12/05/2026
Qualche settimana fa si è chiuso il percorso di Parchi in Comune e la sensazione è che non sia stato semplicemente un progetto, ma qualcosa che ha lasciato un segno reale.
Per mesi, ragazze e ragazzi tra i 14 e i 30 anni hanno attraversato i parchi di Pescara in modo diverso dal solito. Non come luoghi di passaggio, ma come spazi da osservare davvero, da mettere in discussione e da immaginare diversamente.
Il Parco Caserma Cocco, in particolare, è diventato un laboratorio a cielo aperto. C’è chi lo ha esplorato seguendo suoni, odori ed emozioni, chi ha raccolto storie e ricordi fermando le persone, chi ha trasformato tutto questo in immagini, parole e proposte concrete.
A un certo punto è emersa una domanda rimasta al centro di tutto il percorso:
quel muro divide o protegge?
Da lì è nata una riflessione più ampia sul rapporto tra spazio pubblico, comunità e possibilità di trasformazione. Non accettare i luoghi così come sono solo perché “sono sempre stati così”.
Parallelamente, il lavoro sull’empowerment femminile attraverso lo sport ha preso una direzione concreta, creando uno spazio di confronto reale, presenza e consapevolezza.
Le testimonianze di Jasmine Di Felice, Sharon Prisco e Sonia Fracassi hanno mostrato che la forza non è qualcosa di astratto, ma qualcosa che si costruisce nel tempo, attraverso costanza, fatica e scelte precise.
Il momento finale non è stato vissuto come una chiusura, ma come una restituzione alla città. Le idee emerse sono state condivise pubblicamente, mentre l’incontro con Millo ha mostrato come anche un muro possa diventare spazio di racconto e non solo elemento di separazione.
Un grazie al Comune di Pescara, a Prossimità alle Istituzioni, a noi Artisti per il Matta, ai formatori, agli youth workers e a tutte le persone coinvolte.
Perché il risultato più importante forse non sta solo nelle proposte emerse, ma negli sguardi dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato.