20/03/2026
L’Italia ha candidato tre pratiche tradizionali per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO: il Presepe, l’appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino. La candidatura del Presepe celebra la sua tradizione artistica e spirituale, che affonda le radici nella prima rappresentazione della Natività a Greccio nel 1223, promossa da San Francesco d’Assisi.
Il dossier evidenzia l’importanza culturale e artigianale di questa tradizione. Il Ministero della Cultura sottolinea come il Presepe rappresenti un elemento distintivo dell’identità culturale italiana e un “collante sociale” per le comunità. Ma in un contesto sempre più inclusivo e pluralista, può un patrimonio come questo continuare a parlare a tutta la società, senza rischiare di essere percepito come divisivo?