04/04/2026
Non lo sapevo fare bene.
Quando ho inserito nel team una persona nello spettro autistico, pensavo di avere le idee chiare.
Avevo letto, mi ero informato, mi ero formato, avevo "un piano".
Poi è arrivata la quotidianità. E la quotidianità non si pianifica.
Ho capito che l'inclusione non è un progetto che si apre e si chiude.
Non ha una data di lancio e non va nel report di fine anno.
Diventa reale solo quando una persona entra davvero nel ritmo del lavoro, nelle conversazioni di tutti i giorni, nelle piccole frizioni e nelle piccole soddisfazioni che costruiscono un gruppo.
Ho imparato più io in questi mesi che in anni di formazione sul tema.
Oggi, 2 aprile, non voglio fare una comunicazione istituzionale.
Voglio dire una cosa semplice:
Questo è uno dei pochi ambiti in cui le aziende non dovrebbero competere.
Non esistono vantaggi di posizionamento nell'inclusione.
Esiste solo la scelta di farlo davvero o di non farlo.
Se stai lavorando su questi temi nella GDO o nel retail, mi piacerebbe parlarti. Non per confrontare best practice. Per capire cosa funziona davvero, sul campo.
Salvo Cardella, direttore punto vendita Carrefour L’Aquila Via Vicentini.