19/07/2026
Il fiume Pescara osservato dall’acqua, attraversato lentamente, raccontato da chi lo vive ogni giorno.
La scorsa settimana si è svolta una nuova tappa delle Derive Esplorative, un’esperienza di ricerca e osservazione che, questa volta, ha seguito il corso del fiume a bordo dell’imbarcazione di Fiumare Pescara.
Durante la navigazione si sono intrecciati sguardi, competenze e racconti grazie alla presenza di associazioni, ricercatori e figure che, per lavoro, passione o impegno, hanno costruito negli anni un rapporto profondo con il fiume. Un’occasione per condividere conoscenze, leggere il paesaggio da una prospettiva diversa e riflettere sulle criticità e sulle potenzialità di questo ecosistema urbano.
Ascoltare il fiume da chi lo attraversa e lo custodisce significa comprenderne meglio il valore, immaginando nuove possibilità di tutela e relazione.
Le Derive Esplorative, coordinate dal Dipartimento di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” con il prof. Massimo Angrilli e la prof.ssa Luciana Mastrolonardo, continuano così a costruire un racconto collettivo del territorio.
MATTA WATERFRONT è sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Un sentito grazie a tutte le persone e alle realtà che hanno condiviso questa esperienza e il loro prezioso patrimonio di conoscenze: WWF (Francesco Cerasoli e Luciano Schiazza ), Lega Navale (Mario Michetti), Legambiente (Michele Manigrasso), Assonautica Pescara (Giacomo Fanei), Fiumare Pescara (Oberdan Caposano), Circolo Canottieri (Umberto Di Bonaventura), Plastic Free (Antonella Ruscitti), Italia Nostra (Massimo Palladini), Comune di Pescara (Ester Zazzaro), FIAB (Maurizio Oranges) , Giacomo Fanesi, Letizia Fanesi e al gruppo dell’Università “G. d’Annunzio” Dipartimento di Economia con Giulia Candeloro, Alessandro Crociata e Pierluigi Sacco. La ricchezza di questo percorso nasce proprio dall’incontro tra competenze, esperienze e sguardi diversi che, insieme, contribuiscono a immaginare il futuro del fiume Pescara.
Annamaria Talone
Foto astudio | Mara Patricelli