07/02/2026
ONIRIA, ERESIA DELLA LUCIDITÀ
I
Oniria emerge dal silenzio della forma,
nuda come una verità non addomesticata,
pura ferita nel velo dell’abitudine.
II
Il suo corpo è un segno che rifiuta la gabbia,
un alfabeto inciso contro la carne del tempo,
dove il sogno disobbedisce alla norma.
III
Ella non consola: inquieta.
Non promette salvezza, ma visione,
e spezza il sonno docile delle moltitudini.
IV
Là dove il mondo chiede uniformità e oblio,
Oniria offre lo scandalo del pensiero,
un lume acceso nel teatro dei burattini.
V
Per questo l’arte è temuta, sorvegliata,
resa ornamento, svuotata di veleno:
perché insegna a distinguere, e a scegliere.
VI
Ma chi guarda davvero il suo volto abbassato
sente crollare gli idoli di cartapesta,
e nasce libero nel dubbio e nella domanda.
VII
Oniria è catarsi e rivolta silenziosa,
carezza che diventa lama spirituale,
promessa d’eterno contro la polvere del consenso.
Chi teme l’arte teme l’uomo che si sveglia, perché un uomo che vede non si governa più.
VIII
Sul trono siedono bocche vuote e sguardi spenti,
incoronati dal numero, non dal pensiero,
sacerdoti dell’ovvio e del rumore.
IX
L’ignoranza governa con mani sporche di consenso,
trasforma il dubbio in colpa, la complessità in nemico,
e chi pensa viene marchiato come eretico.
X
Le masse chiedono catene semplici,
pane di slogan e verità masticate,
mentre affogano l’anima nel conforto dell’uniforme.
XI
Non è tirannia di un solo volto,
ma coro di voci ottuse che schiaccia il singolo,
dittatura del basso che odia l’altezza.
XII
Gli spiriti lucidi camminano come colpevoli,
inermi sotto il peso dell’idiozia trionfante,
inermi ma non vinti, mai addomesticati.
XIII
Perché l’ignoranza non crea: consuma,
non governa: replica,
non pensa: occupa.
XIV
Eppure basta un’opera, uno sguardo desto,
per incrinare l’impero del nulla,
e ricordare al mondo che non tutti dormono.
Poesia tratta da "La Fleur d’Onirie", raccolta di miei testi.
Disegno: Schizzo con matita sanguigna su cartoncino ruvido anticato in digit-art