
Dunque, una lettura "infinita".
L'affascinante Teofrasto di Bisanzio, protagonista dell'omonimo romanzo, è un personaggio indimenticabile: un monaco-guerriero bizantino che, nell'Italia di Giustiniano del VI secolo dopo Cristo, affronta impavido mostri delle Tenebre e servi del Maligno, combattendo con la spada e con la Fede.
Lo stesso vale per Aurelio Manfredi, il gazzettiere pontificio protagonista del romanzo "Fratelli di un'altra Italia", che segue in "presa diretta" gli avvenimenti risorgimentali, dal 1859 al 1862, propugnando le idee politiche di Vincenzo Gioberti e difendendo la causa dei Borbonici e la realtà degli antichi Stati italici.
Nella narrativa di Postremo Vate si trova di tutto, dalla Storia al Fantastico, dal Surreale all'Orrorifico, dal Mistero all'Epica, dalla Fantascienza al Fiabesco.
Per esempio, uno splendido "mix" di generi lo si trova nel volume di racconti intitolato "Orrori a colori", dove tutti i sopra citati generi letterari sono amalgamati e danno vita a personaggi indimenticabili, come l'inquietante "Incendiario Grigio", lo spaventoso "Squartatore Viola" o il raccapricciante "Scorticatore Rosso".
I generi fantasurreale e fantademenziale li trovate, invece, nel volume di racconti intitolato "Alienazioni nell'Era del Delirio Globale", dove vi attendono personaggi davvero fuori di testa e "fatti e strafatti", come il tubista messicano, il fruttivendolo vietnamita e il pescatore colombiano, uno più demenziale dell'altro.
Invece, un libro dedicato alla drammatica realtà del nostro tempo, alle guerre che insanguinano il mondo, e in particolare l'Asia e il Medio Oriente, è la raccolta di racconti dal titolo "Guerre di terra, di cielo e di mare", contenente storie belliche e di lotte antimperialiste che spaziano dall'Iraq alla Sierra Leone, dal Libano al Myanmar, dal Perù all'Indonesia.
Sono racconti di stile "salgariano", molto avvincenti, che propongono avventure di guerriglia tra giungle, deserti, montagne, lagune, selves, in mezzo a una Natura ostile e selvaggia. I protagonisti sono combattenti per la libertà, come i guerriglieri dell'Irian Jaya e quelli del Kashmir, i ribelli peruviani e i combattenti dello Sri Lanka.
Vi sono, poi, i racconti fantastorici ambientati sul territorio piemontese e pinerolese, quello delle Terre d'Acaja, ai piedi del Monviso. Sono storie di spadaccini e cavalieri che lottano contro invasori barbarici e creature delle Tenebre, in un intrigante miscuglio di Storia e di Fantastico. Li potete leggere nei volumi intitolati "Arcane Terre d'Acaja" e "Racconti di Mondi Arcani".
La narrativa di Postremo Vate è sempre coinvolgente, piena di azione e di colpi di scena, di avventure e di esseri fantastici, ma anche di molte riflessioni sull'Uomo e sul senso della effimera esistenza umana, sul mistero della Vita e della Morte, sulla perenne lotta tra la Luce e le Tenebre e sull'avanzare inarrestabile della più che imminente Apocalisse.
A me, i libri di narrativa di Postremo Vate sono piaciuti tantissimo: li ho letti e riletti più volte, perciò ve li consiglio tutti. Non avete altro che l'imbarazzo della scelta.
Tutti questi libri sono pubblicati dalle Edizioni Hogwords e sono in vendita su Amazon, sia in edizione cartacea (brossura e cartonato), sia in edizione ebook formato Kindle.
Vi invito anche a iscrivervi al canale You Tube di Postremo Vate: troverete oltre mille e trecento video dedicati alla Letteratura, alla Narrativa, alla Poesia e ai suoi numerosi libri.
Nina Caterina Piga

https://youtube.com/?si=tKs_ldRJ1Ki7QrKg



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Gabriello Chiabrera, il grande poeta savonese"Figli di Muse minori" è il titolo di questo interessante libro di biografi...
19/06/2024

Gabriello Chiabrera, il grande poeta savonese

"Figli di Muse minori" è il titolo di questo interessante libro di biografie letterarie dello scrittore pinerolese Postremo Vate.
Tra le quattordici biografie che lo compongono, ce n'è anche una dedicata a Gabriello Chiabrera (1552-1638), savonese, uno tra i maggiori poeti italiani del Seicento.
Fu un grande poeta barocco ma anche una gran "testa calda", facile all'ira, permaloso, avvezzo a mettere mano alla spada non appena riceveva un'offesa. La sua giovinezza fu avventurosa e scapestrata: eccelleva negli studi letterari ma amava anche i bagordi e quando non stava in biblioteca o alla scrittoio, era facile trovarlo in taverna o in qualche lupanare. A nove anni, uno zio lo condusse seco a Roma, per farlo perfezionare negli studi umanistici e per trovargli posto alla corte papale. Nel 1576 fu coinvolto in un duello con un borioso aristocratico: Chiabrera lo ferì a morte ma, in seguito a tale fatto, dovette fuggire da Roma.
Trovò rifugio dapprima a Venezia e poi a Torino, dove fu accolto con benevolenza da Carlo Emanuele I di Savoia, al quale dedicò il poema epico "Amedeide" (scritto in ottave, in 23 canti) e molte canzoni e sonetti (tra cui la canzone eroica per la vittoria delle armate ispano-sabaude su quelle francesi, nella gloriosa battaglia di San Quintino, avvenuta nel 1557). Per molti anni ebbe stretti rapporti col Piemonte: nel 1603, a Mondovì, fece pubblicare "Le Vendemmie di Parnaso", un brioso libro di liriche che esaltano il delirio bacchico e il piace inebriante del vino. Nel 1607 si recò a Torino con la prima edizione del poema "Amedeide" e ne diede pubblica lettura al Duca Carlo Emanuele, il quale lo apprezzò moltissimo. Probabilmente, Chiabrera si sarebbe fermato più a lungo alla corte sabauda se un cortigiano del Duca non avesse fatto la corte alla bella e giovane moglie di Chiebrera, Lelia Pavese, che era molto lasciva e sensuale. Il Chiabrera e l'ignoto cortigiano vennero alle mani, poi, onde evitare di cacciarsi in un ennesimo duello che poteva finire male e compromettere gli ottimi rapporti che aveva instaurato col duca sabaudo, il Chiabrera e sua moglie lasciarono Torino e andarono a Firenze, dove furono accolti con grande stima dal Granduca mediceo. Gabriello Chiabrera scrisse molte opere poetiche, tra cui le stupende "Meganira" e "Galatea" (rispettivamente, una favola pastorale e una favola marittima), la "Herodiade" (un poemetto sul martirio di San Giovanni il Battista), il già citato poema epico "Amedeide", il poema epico-encomiastico "Firenze", la tragedia "Angelica in Ebuda" (di argomento ariostesco), le celebri "Canzonette", i "Sermoni", la favola mitologica "Gli amori di Aci e Galatea", una autobiografia intitolata "Vita scritta da lui medesimo"'. Queste sono soltanto alcune delle tante opere composte dal Chiabrera. Fu un classicista, fiero avversario del Marino e dei Marinisti, ma fu anche un poeta barocco a tutto tondo, a tratti enfatico, molto roboante, in sintonia con lo stile del suo tempo, come si può ben vedere dalle ottave con cui inizia il suo poema "Amedeide":

I

Musa, ch'alme corone al crine adorno
Tessi di stelle, e di bei lampi ardenti,
E dal Cielo, ove fai dolce soggiorno,
D'ammirabile spirto empi le menti,
Dì d'Amedeo, come da Rodi intorno
Tolse il furor de le nemiche genti,
Quando ai Cristiani altar porgendo aita
Il feroce Ottoman trasse di vita.

II

E Tu, ch'alto adoprando, ampio sentiero
T'appresti, o Carlo, a le magion stellanti,
Mentre pur sali, e nel viaggio altiero
Belle orme imprimi, odine lieto i canti;
Non perché 'l corso del real pensiero
Spronar tu deggia del grand'Avo ai vanti;
Non è mestier: così spedito, e franco
Voli a le mete eterne unqua non stanco.

III

Scorgi sol, ch'agli Eroi sacra corona
Dassi in Parnaso; e lo sperar sia certo,
Ch'un dì cetra immortal lungo Elicona
Temprerà Febo al tuo sì nobil merto:
Bene alto in terra d'AMEDEO risuona
Il giusto affanno in guerreggiar sofferto;
Ma più sublimi inverso il ciel tue lodi
Allor n'andranno: or dà l'orecchio a Rodi.

Ecco un tipico saggio del Chiabrera epico, epigono del Tasso, ma in piena sintonia con la poesia del suo tempo, con la cultura barocca e con l'influsso della poesia tassiana che perdurò per tutto il secolo. Il Chiabrera fu singolare anche come uomo, oltre che come poeta: era geniale ed estroverso ma pure assai iracondo e insolente, avvezzo a metter mano alla spada, gelosissimo della sua bella e giovane moglie (una sua cugina), amante della crapula e dei bagordi (che, però, sapeva alternare con la preghiera e la devozione religiosa). Per Savona, resta il suo poeta maggiore, ma ha anche importanza per Torino, perché fu uno dei poeti più ammirati dal Duca Sabaudo Carlo Emanuele I. Dunque, per il Seicento italiano, un notevole poeta, anche se, purtroppo, la critica letteraria lo ha sempre relegato tra i minori. Come ho accennato, Postremo Vate gli ha dedicato una biografia, ricca di aneddoti e riferimenti alle sue opere poetiche, nel suo libro intitolato FIGLI DI MUSE MINORI, pubblicato dalle Edizioni HOGWORDS e costituito da quattordici biografie di letterati italiani "ingiustamente dimenticati", purtroppo sbrigativamente emarginati come "scrittori minori".
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Nina Caterina Piga

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