03/01/2026
Osservare prati incolti mi affascina.
Le erbe selvatiche, le piante spontanee hanno storie particolari, antiche, storie di generazioni di donne che le raccoglievano per nutrire, per curare.
Ognuna di esse mi ricorda momenti, persone, racconti e leggende.
Osservare luoghi ricchi di queste piante mi porta a pensare di conoscere ciascuna specie vegetale presente in un determinato luogo analizzato per mesi, ma ecco che la natura mi sorprende sempre; non perché quella determinata pianta prima non ci fosse, ma perché spesso le diamo per scontate, le chiamiamo "erbacce" e cerchiamo in tutti i modi di estirparle.
Come sempre i bambini, con il loro desiderio innato di esplorare il mondo, ti fanno cambiare idea in un attimo.
Ed è così che una mattina mentre ero "in passeggiata" con i "bimbi del bosco" uno di loro mi raggiunge correndo, con una luce negli occhi così intensa da far invidia al sole, mi ferma e mi dice - "maestra, guarda che ho scoperto!" - mi mostra un seme, una bacca, ancora non avevo idea di cosa avesse tra le dita, lo avvicina alle labbra e inizia a soffiarci dentro delicatamente; - "un fischietto selvatico!" - dico io con uno stupore sul viso che mi fa tornare bambina per un breve istante.
Dopo quel momento volevo sapere ogni cosa, mi sono messa a cercare, ho scoperto che quel piccolo strumento era in realtà un frutto, una capsula deiscente piena di piccoli semi scuri di una pianta commestibile chiamata "Silene".
Che nome poetico, si racconta che Dionisio avesse un fedele compagno di nome Sileno con una pancia così rotonda da ricordare la forma rigonfia del calice di questa pianta; I fiori a cinque petali vanno dal bianco al rosa e si aprono al tramonto, per permettere anche agli impollinatori notturni di nutrirsi; mi piace pensare che evochi Selene, la dea della Luna, proprio per questa sua capacità di aprirsi al richiamo della luce lunare e preservare la magia che la caratterizza.
Se passeggiando vicino ad un prato incolto, quest'inverno, incontrate la Silene, fermatevi, prendete il suo frutto maturo e secco, svuotatelo dai semi, rimuovete i "dentini" alla base del foro e sorprendetevi!