15/05/2026
👉 Il Consiglio Superiore dello Spettacolo è un organo consultivo del Ministero della Cultura.
La sua funzione non è meramente rappresentativa: è istituzionalmente prevista per intervenire nell’elaborazione, nella valutazione e nell’indirizzo delle politiche pubbliche in materia di Spettacolo.
👉 Il Consiglio è disciplinato principalmente da:
• l’art. 3 della Legge 22 novembre 2017, n. 175 - istituzione, composizione, funzioni e durata del Consiglio;
• il Decreto Ministeriale 30 gennaio 2018, n. 73 - funzionamento del Consiglio e regime di incompatibilità dei componenti;
• il Decreto Ministeriale 23 marzo 2023, n. 140 - rinnovo della composizione del Consiglio con indicazione di Eleonora Abbagnato come Presidente.
👉 Il Consiglio svolge compiti di consulenza e supporto:
• nell’elaborazione e attuazione delle politiche di settore;
• nella predisposizione degli indirizzi e dei criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per lo Spettacolo.
Questa è la funzione generale dell’organo.
(Fonte: art. 3, comma 2, legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio svolge attività di:
• analisi del settore dello Spettacolo;
• monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche;
• valutazione degli effetti delle misure di sostegno previste dalla normativa vigente.
Non è un organo chiamato soltanto a “prendere atto”, ma è chiamato a valutare l’efficacia delle politiche pubbliche.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. a), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. a), D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio formula proposte:
• sugli indirizzi generali delle politiche pubbliche di sostegno, promozione e diffusione dello Spettacolo;
• sugli interventi normativi e regolamentari;
• sull’attività di indirizzo e vigilanza attribuita al Ministero.
Il Consiglio non interviene solo dopo, ma concorre anche alla formazione dell’indirizzo del Ministero stesso.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. b), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. b), D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio esprime pareri:
• sugli schemi di atti normativi generali;
• sugli schemi di atti amministrativi generali;
• sulle questioni di carattere generale di particolare rilievo in materia di Spettacolo.
La bozza di Codice dello Spettacolo, predisposta dal Ministero, rientra ragionevolmente tra questi atti.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. c), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. c), D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio esprime parere:
• sui criteri di ripartizione delle risorse tra i diversi settori;
• sulle condizioni per la concessione dei contributi finanziari.
Questa funzione incide sul modo in cui le risorse pubbliche vengono distribuite nel settore dello Spettacolo.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. e), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. e), D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio organizza consultazioni periodiche con:
• i rappresentanti dei settori professionali interessati;
• altri soggetti coinvolti nel settore.
Le consultazioni riguardano:
• l’andamento del settore;
• l’evoluzione delle professioni;
• il contesto tecnico, giuridico, economico e sociale;
• la formazione e l’accesso alle professioni.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. f), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. f), D.M. n. 73/2018)
👉 Il Consiglio formula proposte sui contenuti delle disposizioni applicative relative al riparto dell’ex Fondo unico per lo spettacolo.
Queste proposte devono tenere conto:
• delle analisi svolte dal Consiglio;
• delle consultazioni organizzate con i settori professionali.
(Fonte: art. 3, comma 2, lett. g), legge n. 175/2017; art. 1, comma 2, lett. g), D.M. n. 73/2018)
‼️ Sebbene il Consiglio Superiore dello Spettacolo, per legge, possa organizzare consultazioni periodiche con i rappresentanti dei settori professionali interessati, non risultano consultazioni pubblicamente documentate, che abbiano coinvolto le organizzazioni sindacali o le associazioni e i movimenti maggiormente rappresentativi.
Davanti ad una riforma complessa e rilevante, come quella del Codice dello Spettacolo, sarebbe stato opportuno che il Consiglio avesse aperto un confronto strutturato con gli operatori del settore.
‼️ Sebbene il Consiglio Superiore dello Spettacolo, per legge, possa formulare proposte sulla distribuzione delle risorse pubbliche legate all’ex Fondo Unico per lo Spettacolo, non risultano proposte ufficiali pubbliche del Consiglio finalizzate ad inserire nel Codice dello Spettacolo una modifica strutturale dell’ex FUS.
Una modifica che avrebbe potuto destinare maggiori risorse alle fondazioni lirico-sinfoniche dotate di un corpo di ballo stabile in dotazione organica e incentivare, così, i sovrintendenti a mantenerne o ricostituirne uno proprio.
‼️ Il Consiglio, sebbene non abbia iniziativa legislativa, è l’organo tecnico-consultivo che ha titolo ad esprimersi sulla bozza del Codice dello Spettacolo, perché la legge gli attribuisce il compito di rendere pareri sugli schemi di atti normativi generali in materia di Spettacolo.
Gli organi tecnici ministeriali esistono proprio per fornire competenze specialistiche su materie che la politica, da sola, non sempre può dominare in ogni dettaglio.
‼️ Sebbene il Consiglio, in generale, non esprima pareri vincolanti per il Ministero, il suo parere negativo avrebbe, comunque, delle conseguenze, incidendo almeno su tre piani.
• Piano giuridico-procedimentale: il Ministero dovrebbe considerare il parere nell’istruttoria e motivare l’eventuale scelta di procedere in senso difforme.
• Piano politico-istituzionale: il Ministero si assumerebbe la responsabilità di procedere contro la valutazione dell’organo tecnico previsto dalla legge.
• Piano contenutistico: il parere potrebbe sollecitare una revisione della bozza del Codice.
‼️ Davanti alla bozza del Codice dello Spettacolo che non ripristina i corpi di ballo stabili nelle fondazioni lirico-sinfoniche, ma istituisce una compagnia esterna alle fondazioni, itinerante presso di esse e composta da danzatori precari, il ruolo del Consiglio Superiore dello Spettacolo non può essere considerato marginale.
Il Consiglio è coinvolto sul piano istituzionale: direttamente, se questa impostazione è stata condivisa, sostenuta o sollecitata anche dallo stesso Consiglio; indirettamente, se questa impostazione è stata una scelta unilaterale del Ministero, ma il Consiglio non ha assunto alcuna posizione ufficiale di dissenso.
‼️ Ad oggi, non risultano dichiarazioni ufficiali e pubbliche con cui la Presidente o i componenti del Consiglio abbiano criticato la bozza del Codice. Non risultano, inoltre, dimissioni della Presidente o dei componenti in opposizione a tale impostazione.
Per questo, sul piano politico-istituzionale, quella bozza risulta non contrastata dall’organo consultivo chiamato, per legge, ad intervenire sulle politiche dello spettacolo.
⚠️ Per tutte queste ragioni, per tutto quello che il Consiglio, politicamente, avrebbe potuto fare e non ha fatto, avendo inviato anche alla Presidente ogni documentazione già inviata al Ministero, riteniamo legittima la nostra richiesta pubblica di conoscere quale sia la posizione ufficiale assunta dal Consiglio Superiore dello Spettacolo, presieduto da Eleonora Abbagnato, davanti alla bozza del Codice dello Spettacolo.
Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo MiC