CPP Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti

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CPP Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti Il CPP è un centro specializzato nei processi di apprendimento e nella gestione dei conflitti diretto da Daniele Novara.

Ha sede a Piacenza e Milano ed è operativo su tutto il territorio nazionale per realizzare corsi di formazioni e consulenze.

Parlando di sport, c'è da dire che il sistema attuale non aiuta i genitori, che oggi sono molto fragili. Vanno guidati, ...
23/06/2026

Parlando di sport, c'è da dire che il sistema attuale non aiuta i genitori, che oggi sono molto fragili. Vanno guidati, non usati come bancomat.

Le società dovrebbero fare riunioni pedagogiche serie, spiegando che l'obiettivo non è il gol in più, ma l'apprendimento e la socializzazione. Spesso queste riunioni non si fanno perché gli allenatori stessi non saprebbero cosa dire. Ci si fa scudo dietro il fatto di essere "volontari", ma il volontariato non autorizza a danneggiare i bambini.

Il bullismo nei contesti del calcio giovanile è un problema serio che nasce proprio da queste tendenze di esasperazione agonistica. L'agonismo, parola che peraltro condivide la radice con "agonia", non può essere applicato all'infanzia in questi termini. È pericoloso e non porta a nulla.

Ho l'esempio di mio nipote che a 6 anni era stato quasi allontanato perché non mostrava interesse per le partite continue. Ora, giocando liberamente, sfida se stesso nel record di palleggi. Questo è il desiderio dei bambini: la sfida con se stessi e con il mezzo, non lo scontro agonistico precoce.

Un bambino deve andare al campo per imparare a stare con gli altri, per esprimersi e per acquisire una tecnica che gli permetta, un domani, di giocare davvero. Fare tornei competitivi a 6 anni non è sport, è una violazione delle tappe della crescita.

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Daniele Novara

Vivere bene i conflitti, mettere in campo una adeguata competenza conflittuale, per stare in salute: un tema che, di pri...
22/06/2026

Vivere bene i conflitti, mettere in campo una adeguata competenza conflittuale, per stare in salute: un tema che, di primo impatto, può apparire difficile da affrontare.

Partiamo innanzitutto dal sistema immunitario che ci protegge e ci consente di stare in salute. Se, fino a qualche tempo fa, si pensava che fosse strutturato da elementi biologici, clinici e organicistici, negli ultimi decenni numerose ricerche hanno dimostrato che è importante anche per stare bene.

La salute non coincide semplicemente con l’assenza di malattia, ma è un insieme di condizioni che permettono anche di essere felici:

Vivere bene i conflitti per stare in salute, grazie alla competenza conflittuale, può sembrare un tema difficile da affrontare. Non lo è.

Il gioco è un’esperienza fondamentale per i bambini, perché per loro giocare significa vivere e facendolo iniziano a spe...
21/06/2026

Il gioco è un’esperienza fondamentale per i bambini, perché per loro giocare significa vivere e facendolo iniziano a sperimentare il mondo che li circonda. Non vi è nulla di più serio, per loro, fin dai primi mesi di vita.

E non è necessario circondarli di giochi, perché ogni occasione è buona e ogni oggetto si presta. Un bambino sano che cresce bene, quando non dorme, gioca. Più il gioco è libero e spontaneo e meglio gli consente di conoscere sé stessi ed entrare in contatto con la realtà esterna e gli altri.

Giocando, i bambini si aprono al nuovo, superano le proprie paure e scoprono i propri limiti, per questo è importante consentirgli di fare da soli, come diceva il motto di Maria Montessori, ‘aiutami a fare da solo’.

Inoltre, dobbiamo incentivare il gioco anche a scuola, perché favorisce il processo di apprendimento: li coinvolge e li motiva, aiutandoli a imparare meglio.

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Tratto dall'intervista "Il gioco è una cosa seria: perché va protetto" di Marta Versiglia sulle pagine di InTerris

Per gestire l’aggressività dei bambini e delle bambine, litigare bene è molto meglio che negare ogni conflitto!È attrave...
20/06/2026

Per gestire l’aggressività dei bambini e delle bambine, litigare bene è molto meglio che negare ogni conflitto!

È attraverso il litigio che il bambino impara a riconoscere sé stesso e gli altri, scoprire il senso del limite, individuare, grazie alla resistenza che incontra, le proprie capacità e i propri difetti. Impara a sbagliare, a scoprire l’errore come momento evolutivo e creativo, a gestire le proprie forze e a misurare quelle degli altri.

Il litigio è una forma profonda di autoconoscenza, legata alla necessità di distinguere sé stessi dagli altri, sviluppando la capacità di tenere conto della presenza altrui e di separare e individuare la propria opinione: una grande esperienza di differenziazione, autonomia e competenza relazionale.

Abbiamo una proposta per aiutarti a capire come insegnare a litigare bene e aiutare bambini e bambine ad affrontare i conflitti con serenità e positività. La trovi nel primo commento.

19/06/2026

Vostro figlio o vostra figlia possiede già uno smartphone?

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Antonella Gorrino è parte della nostra rete di Parent Counseling, la nostra proposta di consulenze a sostegno dei genitori. Se vuoi approfondire, commenta questo reel o contattaci in privato.

Da quest'anno l'Esame di Stato è tornato a chiamarsi "Esame di Maturità".Al di là delle scelte normative e delle diverse...
19/06/2026

Da quest'anno l'Esame di Stato è tornato a chiamarsi "Esame di Maturità".

Al di là delle scelte normative e delle diverse opinioni che ciascuno può avere rispetto ad esse, questo cambiamento di denominazione ci offre uno spunto di riflessione interessante.

Che cosa significa, oggi, parlare di maturità?

Se intendiamo la maturità come un insieme di conoscenze da dimostrare in una prova finale, rischiamo di ridurla a una semplice prestazione. Se invece la pensiamo come un processo di crescita, allora il suo significato si amplia: maturare significa imparare, sbagliare, cambiare idea, acquisire strumenti per comprendere il mondo e diventare progressivamente più autonomi.

Da una prospettiva psicopedagogica, questo richiama il tema della valutazione evolutiva: uno sguardo che non si concentra soltanto sul risultato di un singolo momento, ma sul percorso compiuto dalla persona.

Le domande più importanti diventano allora: Che cosa ha imparato questo ragazzo, questa ragazza? Quali competenze ha costruito? Quanto è cresciuto rispetto a sé stesso?

L'esame rappresenta certamente una tappa significativa, ma non può raccontare da solo la complessità di un percorso scolastico e umano durato anni.
Per questo, nei giorni della maturità, il nostro augurio agli studenti e alla studentesse, non riguarda soltanto il voto finale. Riguarda la possibilità di riconoscere il cammino fatto, le risorse costruite e la crescita raggiunta lungo il percorso.

Perché la maturità, prima ancora che un esame, è un processo.

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Antonella Gorrino, pedagogista e counselor CPP

La nascita di un fratellino o di una sorellina, specialmente quando il primogenito ha cinque o sei anni, è una gran rivo...
17/06/2026

La nascita di un fratellino o di una sorellina, specialmente quando il primogenito ha cinque o sei anni, è una gran rivoluzione nel mondo affettivo, psicologico ed educativo di un bambino che fino a quel momento ha avuto l'attenzione esclusiva di mamma e papà. Il bambino si trova improvvisamente in un mondo dove deve condividere i genitori con un'altra creatura.

Contando anche gli anni da figlio unico, la situazione presenta delle inevitabili difficoltà.

Io qui mi voglio focalizzare sui genitori che, in casi come questo, vengono assaliti dai sensi di colpa per aver sottratto interesse e accudimento in maniera totalizzante al primogenito per occuparsi della sorellina o del fratellino. Si tratta di un senso di colpa assolutamente improprio.

Bisogna essere orgogliosi di avere due o più figli e riportare la nascita di un nuovo bambino non solo a un'assoluta normalità, ma anzi a un vantaggio per chi esce dall'unicità filiale e si mette in una posizione più creativa e interessante: condividere i genitori con un fratello o una sorella, dal punto di vista educativo, è una straordinaria opportunità per la crescita.

Dietro un 6 può esserci molto più di un risultato sufficiente.Può esserci un alunno che partiva da lontano.Un progresso ...
16/06/2026

Dietro un 6 può esserci molto più di un risultato sufficiente.

Può esserci un alunno che partiva da lontano.
Un progresso che non si vede subito.
Una fatica superata.
Una partecipazione nuova.
Un modo diverso di stare in classe.

Il registro può segnare un voto.
Ma l’insegnante può osservare un percorso.

Il 31 agosto partecipa a Il giudizio non serve, il convegno online per insegnanti con Daniele Novara e Franco Lorenzoni.

Un incontro per ripensare la valutazione come strumento evolutivo, capace di riconoscere progressi, competenze e crescita.

Qui per tutte le informazioni: https://www.metododanielenovara.it/il-giudizio-non-serve/

Come si diventa genitori più organizzati e più felice?Non serve inseguire la perfezione, né provare a controllare ogni c...
15/06/2026

Come si diventa genitori più organizzati e più felice?
Non serve inseguire la perfezione, né provare a controllare ogni comportamento dei figli.

Serve piuttosto una buona organizzazione educativa: genitori che sanno mantenere il proprio ruolo educativo, regole sostenibili, tempi adeguati e adulti capaci di fare squadra, così da creare le condizioni migliori perché figli e figlie possano crescere più autonomi.

È il tema al centro dell’evento online “Educare senza improvvisare” con Daniele Novara, dedicato ai genitori che desiderano ritrovare orientamento nella vita familiare quotidiana.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti: per partecipare è sufficiente iscriversi. qui: https://www.metododanielenovara.it/prodotto/educare-senza-improvvisare-daniele-novara/

Indirizzo

Via Campagna 83
Piacenza
29121

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