14/10/2026
PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 15 A MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE 2026
Consultate la programmazione completa sul nostro sito ufficiale:
https://solarispesaro.it/
Seguiteci anche su
Instagram: cinema_multisala_solaris
Facebook: Cinema Solaris Pesaro
SE AMI QUALCUNO DILLO (Vision)
Regia di Marco Bonini
Genere Commedia, - Italia, 2026
Una seconda possibilità, una famiglia da riscoprire e un viaggio tragicomico alla ricerca dell'amore.
Cosa succede quando la vita ci costringe a fermarci e a guardare davvero le persone che abbiamo accanto? Sergio è un uomo che sembra avere tutto sotto controllo, fino a quando un tradimento lo porta a un improvviso malore e al coma. Al suo capezzale si ritrovano Gabriella, la sua compagna, Alba, la sua ex moglie, e Giulio, suo figlio: tre persone che avrebbero più di un motivo per non volerne più sapere di lui. Quando Sergio si risveglia, però, qualcosa è cambiato. È come se fosse tornato bambino, intrappolato nel corpo di un adulto, costretto a imparare nuovamente a vivere, a comunicare e, soprattutto, ad amare. L'uomo arrogante e incapace di mostrare i propri sentimenti lascia gradualmente spazio a un personaggio sorprendente, goffo e irresistibilmente tragicomico, convinto di avere finalmente una seconda possibilità. Ma si può davvero ricominciare da capo? E si può imparare ad amare quando, fino a quel momento, non si è mai saputo farlo fino in fondo? Diretto da Marco Bonini, al suo esordio alla regia, Se ami qualcuno dillo è una commedia che intreccia ironia, emozione e fragilità umane, raccontando le contraddizioni dei rapporti familiari e la possibilità di cambiare anche quando sembra troppo tardi. Con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno, affiancati da Biagio Venditti e da un ricco cast, il film ci accompagna in una storia che fa sorridere e riflettere, ricordandoci quanto siano complicati i legami affettivi e quanto sia difficile, ma necessario, trovare le parole e i gesti giusti per esprimere ciò che proviamo. Perché a volte serve perdere tutto per capire cosa conta davvero. E perché l'amore, quello autentico, non può essere dato per scontato: va imparato, coltivato e, soprattutto, dichiarato. Se ami qualcuno, diglielo. Non aspettare che sia troppo tardi.
VENERDI’ 16/10 18,30-21,00
SABATO 17/10 18,30-21,00
DOMENICA 18/10 16,30-18,40-21,00
LUNEDI’ 19/10 21,00
MARTEDI’ 20/10 18,30
MERCOLEDI’ 21/10 18,30-21,00
JE SO' PAZZO (01 Distribuition)
Regia di Nicola Prosatore
Genere Biografico, - Italia, 2026
Durata 110 minuti
JE SO' PAZZO: QUANDO LA MUSICA DIVENTA ANIMA, RIBELLIONE E MEMORIA
Ci sono artisti che fanno musica. E poi ci sono artisti che diventano una città, una lingua, un modo di guardare il mondo. Pino Daniele appartiene senza dubbio alla seconda categoria.E raccontare Pino Daniele al cinema non era un'impresa facile. Troppo grande è il suo lascito, troppo profondo il legame con Napoli, troppo riconoscibile quella voce, troppo personale quel modo di mescolare blues, jazz, rock e tradizione napoletana.Con “Je so' pazzo”, in uscita nelle sale italiane giovedì 15 ottobre 2026, il regista Nicola Prosatore sceglie però di non costruire semplicemente un monumento al grande cantautore. Sceglie di andare alla ricerca dell'uomo che c'era prima del mito PRIMA DI PINO DANIELE, C'ERA PINO Il film parte dai vicoli di Napoli e dagli anni difficili dell'infanzia, segnati dall'abbandono, per seguire il percorso di un ragazzo che scopre nella musica la possibilità di dare voce a ciò che porta dentro.Non soltanto il talento, anche la rabbia.La fragilità, Il bisogno di essere riconosciuto.La voglia di uscire dai confini che sembrano già stabiliti per lui.Je so' pazzo arriva così fino al leggendario concerto del 1981, quando Pino Daniele si esibì davanti a una folla di circa 200.000 persone: un momento simbolico che rappresenta la consacrazione di un artista ormai capace di parlare a un'intera generazione. Ma il vero interesse del film sta nel percorso che conduce fin lì.Perché nessuno nasce leggenda.Prima di diventare Pino Daniele, c'è stato un ragazzo che doveva trovare la propria voce. NAPOLI NON È SOLO UNO SFONDO Uno dei meriti più importanti di questa storia è il rapporto con Napoli. Napoli non è semplicemente il luogo nel quale la vicenda è ambientata: è una presenza viva, una parte integrante della formazione artistica e umana di Pino.È nei vicoli, nelle persone, nei suoni, nella lingua e nelle contraddizioni della città che nasce quella straordinaria contaminazione musicale destinata a cambiare la musica italiana.Il film racconta infatti un artista capace di fondere blues, jazz e tradizione partenopea, trasformando elementi apparentemente lontani in qualcosa di completamente nuovo. Ed è proprio questa contaminazione a rendere Pino Daniele ancora oggi così moderno. Pino non ha mai avuto bisogno di scegliere tra Napoli e il mondo. Ha portato Napoli nel mondo. MASSIMILIANO CAIAZZO: LA SFIDA DI INTERPRETARE UN MITO A vestire i panni di Pino Daniele è Massimiliano Caiazzo, attore conosciuto dal grande pubblico soprattutto per Mare Fuori. La sfida era enorme: interpretare un personaggio che non è soltanto una figura dello spettacolo, ma un artista amatissimo, ancora profondamente presente nell'immaginario collettivo. Il film sceglie di concentrarsi soprattutto sull'uomo, sulle sue inquietudini e sulle sue fragilità. E questo permette a Caiazzo di non limitarsi alla semplice imitazione. Non deve essere una copia di Pino Daniele. Deve cercare l'uomo dietro la voce. Accanto a lui troviamo Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno, Giuseppe Brunetti, Leonardo Bianconi, Giampiero De Concilio, Antonia Truppo e Monica Nappo, all'interno di un cast numeroso che contribuisce a ricostruire l'ambiente umano nel quale Pino cresce e si forma.
GIOVEDI’ 15/10 21,00
VENERDI’ 16/10 18,30
SABATO 17/10 16,30-21,00
DOMENICA 18/10 18,30-21,00
LUNEDI’ 19/10 21,00
MARTEDI’ 20/10 18,30
MERCOLEDI’ 21/10 21,00
CARLO ACUTIS-IL GIOVANE SANTO (Nexo)
Regia: Luca Salmaso
Genere Documentario, - Italia, 2026
Durata: 85 minuti
Un ragazzo del nostro tempo, una fede straordinaria, una storia capace di parlare al cuore di tutti.
Aveva quindici anni, amava i videogiochi, l'informatica, Internet e la vita con gli amici. Era un adolescente come tanti, eppure Carlo Acutis è riuscito a lasciare un segno profondo in milioni di persone, diventando un punto di riferimento per giovani e adulti in tutto il mondo. Carlo Acutis. Il giovane santo, diretto da Luca Salmaso, è il documentario che racconta la vita e l'eredità spirituale del giovane santo, offrendo uno sguardo intimo e autentico sulla persona che si cela dietro una storia di fede diventata universale. Attraverso fotografie, video privati, materiali inediti e testimonianze di familiari, amici e persone che lo hanno conosciuto, il film ci accompagna alla scoperta della sua quotidianità, delle sue passioni, dei suoi affetti e del suo profondo rapporto con Dio. Un racconto che restituisce tutta l'umanità di Carlo, mostrando come la sua spiritualità non fosse separata dalla vita di ogni giorno, ma ne rappresentasse il cuore. Appassionato di tecnologia e capace di utilizzare il linguaggio digitale con naturalezza, Carlo ha saputo mettere le proprie competenze al servizio della fede, dimostrando che anche gli strumenti del mondo contemporaneo possono diventare occasioni di incontro, condivisione e testimonianza. La sua storia ci invita a riflettere sul significato della felicità, sull'importanza delle relazioni autentiche, sulla solidarietà e sulla possibilità di vivere con profondità anche in un mondo che corre veloce. Un messaggio particolarmente attuale per le nuove generazioni, chiamate a trovare la propria strada tra immagini, connessioni e continue sollecitazioni. Il documentario ripercorre il cammino di Carlo dalla vita familiare e dalle amicizie fino al riconoscimento della sua santità, intrecciando ricordi personali e testimonianze in un viaggio che unisce dimensione umana e spirituale. Un film che parla di fede, ma anche di giovinezza, amicizia, speranza e ricerca di senso. Un'occasione per conoscere più da vicino un ragazzo che ha saputo vivere pienamente il proprio tempo, ricordandoci che la santità non significa essere lontani dal mondo, ma imparare ad abitarlo con amore, generosità e autenticità. Perché la storia di Carlo Acutis ci lascia una domanda semplice e potente: che cosa scegliamo di fare del tempo che ci è dato?
Un invito a fermarsi, a guardare oltre le apparenze e a riscoprire ciò che conta davvero. Al cinema Solaris, un appuntamento con una storia che continua a ispirare e a parlare al cuore di tutti.
VENERDI’ 16/10 21,00
SABATO 17/10 18,30
DOMENICA 18/10 16,45
MERCOLEDI’ 21/10 18,45
NAZA
Regia di Yuval Abraham, Rachel Szor
Genere Documentario, - Gran Bretagna, 2026,
durata 80 minuti
Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele.
Dichiarazione dei registi
Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall'interno un sistema del genere?
Molte delle rivelazioni contenute nel film sono state pubblicate quasi subito dopo che ne siamo venuti a conoscenza, nei mesi successivi agli attacchi del 7 ottobre, da The Guardian (tra i produttori di NAZA), in collaborazione con i partner d'inchiesta +972 Magazine e Local Call. Il film ci permette di esplorare qualcosa di più profondo rispetto al solo giornalismo d'inchiesta: non solo le parole pronunciate, ma anche quelle non dette, il silenzio. Spetta a tutti noi rompere quel silenzio.
GIOVEDI' 15/10 21,00
SABATO 17/10 16,45
DOMENICA 18/10 18,30
MARTEDI’ 20/10 21,00
ZUSTISSIA (Piper)
Regia di Francesco Piras
Genere Drammatico, - Italia, 2026,
durata 111 minuti
Una storia vera, una battaglia per la verità e una domanda che riguarda tutti: quanto può costare un errore giudiziario?
Ci sono storie che attraversano il tempo e continuano a interrogare la nostra coscienza. Storie in cui la ricerca della verità diventa una lotta contro il silenzio, il dolore e gli ingranaggi della giustizia. Zustissia porta sullo schermo una vicenda umana e giudiziaria che lascia il segno, ispirata alla drammatica storia di Beniamino Zuncheddu, l'allevatore sardo che ha trascorso 33 anni in carcere prima di essere assolto. Diretto da Francesco Piras, il film ci conduce nel cuore di una vicenda che ha profondamente segnato la Sardegna e l'opinione pubblica italiana. Al centro del racconto c'è la battaglia per la revisione del processo e per restituire la libertà a un uomo che ha sempre proclamato la propria innocenza. Una strada lunga e difficile, nella quale il lavoro dell'avvocato Mauro Trogu si trasforma in una ricerca instancabile della verità. Con Michele Riondino nel ruolo dell'avvocato Trogu e Fabrizio Ferracane in quello di Zuncheddu, Zustissia ricostruisce una vicenda che va oltre il caso giudiziario, dando voce alle conseguenze profonde che una condanna può avere sulla vita di una persona, sulla sua famiglia e sulla sua dignità. Attraverso i luoghi, i volti e le atmosfere della Sardegna, il film restituisce tutta la complessità di una storia in cui il tempo perduto non può essere recuperato e la libertà riconquistata non cancella gli anni trascorsi lontano dalla propria vita. Che cosa significa davvero giustizia? È sufficiente riconoscere un errore, quando nessuna sentenza può restituire gli anni perduti? E quale responsabilità ha una società nei confronti di chi subisce un'ingiustizia? Sono domande che Zustissia affida allo spettatore, senza scorciatoie, invitandolo a riflettere sul valore della presunzione di innocenza, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla necessità che la ricerca della verità non si fermi mai. Un film intenso e necessario, che racconta una vicenda profondamente radicata nella realtà italiana e ci ricorda quanto siano preziose la libertà, la dignità umana e la possibilità di essere ascoltati. Al cinema Solaris, una storia vera che ci invita a guardare oltre la sentenza e a non smettere mai di cercare la verità.
GIOVEDI’ 15/10 21,00
VENERDI’ 16/10 18,30
SABATO 17/10 21,00
DOMENICA 18/10 21,00
LUNEDI’ 19/10 21,00
MARTEDI’ 20/10 21,00
MERCOLEDI’ 21/10 18,30
IL TEMPO DI ANNE
Regia di Lisa Azuelos
Genere Commedia Francia
A qualsiasi età si può ricominciare. Una commedia brillante e romantica sul tempo che passa, i legami familiari e la libertà di reinventarsi. Dopo aver dedicato anni alla famiglia, Anne pensa che sia finalmente arrivato il momento di godersi la propria libertà. Con i figli ormai grandi e lontani da casa, può tornare a concentrarsi su se stessa, sui propri desideri e su tutto ciò che ha lasciato in sospeso. Ma la vita, si sa, raramente segue i piani. Quando la figlia Louise, venticinquenne, torna a vivere con lei dopo una delusione sentimentale e il fallimento di un progetto professionale, l'equilibrio appena conquistato da Anne viene improvvisamente stravolto. Come se non bastasse, il figlio Théo le annuncia che presto diventerà nonna. Tra nuove responsabilità, incomprensioni generazionali e sentimenti inattesi, Anne si ritrova a fare i conti con una famiglia che cambia e con una nuova fase della propria vita. Diretto da Lisa Azuelos e interpretato da Sophie Marceau, affiancata da Thaïs Alessandrin e Vincent Elbaz, Il tempo di Anne è una commedia francese che racconta con ironia e sensibilità il rapporto tra madri e figli, le difficoltà di comprendersi tra generazioni diverse e il desiderio, sempre attuale, di trovare il proprio posto nel mondo. Attraverso situazioni divertenti, momenti di tenerezza e inevitabili scontri familiari, il film mette a confronto due modi diversi di vivere il tempo: quello di una madre che desidera finalmente dedicarsi a se stessa e quello di una figlia che, dopo aver visto crollare le proprie certezze, deve trovare il coraggio di ripartire. Perché crescere non significa soltanto diventare adulti. Significa anche accettare i cambiamenti, rivedere le proprie convinzioni e imparare a riconoscere che ogni età porta con sé nuove possibilità. E se il tempo che pensavamo di avere finalmente tutto per noi diventasse l'occasione per riscoprire chi siamo e chi amiamo? Il tempo di Anne ci ricorda che non esiste un momento perfetto per cambiare strada, innamorarsi, sbagliare o ricominciare. La vita continua a sorprenderci, anche quando crediamo di aver già scritto tutte le pagine della nostra storia. Una commedia per sorridere, riconoscersi e riflettere sui legami che ci accompagnano nel tempo. Al cinema Solaris, una storia che ci invita a vivere il presente, accogliere i cambiamenti e ricordare che non è mai troppo tardi per ricominciare
VENERDI’ 16/10 21,00
SABATO 17/10 18,30
DOMENICA 18/10 16,30
MERCOLEDI’ 21/10 21,00
BALCANICA
Regia di Nicola Sorcinelli.
Genere Drammatico, - Italia, Serbia, Croazia, 2026,
durata 86 minuti
Ci sono film che raccontano una storia. E poi ci sono film che ti chiedono di fermarti, di guardare, di ascoltare. “Balcanica” di Nicola Sorcinelli appartiene alla seconda categoria.
Opera prima del regista italiano, presentata in concorso alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2026, Balcanica è un viaggio umano intenso e necessario, capace di parlare di migrazione, guerra, identità, solidarietà e speranza senza trasformare il dolore in semplice spettacolo. Il film è stato inoltre l’unico titolo italiano in concorso alle Giornate degli Autori 2026.
Al centro della storia ci sono Nazar e suo figlio Jalil, due musicisti afghani costretti a lasciare il proprio Paese dopo che la musica viene messa al bando. Il loro viaggio lungo la rotta balcanica verso l’Italia diventa una fuga, ma anche una ricerca disperata di libertà: la libertà di vivere, di ricominciare e soprattutto di poter tornare a suonare.
Nel loro cammino incontrano Greta, una giovane dottoressa italiana alla sua prima missione umanitaria. Tre persone provenienti da mondi lontanissimi si ritrovano così unite da una domanda semplice e potentissima: quanto siamo disposti a fare per un altro essere umano? Ed è proprio qui che Balcanica trova la sua forza.Sorcinelli non racconta soltanto la rotta dei migranti: racconta le persone che la attraversano. Il corpo, lo sguardo, il silenzio e soprattutto la musica diventano strumenti attraverso i quali il film restituisce dignità a chi è costretto a fuggire.
Non è un caso che il Premio Carlo Lizzani abbia definito Balcanica un “road movie umano e intenso”, capace di raccontare attraverso la musica e il corpo la resistenza, la solitudine dei migranti e il coraggio di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
E il pubblico di Venezia ha risposto in maniera inequivocabile: “Balcanica” ha vinto il Premio del Pubblico delle Giornate degli Autori, con il 76% delle preferenze espresse dagli spettatori.
NICOLA SORCINELLI, UNO SGUARDO CHE ARRIVA DA LONTANO
Dietro Balcanica c'è un autore che ha costruito il proprio percorso cinematografico passo dopo passo.
Nicola Sorcinelli è regista, sceneggiatore e montatore e ha iniziato ad avvicinarsi al cinema già durante gli anni della scuola. Prima di affermarsi come autore ha lavorato sui set come filmmaker di backstage e assistente alla regia, costruendo un'esperienza concreta del linguaggio cinematografico. I suoi cortometraggi sono stati presentati e premiati in numerosi festival, anche internazionali.
Tra i suoi lavori più significativi c'è “Moby Dick”, cortometraggio del 2017 con Kasia Smutniak, che gli è valso il Nastro d'Argento per il Miglior Cortometraggio.
Nel 2019 arriva “Ape Regina”, prodotto da Wildside e Rai Cinema nell'ambito di un progetto legato a Emergency, mentre nel 2024 Sorcinelli dirige “La Confessione”, prodotto da Cattleya, con Romana Maggiora Vergano e Andrea Arcangeli. Il corto entra nella corsa ai David di Donatello 2025 e viene candidato anche ai Nastri d'Argento.
Il suo percorso passa anche dalla serialità televisiva: Sorcinelli ha diretto episodi di “Briganti”, produzione Netflix, e ha lavorato a nuovi progetti televisivi come I Mastini e In Utero.
Balcanica rappresenta dunque un passaggio importante: il salto dal cortometraggio al lungometraggio, ma senza perdere quello sguardo personale che aveva già caratterizzato i suoi lavori precedenti.
SABATO 17/10 16,30
MARTEDI’ 20/10 18,30
EVENTI il cinema secondo Auser
IL MARE NASCOSTO
Regia di Luca Calvetta
Genere Drammatico - Italia, 2024,
durata 70 minuti.
La presenza del regista Luca Calvetta
Un viaggio tra realtà e immaginazione, alla scoperta delle ferite del Sud e della bellezza fragile di chi cerca il proprio posto nel mondo.
Ci sono viaggi che attraversano luoghi e paesaggi, e altri che ci conducono dentro le storie, le ferite e i desideri delle persone. Il mare nascosto, scritto e diretto da Luca Calvetta, è un'opera poetica e intensa che invita lo spettatore a guardare oltre ciò che appare, alla ricerca di un'umanità spesso dimenticata. Liberamente ispirato a Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, il film segue il pellegrinaggio di un giovane arrivato da lontano attraverso il Sud Italia. Il suo percorso diventa un incontro con territori, volti, lingue e storie che raccontano un mondo fatto di fragilità, esclusione, memoria e speranza. A guidare questo viaggio non è soltanto il desiderio di scoprire una terra, ma anche la necessità di ritrovare se stessi, ricostruire la propria identità e immaginare un futuro possibile. Il protagonista attraversa luoghi che custodiscono contraddizioni e bellezza, dando voce a un Sud lontano dagli stereotipi, capace di raccontare anche tutti quei Sud del mondo in cui si intrecciano solitudine, marginalità e desiderio di riscatto. Interpretato da Ascanio Celestini, insieme a Marco Leonardi, Anna Maria De Luca e un cast corale, Il mare nascosto si muove liberamente tra cinema, teatro e documentario, intrecciando realtà e immaginazione. Le parole del narratore si fondono con quelle dei personaggi incontrati e con la voce stessa dei luoghi, in un racconto che lascia spazio alla riflessione e alla sensibilità dello spettatore. Il mare del titolo diventa così molto più di un paesaggio: è un orizzonte da raggiungere, una promessa di libertà, una possibilità ancora da scoprire. È ciò che si nasconde dietro le apparenze, nelle vite di chi resta ai margini, nelle storie che raramente trovano ascolto. Un film poetico e politico che interroga il nostro sguardo sul mondo, invitandoci a riconoscere la dignità di ogni persona e a riscoprire il potere dell'arte come strumento di conoscenza, incontro e trasformazione. Perché, a volte, per trovare il mare bisogna prima imparare ad ascoltare le storie che lo circondano.
Al cinema Solaris, un viaggio cinematografico fuori dagli schemi, tra paesaggi dell'anima e orizzonti ancora da esplorare.
MARTEDI’ 20/10 21,00