Julé Society

Julé Society wild and free reality

ph: Giulia Ferrulli

Osservare prati incolti mi affascina. Le erbe selvatiche, le piante spontanee hanno storie particolari, antiche, storie ...
03/01/2026

Osservare prati incolti mi affascina.
Le erbe selvatiche, le piante spontanee hanno storie particolari, antiche, storie di generazioni di donne che le raccoglievano per nutrire, per curare.
Ognuna di esse mi ricorda momenti, persone, racconti e leggende.
Osservare luoghi ricchi di queste piante mi porta a pensare di conoscere ciascuna specie vegetale presente in un determinato luogo analizzato per mesi, ma ecco che la natura mi sorprende sempre; non perché quella determinata pianta prima non ci fosse, ma perché spesso le diamo per scontate, le chiamiamo "erbacce" e cerchiamo in tutti i modi di estirparle.
Come sempre i bambini, con il loro desiderio innato di esplorare il mondo, ti fanno cambiare idea in un attimo.
Ed è così che una mattina mentre ero "in passeggiata" con i "bimbi del bosco" uno di loro mi raggiunge correndo, con una luce negli occhi così intensa da far invidia al sole, mi ferma e mi dice - "maestra, guarda che ho scoperto!" - mi mostra un seme, una bacca, ancora non avevo idea di cosa avesse tra le dita, lo avvicina alle labbra e inizia a soffiarci dentro delicatamente; - "un fischietto selvatico!" - dico io con uno stupore sul viso che mi fa tornare bambina per un breve istante.
Dopo quel momento volevo sapere ogni cosa, mi sono messa a cercare, ho scoperto che quel piccolo strumento era in realtà un frutto, una capsula deiscente piena di piccoli semi scuri di una pianta commestibile chiamata "Silene".
Che nome poetico, si racconta che Dionisio avesse un fedele compagno di nome Sileno con una pancia così rotonda da ricordare la forma rigonfia del calice di questa pianta; I fiori a cinque petali vanno dal bianco al rosa e si aprono al tramonto, per permettere anche agli impollinatori notturni di nutrirsi; mi piace pensare che evochi Selene, la dea della Luna, proprio per questa sua capacità di aprirsi al richiamo della luce lunare e preservare la magia che la caratterizza.
Se passeggiando vicino ad un prato incolto, quest'inverno, incontrate la Silene, fermatevi, prendete il suo frutto maturo e secco, svuotatelo dai semi, rimuovete i "dentini" alla base del foro e sorprendetevi!

Quando immaginiamo i ragni, pensiamo sempre a quei piccoli e pazienti aracnidi che aspettano ore ed ore sulla loro ragna...
13/09/2025

Quando immaginiamo i ragni, pensiamo sempre a quei piccoli e pazienti aracnidi che aspettano ore ed ore sulla loro ragnatela che qualche distratto insetto si posi su di essa rimanendo intrappolato.
Se vi dicessi, invece, che esistono ragni che farebbero invidia al più grande predatore del mondo animale?
Era quest'estate, passeggiavo all'imbrunire prima di rientrare a casa per la cena, mi avvicinai per sentire il profumo intenso delle ortensie con l'umidità della sera ed è lì che lo vidi, o forse dovrei dire, la vidi: un esemplare femmina di Misumena Vatia, anche detta ragno granchio per la sua capacità di muoversi lateralmente e la presenza di zampe anteriori larghe e tenute divaricate, come le chele di un granchio.
Al pari di molte specie dei Thomisidae sono ragni cacciatori, tendono agguati appostati sui fiori, sfruttando l'omocromia dei loro colori per mimetizzarsi.
Aveva catturato un'ape e pensai "perché proprio lei, poteva mangiare qualsiasi altro insetto"; quasi dimenticando l'importanza di ogni singola specie vivente in questo pianeta, quasi ad avere il diritto di scegliere quale vita sia più importante di un'altra. Tornai in me stessa e mi meravigliai di quanto poetica fosse questa scena, di quanto in fretta una vita possa finire per lasciar posto ad un'altra; mi domandai perché alcuni ragni tessono la tela e altri invece scelgono di cacciare:
Aspettare o Agire, il dualismo del ragno che risuona nella dualità della natura umana.
Il ragno che insegue o il ragno che attende, una scissione che risiede nell'evoluzione della specie; ma l'essere umano può davvero scegliere di essere l'uno o l'altro?
Quando si osserva la vita, ci si chiede se si ha a disposizione un tempo infinito, per cambiare, per agire, magari perseverare, attendere con pazienza; oppure se ogni attimo è destinato a scivolare inesorabilmente e se non colto è perso per sempre.
Aspettare è ascoltare il sussurro delle cose, la quiete che protegge e ci guida verso il domani.
Agire è la scintilla che non teme l'alba,
il passo che rompe il silenzio e dice "adesso".
[continua nei commenti]

I ricordi a volte sono strani, riecheggiano come echi nella mente all'improvviso, senza avvisare. Si mescolano ai pensie...
04/09/2025

I ricordi a volte sono strani, riecheggiano come echi nella mente all'improvviso, senza avvisare. Si mescolano ai pensieri diventando fiumi, poi mare; cieli di vite passate, emozioni perdute e anime incontrate che si infrangono contro nuove versioni di sè come onde sugli scogli, rompono quel sottile confine tra sogno e reale, diventano inaspettatamente di nuovo parte di noi e della nostra coscienza.
Era il 2020 quando raccolsi una piccola margherita sulla sponda del torrente che scorre dietro casa, forse volevo intrecciarla nei capelli, che diventasse parte di me, tuttavia "maria felice", così la chiamava mio nonno, aveva altri piani.
Oggi vi posso dire che il nome di quel lepidottero è "amata phegea", che è una falena diurna che vola da giugno ad agosto, che ama i luoghi umidi e che la sua livrea avverte i predatori della sua tossicità, ma questo allora non lo sapevo.
Vidi solo una piccola e sbadata farfalla dal volo incerto posarsi proprio su quel fiore che avevo tra le dita, e ci rimase così a lungo che pensai si fosse addormentata o peggio che stesse morendo e non avrei potuto fare niente.
Decisi di scattare una foto, dal titolo "fra cerotti e farfalle"; avevo un taglio sul dito abbastanza profondo, mi tagliai aprendo una scatola di latta mentre cucinavo, il sangue non si fermava ed ha continuato a scorrere per le successive 2 ore, tamponavo sempre, tenevo il braccio alzato e sembrava che da un momento all'altro avrei gridato "presente!"
Quando finalmente il sangue si fermò, avevo voglia di correre ma non lo feci, avevamo ospiti.
Non so perché "maria felice" si posò proprio su quel fiore in mezzo a tanti altri e probabilmente non lo saprò mai, ma oggi mi piace pensare che mio nonno fosse venuto a trovarmi, a dirmi qualcosa che all'epoca non sono riuscita ad ascoltare fino in fondo;
eppure in quel preciso istante non volevo più che qualcosa diventasse parte di me, come la margherita tra i capelli o la farfalla tra le dita, ma diventai io stessa parte di lei.
Da quell'estate di cinque anni fa non sono più solamente io e la natura, ma IO SONO NATURA.

Julè

30/08/2025
workman.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
29/03/2020

workman.jpeg

Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

locals4.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
24/07/2019

locals4.jpeg
Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

locals3.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
10/05/2019

locals3.jpeg
Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

locals2.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
09/05/2019

locals2.jpeg
Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

people2.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
29/04/2019

people2.jpeg
Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

cat6.jpegInstagram: jule_societyPh: Giulia Ferrulli
28/04/2019

cat6.jpeg
Instagram: jule_society
Ph: Giulia Ferrulli

Indirizzo

Pescorocchiano

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Julé Society pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Julé Society:

Condividi

Digitare