Chiesa Cristiana Evangelica

Chiesa Cristiana Evangelica Chiesa evangelica "Dominus Deus Sabaoth". Missione abruzzese della "Comunità evangelica della Resurrezione".

07/09/2024

Lectio divina del 07/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 6, 1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».

Meditiamo
Ci sono persone appiccicate alle regole, che vivono alla luce della propria autostima, che confondono la fede con un regolamento condominiale. Certo: la norma esplicita e incarna l'amore, è difficile credere nell'amore di una persona che non concretizza le proprie emozioni in scelte coerenti e verificabili.

Ma la norma, vestito dell'affetto, può essere svuotata di contenuto e diventare un inutile orpello, specie quando ha a che fare con la fede!

I farisei sono molto attenti al fatto che i discepoli di Gesù, oltre ad essere poco mistici (non digiunano!) passeggiando fra i campi colgono alcune spighe di sabato, quindi, lavorando, trasgrediscono il precetto del riposo!

Hanno fatto delle regola la loro religione e Gesù cerca di convincerli (inutilmente) citando la Scrittura: l'episodio in cui Davide, fuggendo da Saul, giunge con i suoi compagni a Nord e chiede ed ottiene di cibarsi del pane delle offerte.

Gesù, così facendo, oltre a dimostrare una sconfinata pazienza manifesta una grande conoscenza della Sacra Scrittura e della sua interpretazione e, soprattutto, ci insegna che ogni norma va inserita nel suo contesto: Dio vuole dei figli liberi che mettano al primo posto la ca**tà e la misericordia...non dei sudditi ossessionati dalle regole!

Lode a te Gesù unico Maestro di vita!!!

Preghiamo
Fratelli e sorelle, presentiamo al Signore Risorto la preghiera per la Chiesa e per il mondo, certi che lui tutto può, e sa offrire al suo popolo anche quello che noi non sappiamo domandare. Preghiamo insieme e diciamo:

Assisti il tuo popolo, Signore

Per i nostri governanti, perché promuovono leggi che non deturpino la dignità e la sacralità della vita. Preghiamo:

Per i paesi ricchi, perché riconoscano che la ca**tà e la parità tra gli uomini precedono sempre il diritto e la giustizia. Preghiamo:

Per gli scienziati e i ricercatori, perché rispettino la signoria di Dio sulle cose create e sull'uomo. Preghiamo:

Per chi, per il bene comune, deve lavorare anche nei giorni festivi, perché santifichi la festa con l'offerta della propria fatica. Preghiamo:

06/09/2024

Lectio divina del 06/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 5, 33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: "Il vecchio è gradevole!" ».

Meditiamo
È difficile convertirsi, siamo onesti, tanto più difficile quando siamo convinti di essere, come i farisei, nel giusto e di avere bisogno, al massimo, di una piccola revisione di facciata.

La Chiesa, poi, noi Chiesa, su questo siamo abilissimi: appellandoci ai principi assoluti e alla Tradizione continuiamo a reiterare le tradizioni che sono le nostre piccole abitudini portate avanti con pigrizia, invece di convertirci sul serio.

Così anche fanno i contemporanei di Gesù, i superdevoti, che fanno le pulci ai discepoli accusati di essere poco devoti e poco religiosi... Buffo: hanno pesantemente criticato il Battista e ora rimpiangono la sua ascesi e la sua severità.

Gesù non prende molto sul serio queste critiche e invita tutti a guardare oltre, in alto: è una festa di nozze la sua presenza, chi mai potrebbe pensare di mettersi a dieta in quel giorno?

Ciò che Gesù chiede ai farisei e a noi tutti che ci sentiamo cristiani è un radicale cambiamento di mentalità: l'esperienza di fede come esperienza gioiosa totalizzante dell'incontro con lo Sposo che è Dio!

Tutto il resto ruota intorno a questa scoperta, inutile mettere delle toppe alla vecchia idea di Dio, meglio prepararsi ad indossare l'abito della festa!

Preghiamo
Il messaggio di Cristo ci chiede di vivere la fede rinnovando il nostro cuore con umiltà. Preghiamo quindi il Padre perché ci trasformi secondo la sua volontà, dicendo:

Aiutaci, o Signore.

Perché nella chiesa ci siano sempre pastori ricchi di fede e aperti ai segni dei tempi, capaci di trasmettere il vangelo nella novità dello Spirito. Preghiamo:

Perché tutti i cristiani riconoscano nella conversione del cuore e nell'amore al prossimo, le qualità che rendono sempre attuale la fede. Preghiamo:

Perché coloro che abitano nelle società ricche e opulente non dimentichino i valori evangelici della sobrietà e del digiuno a beneficio dei più poveri. Preghiamo:

Perché ci asteniamo dal pronunciare e diffondere, con troppa facilità, giudizi e pareri, ma ci sentiamo fratelli con tutti quelli che con onestà e sofferenza ricercano la verità. Preghiamo:

Perché noi, componenti di questa comunità, viviamo e celebriamo con gioia la domenica, per testimoniare che il cristo è vivo e operante nel mondo. Preghiamo:

05/09/2024

Lectio divina del 05/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 5, 1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle f***e dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Meditiamo
Gesù ci raggiunge sempre alla fine delle nostre notti. Ci raggiunge alla fine delle nostre notti e dei nostri incubi, ci raggiunge quando siamo stanchi e depressi. Ci chiede un gesto di fiducia, all'apparenza inutile, ci chiede di gettare le reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, sulle nostre capacità, ma di avere fiducia in lui.

Pietro lo fa e accade l'inaudito. Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda. Il miracolo è sempre un evento ambiguo, interpretabile in modi molto diversi, talora contrastanti.

Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario. Il miracolo è sempre nel nostro sguardo, Dio continua a riempire di miracoli la nostra vita. E noi non li vediamo.

È turbato, ora, il pescatore Pietro. Che sta succedendo? Si butta in ginocchio, prima di arrendersi: «Non sono capace, non sono degno». È la scusa principale tirata fuori da tutti quelli che, per un istante, sfiorano Dio: non sono all'altezza, sono un peccatore.

Siamo sempre lì, inchiodati al nostro becero e assurdo moralismo: ma lasciamo fare una volta a Dio! Pensiamo che Dio voglia farci superare un esame, che ponga delle condizioni. No, sbagliato: siamo noi a porre delle condizioni, non Dio.

Lode a te o Padre, re di eterna gloria!!!

Preghiamo
Nessuna sapienza umana può dare la salvezza, ma soltanto Cristo e la sua parola. Per questo preghiamo insieme e diciamo:

Convertici a te, o Signore.

Tu che sei parola eterna, conferma tutto il bene che i pastori compiono nel mondo. Preghiamo:

Tu che sei venuto per illuminare coloro che vivono nelle tenebre, guida tutti gli uomini verso la tua luce di beatitudine. Preghiamo:

Tu che doni certezza, aiuta gli uomini a trovare in te la sicurezza che permette di essere sereni, anche di fronte agli avvenimenti negativi della vita. Preghiamo:

Tu che sei ricco di ogni bene, benedici il lavoro dei nostri missionari e concedi loro di raccogliere abbondantemente dove hanno seminato con fatica. Preghiamo:

Tu che sei venuto a chiamare i peccatori, rendi capaci i fratelli di ogni comunità ad abbandonare ogni cosa che impedisce di essere tuoi seguaci. Preghiamo:

04/09/2024

Lectio divina del 04/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 4, 38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.

Meditiamo
Tutti noi siamo guariti per servire, come la suocera di Pietro. Incontrare Dio e accoglierlo nella propria vita ci guarisce nel profondo, a volte anche nel corpo.

Ma sappiamo bene che la salute è importante, ma non sufficiente: ci sono persone sanissime insoddisfatte e depresse ed altre, malate, capaci di stupirci per la loro serenità, per la loro fede e la loro forza interiore.

Chi si è avvicinato al vangelo sa che la frequentazione del Signore nella preghiera e nella meditazione della sua parola spalanca il cuore e la mente ad una nuova prospettiva e, come nell'innamoramento, questo incontro ci carica come una molla.

Ma, ammonisce Luca oggi, se siamo guariti non è per crogiolarci, per sentirci fortunati e staccarci dal mondo, ma per metterci al servizio dei tanti fratelli e sorelle che incontriamo.

Come Gesù, troviamo la forza del servizio al Regno nel dialogo intimo col Padre, ritagliato anche nei momenti meno probabili, come la notte.

La preghiera e la Parola fanno fuggire la parte oscura di noi, quella demoniaca, quella schizofrenica che ci fa professare la fede senza viverla.

Affidiamo al Signore Gesù che ci guarisce nel profondo la nostra vita, con immensa fiducia, con perdurante amore... Guarisci il nostro cuore e plasmalo secondo il tuo volere Maestro!!!

Preghiamo
Siamo chiamati ad entrare nel regno di Dio già in questa vita terrena, superando gli ostacoli della nostra umanità ferita. Rivolgiamoci quindi a Cristo, dicendo:

Figlio di Dio, vieni in nostro soccorso.

O Signore, tu vuoi fare dell'umanità una sola grande famiglia cristiana. Aiuta i popoli a superare ogni rivalità ideologica, politica e religiosa. Preghiamo:

O Cristo, tu vuoi che ogni uomo si salvi e giunga alla conoscenza della verità. Fa' che la Chiesa porti in tutto il mondo il tuo messaggio di giustizia e di concordia. Preghiamo:

O Cristo, primizia di ogni bene: fà della nostra comunità un segno efficace del tuo regno. Preghiamo:

Signore Gesù, tu che hai sperimentato il rifiuto da parte dei tuoi, sii vicino a tutti coloro che sono vittime della sopraffazione e della violenza. Preghiamo:

03/09/2024

Lectio divina del 03/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 4, 31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Meditiamo
L'indemoniato è nella sinagoga a pregare: veste come tutti, si comporta come tutti, è un buon fedele, all'apparenza. Ma la visione di Gesù lo scatena e manifesta tutta la rabbia che porta nel cuore.

Insulta Gesù, sa bene che egli è il Santo di Dio, non c'entra nulla con lui, è venuto per rovinargli la vita. Luca, con questo racconto, ci dice qualcosa di inquietante: è demoniaca una fede che si ferma al sapere senza contaminare la vita, demoniaca una fede che non fa entrare Dio nella quotidianità, demoniaca una fede che vede Dio come un avversario venuto per rovinare la bella vita peccaminosa che vorremmo fare...

Non basta frequentare una chiesa per essere credenti e la prima conversione che siamo chiamati ad operare è all'interno delle nostre comunità, nella nostra Chiesa.

Il rischio di vivere una fede sbagliata è sempre presente in noi ma l'autorevolezza di Gesù ci guarisce, ci sana, ci converte, ci cambia nel profondo. Lasciamo che la sua Parola autorevole, oggi, evidenzi i modi sbagliati che abbiamo di vivere la fede e diventiamo finalmente discepoli come egli vuole...

La prima conversione da operare è in noi stessi!
Convertici Gesù con il tuo Santo spirito...

Preghiamo
La parola di Cristo ha il potere di respingere la forza del Maligno e donare all'uomo unità e pace. Allora, preghiamo con fede e diciamo:

Aiutaci, o Signore, ad ascoltare e vivere la tua parola.

Perché i cristiani rinnovino frequentemente le promesse del battesimo che li ha affrancati dal potere delle tenebre e li ha illuminati con la luce dello Spirito. Preghiamo:

Perché nella chiesa sorgano uomini ricchi di interiorità, capaci di ridare a tutti la serenità e la gioia della vita. Preghiamo:

Perché la nostra comunità sia docile alla voce dello Spirito per conoscere sempre più il mistero di Cristo e la grandezza della chiamata a vivere il vangelo Preghiamo:

Perché chi si riscontra debole e indeciso di fronte al male, trovi nella preghiera, nella Eucaristia domenicale e nella parola di Dio la forza per evitarlo e combatterlo. Preghiamo:

Perché noi che ci accostiamo ogni giorno alla preghiera sulla bibbia (lectio divina), diveniamo testimoni e annunciatori della sua parola. Preghiamo:

02/09/2024

Lectio divina del 02/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Lc 4, 16-30

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!"». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Meditiamo
Gesù chiude il rotolo del profeta Isaia e si siede, come fanno i rabbini per insegnare. Poi annuncia che la profezia si è conclusa. La reazione dei presenti è feroce, rabbiosa. Perché?

Tutti conoscevano quel rotolo, ogni sabato, a turno, si leggevano gli stessi passi. Agli esperti di Scrittura non sfugge che Gesù tronca la frase di Isaia a metà. Il periodo conclude così: "e a predicare un giorno di vendetta per il nostro Dio" (Is 61,2).

Gesù non lo legge, lo tronca. Si ferma all'anno di grazia. Nessuna vendetta, nessun riscatto spettacolare contro gli oppressori politici. Nessun riscatto del nazionalismo ebraico.

Perdono e conversione. Queste le due cifre dell'annuncio. La Parola si è chiusa, il libro viene arrotolato. Gesù si è permesso di correggere la Parola saltando una frase nazionalistica di vendetta ...

Questo è troppo. Chi si crede di essere questo falegname? Gesù interagisce, cita la Scrittura, spiega come sia difficile fare i profeti in casa propria, e che solo degli stranieri, come la vedova di Zarepta e Naaman il Siro, hanno saputo riconoscere profeti grandi come Elia ed Eliseo.

E si scatena il putiferio. All'iniziale sconcerto subentra l'offesa e la permalosità. Ma come si permette? Ma chi si crede di essere questo presuntuoso? Pensavano in cuore loro...

Lode a te Gesù umile e mite !!!

Preghiamo
Gesù Cristo inaugura il suo regno annunciando la buona novella ai poveri. Certi della paternità di Dio, preghiamo insieme e diciamo:

Salva il tuo popolo, Signore.

Perché il popolo ebreo apra il cuore a Cristo Gesù che porta a compimento il piano di salvezza annunciato dalle Scritture. Preghiamo:

Perché il Signore invii sempre nelle nostre comunità uomini ricchi del suo Spirito, per alimentare la nostra speranza nella salvezza. Preghiamo:

Perché la parola di Dio proclamata nelle nostre assemblee ottenga la nostra piena adesione e cambi le nostre prospettive. Preghiamo:

01/09/2024

Lectio divina del 01/09/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Mc 7,1-8.14-15.21-23

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: "Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?".
Ed egli rispose loro: "Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
"Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini".
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro". E diceva [ai suoi discepoli]: "Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo".

Meditiamo

Per molti cristiani, ancora oggi, credere significa fare o non fare, qualcosa. Sbagliato: credere è, anzitutto, incontrare e accogliere nella propria vita una persona, Gesù, che la sconvolge e fa cambiare atteggiamento.

Gesù lo sottolinea: i farisei si impegolano in piccole cose rituali trascurando l'essenziale, filtrano il moscerino e ingoiano il ca****lo. Come succede ancora oggi a noi bravi cristiani: abbiamo ingabbiato Gesù e la nostra fede in una serie di minime prescrizioni rituali lasciando perdere l'essenziale.

Quante poche volte sento persone che si dispiacciono di non amare a sufficienza, che si accusano di ritenere la Messa un dovere e non una festa, o di rodersi perché poco disponibili al fratello, e di sospirare perché svogliati nella corsa alla generosità!

Tutti pronti a trovare le attenuanti del processo piuttosto che a piangere di gioia per la gratuità del perdono, troppo più preoccupati della nostra devota immagine scalfita che rapiti dalla misura dell'amore donato.

Sbagliamo. Solo un cuore che veramente incontra Dio e lo accetta come unico Salvatore può, alla fine, porre gesti che desiderino realmente incontrarsi con Lui. Solo un cuore toccato dalla Grazia diventa un cuore convertito. Allora, e solo allora, i gesti acquistano significato.

Preghiamo
Dio, nostro Padre,
è vicino a quanti lo cercano con cuore sincero.
Animati da questa fiducia, preghiamo insieme e diciamo:

R. Si compia, Signore, la tua volontà.

Perché non manchino uomini e donne
pronti ad accogliere la chiamata di Dio, preghiamo. R.

Perché Dio faccia cadere le armi dalla mano dei violenti, preghiamo. R.

Perché la città degli uomini
diventi un luogo di convivenza pacifica e cordiale, preghiamo. R.

Perché lo Spirito del Signore porti salute agli infermi,
consolazione agli afflitti,
speranza e pace al mondo intero, preghiamo. R.

31/08/2024

Lectio divina del 31/08/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Mt 25, 14-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: "Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque". "Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone".
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: "Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". "Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone".
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: "Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo".
Il padrone gli rispose: "Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti"».

Meditiamo
Viviamo nell'attesa del ritorno dello sposo, come ci ricordava la parabola delle vergini di qualche giorno fa Un ritorno glorioso, nella pienezza della storia, dopo la prima venuta nella carne.

Siamo invitati ad attendere. Ma senza oziare, aggiunge Matteo. Il discepolo cui viene affidato l'annuncio del Regno non resta con le mani in mano in attesa del disfacimento del mondo, ma realizza succursali del Regno là dove vive, piccole esperienze di Chiesa che anticipano e accelerano la venuta del Signore.

La parabola dei talenti dice due cose fondamentali: a ciascuno di noi è dato tantissimo e a ciascuno sarà chiesto in proporzione a ciò che ha abbondantemente ricevuto.

Un talento d'oro ha un valore enorme, sono quasi trenta chilogrammi di metallo prezioso! Valiamo molto perché molto ci è stato donato, valiamo molto e siamo chiamati a scoprire di quali doni il Signore ci ha ricolmati perché siano messi a disposizione dei fratelli.

Passare il tempo a lamentarsi di ciò che non si ha, invece di gioire per ciò che si ha e soprattutto per cio che si è, significa fare un grave torto alla straordinaria generosità di Dio nei nostri confronti.

Lode a Te Padre, ricco di compassione!!!

Preghiamo
Il Signore arricchisce la nostra vita di molteplici doni. Preghiamo perché ci aiuti a valorizzarli a beneficio nostro e dei fratelli. Diciamo insieme:

Ascoltaci, o Signore.

O Signore, aiuta gli uomini a formare una sola famiglia cristiana, nella valorizzazione delle ricchezze proprie di ogni popolo, di ogni chiesa e di ogni cultura. Preghiamo:

O Signore, manda alla tua Chiesa uomini capaci, con la parola e l'esempio, di stimolare la crescita e lo sviluppo umano e cristiano dei tuoi fedeli. Preghiamo:

O Signore, assisti coloro che cercano lavoro, perché possano realizzare il fondamentale diritto dell'autonomia e dignità personali. Preghiamo:

O Signore, insegna alla nostra comunità lo spirito dell'accoglienza, particolarmente verso le persone meno provviste di doni naturali, e quindi più bisognose di sostegno e di aiuto. Preghiamo:

O Signore, fa' che nessuno di noi si spaventi o si scoraggi per i propri limiti, ma aiutaci a capire che è proprio nella nostra debolezza che esprimi la tua potenza. Preghiamo:

30/08/2024

Lectio divina del 30/08/24
Vieni Spirito Santo
Vangelo
Mt 25, 1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".
Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco".
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

Meditiamo
Aspettiamo il ritorno dello sposo, non di un giudice. Di una persona desiderata ed amata con cui condividere momenti di intensa gioia. Perciò vegliamo come le amiche della sposa anche se lo sposo tarda.

Siamo invitati a tenere accese le lampade per accompagnare in corteo lo sposo verso il luogo dell’incontro. Ciò che ci è chiesto, come spiega Gesù, è di mantenere accesa la piccola fiamma che in altri passi del vangelo è collegata alla fede e alla ca**tà.

Non sono egoiste le ragazze prudenti, sanno che dividere l’olio rimasto significherebbe farlo mancare a tutte le presenti. Così è la fede, così è la ca**tà: non possiamo prestarla ad altri e gli altri non possono condividerla con noi.

È una scelta di vita personale, profonda, intima che non ammette trucchi o scorciatoie. Coltiviamo il desiderio in noi, che mai la paura, o la stanchezza o lo scoraggiamento spengano la voglia di aiutare gli altri per dare Gloria a Dio...

Lode a te O Padre nei secoli dei secoli!!!

Preghiamo
Il cristiano è colui che sa vegliare nel cuore della notte in attesa dello Sposo. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a riconoscerlo ogni volta che egli ci visita con la sua grazia, dicendo:

Donaci la grazia, o Signore.

Perché tutti gli uomini si impegnino con passione e tenacia a trasformare il mondo, secondo il compito che Dio ha loro affidato. Preghiamo:

Perché tutti coloro che vivono senza radici e senza meta, si sentano accolti da quel Dio che attende chi non è atteso da nessuno. Preghiamo:

Perché i cristiani non si vergognino della croce di Cristo, ma la accettino come una sorgente di speranza e di pace. Preghiamo:

Perché, nella preghiera, non cerchiamo di piegare Dio ai nostri bisogni, ma siamo sempre aperti a capire la sua volontà. Preghiamo:

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